9 Ottobre 2026
Rifiuti e salute, nessun sistema è a rischio zero: dalla discarica al riciclo, la sfida è fermare la circolazione dei contaminanti
Presentato alla Camera dei Deputati il volume Rifiuti e Salute, frutto di sette anni di lavoro e di un'ampia revisione della letteratura scientifica internazionale. Tra le autrici anche Gea Oliveri Conti di ISDE Catania. Al centro dell'analisi i rischi sanitari delle diverse tecnologie di trattamento, gli interferenti endocrini, le microplastiche e la necessità di rafforzare prevenzione e valutazione di impatto sanitario. All'incontro è intervenuta anche Laura Reali, presidente di ISDE Roma e Lazio. https://youtu.be/sGTtwT90O7Q?si=tPHiH7bP05I2VkFA Nessun sistema di gestione dei rifiuti può essere considerato completamente privo di rischi per la salute umana e per l'ambiente. Discariche, inceneritori, trattamenti biologici e impianti di riciclo presentano caratteristiche differenti, ma tutti possono determinare emissioni e dispersione di contaminanti. La questione fondamentale è quindi comprendere, sulla base delle migliori evidenze scientifiche disponibili, quali rischi comportino le diverse filiere, come ridurli e soprattutto come prevenire la produzione e la circolazione delle sostanze più pericolose. È questo il messaggio centrale del libro Rifiuti e Salute, presentato il 28 settembre 2026 alla Camera dei Deputati, al termine di un lavoro multidisciplinare durato sette anni. Tra i coautori figura anche Gea Oliveri Conti, di ISDE Catania, a testimonianza del contributo dei Medici per l'Ambiente alla ricerca sui rapporti tra gestione dei rifiuti, contaminazione ambientale e salute delle popolazioni. Secondo gli autori, si tratta del primo volume, anche a livello internazionale, dedicato specificamente a un'analisi sistematica dei rischi sanitari associati alle diverse modalità di gestione dei rifiuti. La solidità dell'impostazione metodologica e l'interesse dei risultati hanno già portato a prevederne un'edizione in lingua inglese. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, Raffaello Cossu, già docente di ingegneria ambientale all'Università di Padova ed esperto di discariche ed economia circolare; Margherita Ferrante, docente di Igiene all'Università di Catania ed esperta di microplastiche, impegnata anche nei tavoli Salute e Ambiente del Ministero della Salute; e Sergio Costa, già ministro dell'Ambiente e vicepresidente della Camera dei Deputati. Sette anni di ricerca per valutare i rischi sanitari Uno degli aspetti più rilevanti del volume riguarda il metodo adottato. Gli autori hanno effettuato revisioni sistematiche della letteratura scientifica internazionale seguendo il protocollo PRISMA, che permette di documentare in maniera trasparente i criteri di selezione e valutazione degli studi. In una delle revisioni, partendo da circa 12.000 pubblicazioni, sono stati selezionati 44 studi ritenuti sufficientemente solidi sul piano metodologico. Tra gli elementi considerati figurano la distanza dagli impianti, le caratteristiche delle emissioni e la presenza di possibili fattori confondenti, come il traffico veicolare e il fumo di tabacco. L'eterogeneità degli studi non ha consentito di realizzare una metanalisi, ma il lavoro permette di ricostruire criticamente le conoscenze disponibili e di individuare i principali problemi ancora aperti. La conclusione non è che tutti i sistemi siano ugualmente pericolosi, bensì che nessuna tecnologia può essere valutata soltanto sulla base della sua capacità di smaltire o recuperare materiali, senza considerare l'intero ciclo delle sostanze contaminanti e le esposizioni delle popolazioni. Interferenti endocrini, PFAS e microplastiche: i contaminanti da non sottovalutare Un filo conduttore dell'analisi riguarda le sostanze che possono essere rilasciate lungo le diverse filiere: metalli pesanti, PFAS, ftalati, ritardanti di fiamma e microplastiche. Margherita Ferrante ha richiamato in particolare l'attenzione sugli interferenti endocrini, sostanze capaci di alterare il funzionamento del sistema ormonale attraverso diversi meccanismi biologici. Alcuni di questi composti possono agire anche a concentrazioni molto basse e presentare relazioni tra dose ed effetto non lineari, rendendo particolarmente complessa la valutazione del rischio. La possibilità di individuare soglie di esposizione sicure è ancora oggetto di discussione scientifica e dipende dalle caratteristiche delle singole sostanze e dagli effetti considerati. Proprio queste incertezze rafforzano la necessità di adottare un approccio precauzionale, soprattutto quando sono coinvolte esposizioni croniche e popolazioni vulnerabili.…










