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Una lettera congiunta alla Commissione europea chiede di mettere la salute al centro del futuro quadro sulla resilienza climatica. Tra le priorità: finanziamenti dedicati, obiettivi vincolanti, città più verdi e riduzione dei combustibili fossili.

La protezione della salute deve diventare un elemento centrale delle politiche europee di adattamento alla crisi climatica. È la richiesta della lettera congiunta sottoscritta anche da ISDE Italia, indirizzata il 22 ottobre 2026 alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e trasmessa ai commissari competenti e ai ministri dell’Ambiente, del Clima e della Salute.

L’appello, promosso dalla Health and Environment Alliance (HEAL), riunisce organizzazioni di medici, infermieri, pazienti ed esperti di sanità pubblica. Il messaggio è chiaro: preparare l’Europa agli impatti del cambiamento climatico richiede di prevenire malattie, decessi e disuguaglianze, intervenendo sulle condizioni ambientali e sociali che determinano l’esposizione ai rischi.

La prevenzione riguarda tutte le politiche

La lettera descrive un continente ancora insufficientemente preparato ad affrontare gli effetti sanitari del riscaldamento globale. Ondate di calore, incendi, alluvioni e siccità producono conseguenze che comprendono l’aggravamento delle malattie, l’esposizione all’inquinamento atmosferico, la perdita di abitazioni e mezzi di sussistenza e i danni alla salute mentale.

Le organizzazioni richiamano anche il rischio legato all’esposizione combinata a caldo e inquinamento dell’aria, particolarmente preoccupante per le persone con patologie cardiorespiratorie che vivono nelle città.

La vulnerabilità non è distribuita in modo uniforme. Anziani, bambini, donne in gravidanza, persone con malattie preesistenti e cittadini in condizioni di svantaggio socioeconomico possono subire conseguenze maggiori e disporre di minori risorse per proteggersi.

Per questo, secondo i firmatari, attribuire la gestione dei rischi climatici per la salute esclusivamente al settore sanitario lascerebbe importanti lacune nella prevenzione. Abitazioni, urbanistica, energia, trasporti, agricoltura e politiche ambientali influenzano direttamente la possibilità di ridurre l’esposizione e proteggere la popolazione. Il futuro quadro europeo dovrà quindi definire responsabilità trasversali, riconoscendo al tempo stesso il ruolo specifico dei servizi sanitari nella preparazione e nella risposta alle emergenze.

Cinque richieste alle istituzioni europee

L’appello individua cinque priorità per il futuro quadro europeo sulla resilienza climatica.

La prima è garantire finanziamenti dedicati alla salute e alla resilienza, prevedendo nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE una linea specifica per le misure preventive. Particolare attenzione viene richiesta per le città, dove l’effetto isola di calore amplifica l’esposizione, e per i sistemi sanitari. Secondo il dato riportato nella lettera, soltanto lo 0,5% dei progetti di adattamento e mitigazione rendicontati dalle città ha affrontato direttamente sistemi e servizi sanitari.

La seconda richiesta riguarda obiettivi giuridicamente vincolanti e misurabili, che includano esplicitamente la salute e siano fondati su scenari climatici comuni e valutazioni del rischio sanitario. Per i firmatari, impegni condivisi a livello europeo aiuterebbero a superare le differenze nell’attuazione delle politiche e a sostenere gli investimenti nella prevenzione.

La terza priorità è promuovere un ambiente pulito e salutare. Gli spazi verdi urbani possono ridurre l’esposizione al caldo e il rischio di allagamenti, favorendo anche attività fisica e benessere mentale. La protezione e il ripristino della natura, insieme alle misure per migliorare la qualità dell’aria, devono quindi diventare componenti centrali delle strategie di resilienza.

La quarta richiesta è assicurare sostegni mirati alle persone più vulnerabili. La lettera evidenzia che la crescente diffusione di piani nazionali e locali di adattamento non si traduce ancora in una protezione sistematica della salute e dei gruppi maggiormente esposti.

Infine, le organizzazioni chiedono di accompagnare l’adattamento con una riduzione ambiziosa delle emissioni e il progressivo abbandono dei combustibili fossili. La combustione di carbone, petrolio e gas alimenta sia il cambiamento climatico sia l’inquinamento atmosferico: limitarla è essenziale per evitare ulteriori danni sanitari e impedire che i rischi superino la capacità di risposta delle società europee.

Una voce comune della comunità sanitaria

La lettera è firmata dalla direttrice esecutiva di HEAL, Genon K. Jensen, a nome delle organizzazioni aderenti. Accanto a ISDE Italia e all’Associazione Culturale Pediatri (ACP) figurano, tra gli altri, ISDE Austria, European Respiratory Society, European Lung Foundation, European Academy of Neurology, European Federation of Nurses Associations, Standing Committee of European Doctors, EFA e Health Care Without Harm Europe.

La richiesta comune è fare della tutela della salute un criterio concreto delle decisioni europee sul clima, sostenuto da risorse, obblighi verificabili e interventi capaci di ridurre le disuguaglianze.

Fonte: HEAL, lettera congiunta sulla resilienza climatica e la salute, 22 ottobre 2026⁠.