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Nella sessione del sabato pomeriggio dedicata all’advocacy e alle iniziative territoriali, presentati progetti su inquinamento luminoso, educazione ambientale, prescrizioni verdi, emissioni portuali e prevenzione sanitaria. Esperienze sviluppate dalle sezioni ISDE che mostrano come le conoscenze scientifiche possano tradursi in azioni concrete, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, professionisti sanitari, scuole e cittadini.

La tutela della salute ambientale passa anche attraverso iniziative locali capaci di trasformare le evidenze scientifiche in interventi concreti, costruendo collaborazioni tra professionisti sanitari, istituzioni e comunità. È questo il filo conduttore della sessione «Advocacy e iniziative territoriali», svoltasi sabato 24 ottobre nell’ambito del Congresso nazionale ISDE Italia 2026, a Sansepolcro.

La sessione, moderata da Maria Belmonte, Francesco Bertola e Ugo Corrieri, ha offerto una panoramica delle attività sviluppate dalle sezioni territoriali dei Medici per l’Ambiente, affrontando problemi e ambiti di intervento differenti: dalla riduzione dell’inquinamento luminoso alla valorizzazione del rapporto tra natura e benessere, dalla promozione delle prescrizioni verdi alla qualità dell’aria nelle città portuali, fino alle iniziative di prevenzione rivolte direttamente alla popolazione.

Esperienze accomunate dalla volontà di superare la semplice denuncia dei rischi ambientali, contribuendo alla costruzione di soluzioni praticabili e alla diffusione di una cultura della prevenzione.

Vercelli, un nuovo modello di illuminazione pubblica per ridurre l’inquinamento luminoso

Rocco Santarone, di ISDE Italia e CieloBuio OdV, ha presentato l’esperienza di riqualificazione dell’illuminazione pubblica del Comune di Vercelli, sviluppata con il contributo dell’ingegnere Diego Bonata, di CieloBuio-Coordinamento per la protezione del cielo notturno. [presentazione]

L’intervento ha richiamato l’attenzione su una forma di inquinamento spesso trascurata, ma capace di interferire con gli equilibri biologici degli esseri umani e degli ecosistemi.

Secondo i dati richiamati nella relazione, oltre il 90% della popolazione italiana vive sotto cieli interessati da bagliore luminoso artificiale, mentre l’inquinamento luminoso continua a crescere, con incrementi stimati tra il 2% e il 6% all’anno.

L’esposizione alla luce artificiale notturna può alterare i ritmi biologici e interferire con i comportamenti di numerose specie animali e vegetali, dagli insetti alla fauna marina.

L’esperienza di Vercelli si basa su una progettazione dell’illuminazione pubblica orientata a contenere il flusso luminoso complessivo e a utilizzare sorgenti con temperature di colore a minore impatto ambientale.

Il progetto evidenzia come sia possibile ripensare l’illuminazione degli spazi urbani valutando non soltanto il risparmio energetico, ma anche le conseguenze della luce artificiale sulla salute e sugli ecosistemi.

Uno degli aspetti sottolineati riguarda la replicabilità dell’intervento, che può rappresentare un riferimento per altre amministrazioni interessate a integrare la prevenzione dell’inquinamento luminoso nelle proprie politiche ambientali.

Modena, gli alberi diventano strumenti di educazione alla salute e alle emozioni

Un’altra esperienza è stata presentata da Simona Luci, della sezione ISDE di Modena, nell’ambito del progetto «Alberi che parlano», sviluppato insieme a Ilaria Mariotti e Paolo Lauriola. [presentazione]

L’iniziativa, realizzata nell’ambito di Alberi Festival Lab 2026, è nata dall’attenzione crescente verso i benefici del contatto con la natura per il benessere psicofisico e sociale dei bambini e degli adolescenti.

Il progetto ha coinvolto una classe terza della scuola secondaria di primo grado, composta da 27 studenti, attraverso un percorso di sei ore che ha integrato educazione ambientale, salute ed espressione delle emozioni.

Dopo una prima introduzione dedicata al rapporto tra natura e salute e ai principi dell’ecopsicologia, gli studenti sono stati invitati a individuare e fotografare un albero significativo vicino alla propria abitazione.

Le fotografie sono diventate il punto di partenza per la composizione di brevi poesie haiku, attraverso le quali i ragazzi hanno potuto esprimere sensazioni ed emozioni legate al rapporto con gli alberi.

