«La tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi è anche una questione di salute pubblica». Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia – Medici per l’Ambiente, esprime la ferma contrarietà dell’associazione alla proposta di riforma della normativa sulla caccia, condividendo le preoccupazioni della coalizione ambientalista e animalista di cui ISDE fa parte.
«Esprimo una ferma contrarietà alla proposta di riforma della normativa sulla caccia, condividendo le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste per i possibili effetti sulla biodiversità, sugli equilibri ecosistemici e sulla sicurezza dei cittadini», dichiara Romizi. «Particolare preoccupazione desta inoltre l’utilizzo di munizioni contenenti piombo, sostanza altamente tossica che può contaminare l’ambiente, la fauna selvatica e la catena alimentare, con conseguenze per la salute umana».
Per il presidente di ISDE è necessario fermare la riforma, evitando qualsiasi arretramento delle tutele ambientali e garantendo che ogni intervento legislativo sia fondato su evidenze scientifiche, principio di precauzione e valutazione dei rischi sanitari. «La biodiversità non è un ostacolo da rimuovere, ma un patrimonio indispensabile per la nostra salute. La prevenzione deve prevalere sugli interessi di parte. Difendere gli ecosistemi significa difendere la salute e il futuro delle persone», conclude Romizi.
La presa di posizione accompagna l’appello della coalizione contro il provvedimento ribattezzato dalle associazioni “Legge Sparatutto”. Il calendario della Camera prevede per venerdì 27 novembre 2026 la discussione sulle linee generali della proposta di legge C. 2984, già approvata dal Senato, che modifica la legge n. 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. (camera.it)
Le associazioni contestano sia il merito della riforma sia il percorso parlamentare. Nel comunicato denunciano la scelta di calendarizzare il testo quando l’esame in Commissione non è ancora concluso e numerosi emendamenti devono essere discussi e votati. Un’accelerazione che, secondo la coalizione, rischia di comprimere il confronto su un provvedimento con conseguenze rilevanti per la biodiversità, gli equilibri degli ecosistemi e la sicurezza dei cittadini.
La critica investe anche le priorità politiche: in una fase segnata dal peso del costo della vita, dalle difficoltà del settore agricolo e dalle tensioni internazionali, le organizzazioni giudicano irresponsabile dedicare spazio a una riforma che, a loro avviso, indebolisce la protezione della fauna senza rispondere ai problemi concreti degli agricoltori e del Paese.
Nel comunicato vengono inoltre richiamati i rilievi della Commissione europea su possibili contrasti con il diritto dell’Unione, a partire dalla Direttiva Uccelli. Per la coalizione, questi elementi dovrebbero indurre ad approfondire le criticità del testo, evitando scelte che potrebbero esporre l’Italia a nuove procedure d’infrazione.
Al centro dell’appello resta il riconoscimento degli animali selvatici come esseri senzienti e patrimonio della collettività. Lepri, cervi, caprioli, volpi e uccelli migratori non possono essere considerati semplici bersagli: la loro tutela riguarda la conservazione della biodiversità e la responsabilità verso le generazioni future.
La coalizione, che riunisce numerose organizzazioni tra cui ISDE, WWF Italia, Legambiente, Greenpeace, Lipu, LAV, ENPA e Federazione Pro Natura, invita cittadini, comunità scientifica, enti locali, insegnanti e studenti a mobilitarsi, scrivendo ai deputati del proprio collegio ed esprimendo pubblicamente la contrarietà alla riforma. Ai parlamentari viene chiesto di respingere il provvedimento e di restituire centralità alla scienza, alla tutela degli ecosistemi e all’interesse generale.