I lavori sono stati raccolti in una mostra presentata durante Alberi Festival Lab, svoltosi a Modena dal 17 al 19 aprile 2026.

L’esperienza ha suscitato interesse e partecipazione: quattro studenti hanno scelto il progetto come elaborato finale del percorso scolastico triennale.

Il riscontro positivo ha portato alla decisione di riproporre l’iniziativa nel successivo anno scolastico, estendendola a tutte le classi terze dell’istituto.

Il progetto mostra come la promozione della salute ambientale possa passare anche attraverso attività educative capaci di sviluppare attenzione, sensibilità, creatività e consapevolezza del legame tra persone e natura.

Prescrizioni verdi, l’esperienza di ISDE Vercelli per una medicina più sostenibile

Elena Uga e Alessandra Florio, della sezione ISDE di Vercelli e della struttura di Fisiatria dell’ASL Vercelli, ha illustrato un percorso dedicato alla diffusione delle prescrizioni verdi nella pratica clinica. [presentazione]

La proposta nasce dalla crescente attenzione scientifica verso i benefici del contatto con la natura per il benessere psicofisico, anche in relazione alla diffusione delle malattie croniche non trasmissibili, alla sedentarietà e allo stress associato agli ambienti urbani.

Le prescrizioni verdi consistono nell’inserimento strutturato di attività e occasioni di contatto con la natura nei percorsi di promozione della salute, attraverso indicazioni formulate da professionisti sanitari.

Per favorire la conoscenza di questo approccio, ISDE Vercelli ha organizzato un workshop accreditato ECM, intitolato «Prescrizioni Verdi. Salute e Natura», articolato in una parte teorica e una pratica, entrambe svolte all’interno del Bosco della Partecipanza di Trino Vercellese.

Il percorso formativo, al quale ha contribuito anche Pierangela Piras, ha coinvolto 23 medici, cinque operatori sanitari e undici uditori non sanitari.

L’obiettivo è stato fornire ai partecipanti conoscenze e strumenti utili per valutare le possibilità di applicazione delle prescrizioni verdi nella pratica clinica quotidiana.

L’iniziativa, sviluppata con il contributo di Angelo Crea, Giuseppe Malinverni, Tullio Silvestri, Marcello Trada ed Elena Uga, ha aperto anche la prospettiva di un secondo workshop di approfondimento.

La proposta si inserisce negli approcci One Health e Planetary Health, valorizzando il rapporto tra tutela degli ecosistemi, prevenzione delle malattie e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Porti, ambiente e salute: il lavoro della rete ISDE in tredici realtà portuali

Gianfranco Porcile, coordinatore del Gruppo di lavoro ISDE su Porti, Ambiente e Salute, ha presentato le attività avviate nel 2026 per affrontare le conseguenze ambientali e sanitarie delle attività portuali. [presentazione]

Il gruppo, al quale contribuiscono anche Oriana Rossi, Chiara Di Mitri e Paolo Regini, coinvolge realtà territoriali che comprendono Genova, Livorno, Massa e Carrara, Civitavecchia, Napoli, Gioia Tauro, Palermo, Catania, Milazzo, Taranto, Ravenna, Venezia e Trieste.

Gli obiettivi principali sono il monitoraggio dei dati sulla qualità dell’aria e la diffusione di buone pratiche utilizzabili nelle iniziative di advocacy.

Uno dei temi centrali riguarda le emissioni prodotte dalle navi, in particolare quelle di ossidi di azoto e particolato, e le possibilità offerte dall’elettrificazione delle banchine per ridurre l’inquinamento durante la permanenza in porto.

A Genova, il gruppo ha richiamato il lungo percorso verso l’elettrificazione delle prime banchine, con il completamento previsto nel 2026 e l’operatività attesa dal 2027. La questione assume particolare rilievo in un territorio interessato dalle criticità legate all’inquinamento da ossidi di azoto.

A Livorno, l’attenzione si concentra sulla complessità di un’area nella quale convivono attività portuali, una importante raffineria e un Sito di interesse nazionale da bonificare. È stata evidenziata anche l’attività del comitato cittadino «Porto di Livorno Pulito».

A Venezia, la relazione ha ricordato le mobilitazioni contro il transito delle grandi navi da crociera, le criticità legate alle concentrazioni di biossido di azoto nelle aree prossime al porto e il contributo all’inquinamento del traffico acqueo del trasporto pubblico. Anche in questo caso sono in corso interventi di elettrificazione delle banchine.

A Palermo, il progetto di cold ironing illustrato dall’Autorità di Sistema portuale prevede l’elettrificazione di cinque banchine, con una potenza complessiva di 50 MW, per consentire l’alimentazione contemporanea di tre navi da crociera e due traghetti ro-ro.

Tra le buone pratiche individuate dal gruppo ISDE figurano la costituzione di osservatori comunali su ambiente e salute e la collaborazione con comitati di cittadini impegnati sugli stessi obiettivi.

L’elettrificazione delle banchine rappresenta una delle principali misure proposte per ridurre le emissioni delle navi ormeggiate, mentre la relazione ha richiamato anche l’impiego del gas naturale liquefatto durante la navigazione.

Il lavoro del gruppo intende rafforzare la capacità delle sezioni ISDE di contribuire al confronto pubblico sulle politiche portuali, portando al centro la tutela della salute delle popolazioni residenti nelle città interessate.

Campobasso, oltre 3.100 prestazioni sanitarie gratuite per promuovere la prevenzione

Silvana D’Onofrio, presidente della sezione ISDE di Campobasso, ha presentato i risultati dell’iniziativa «Campobasso previene», sviluppata in collaborazione con la Consulta Socio-Sanitaria e Tutela della salute, il Comune di Campobasso, il Dipartimento di prevenzione della Regione Molise e ASREM. [presentazione]

Il progetto ha avuto l’obiettivo di promuovere la prevenzione primaria e secondaria attraverso attività formative, incontri scientifici e prestazioni sanitarie gratuite rivolte alla popolazione.

Il programma si è articolato in tre giornate di formazione, svolte presso la Sala Alphaville, e in altre tre giornate dedicate agli screening sanitari in piazza Vittorio Emanuele.

Gli incontri hanno affrontato temi quali stili di vita e attività fisica, dipendenze, alimentazione e salute, antibiotico-resistenza, sicurezza nei luoghi di lavoro e ampliamento dei programmi di screening oncologico.

Le attività formative hanno registrato complessivamente 252 presenze.

Le giornate dedicate alla prevenzione secondaria hanno invece consentito di effettuare 3.157 prestazioni sanitarie gratuite, comprendenti controlli metabolici, cardiologici, dermatologici, audiometrici e psicologici, oltre a test e prestazioni nell’ambito della prevenzione oncologica e delle malattie infettive.

Sono stati inoltre registrati circa 500 contatti diretti con visitatori occasionali.

Al di là dei risultati quantitativi, l’iniziativa ha contribuito a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, favorendo l’accesso ai servizi di prevenzione e coinvolgendo anche i giovani delle scuole.

L’esperienza di Campobasso evidenzia come la promozione della salute possa diventare un’attività condivisa e partecipata, capace di intercettare bisogni concreti della popolazione e offrire risposte accessibili.

Dalle esperienze locali alle politiche per la salute

Le esperienze presentate nella sessione hanno messo in evidenza modalità differenti, ma complementari, attraverso le quali le sezioni ISDE possono contribuire alla tutela della salute e dell’ambiente.

Nel caso dell’illuminazione pubblica, l’attenzione riguarda la capacità delle amministrazioni di adottare soluzioni progettuali attente agli effetti sugli ecosistemi. Nei progetti educativi e nelle prescrizioni verdi emerge invece il valore del rapporto con la natura come risorsa per il benessere delle persone.

Il lavoro sulle emissioni portuali richiama la necessità di intervenire sulle fonti di inquinamento e di rafforzare il confronto tra cittadini e istituzioni. Le attività di prevenzione realizzate a Campobasso mostrano infine come la collaborazione territoriale possa rendere concretamente accessibili servizi e informazioni sanitarie.

Il tratto comune è la capacità di trasformare le conoscenze scientifiche in strumenti di partecipazione, prevenzione e azione pubblica, valorizzando il ruolo dei professionisti sanitari anche al di fuori degli ambulatori e delle strutture ospedaliere.

Le esperienze territoriali costituiscono così un patrimonio di progetti e buone pratiche che, attraverso la rete nazionale ISDE, possono essere condivisi, approfonditi e adattati ad altri contesti.

È questa una delle prospettive fondamentali del Congresso nazionale ISDE Italia 2026: rafforzare il collegamento tra conoscenza scientifica e capacità di incidere concretamente sulla salute delle persone e degli ecosistemi.


Per approfondire: