Dalla crisi climatica ai rischi ambientali e sanitari, la diffusione di informazioni false o manipolate può compromettere la prevenzione e le decisioni pubbliche. In un nuovo documento di posizione, ISDE Italia richiama la responsabilità di medici, ricercatori, istituzioni e piattaforme digitali, sottolineando la necessità di distinguere il legittimo confronto scientifico dalla negazione sistematica delle evidenze. La qualità dell'informazione scientifica è una componente essenziale della tutela della salute pubblica e dell'ambiente. In un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione di contenuti falsi, fuorvianti o privi di adeguato fondamento scientifico, diventa sempre più importante garantire ai cittadini strumenti per distinguere le conoscenze validate dalle opinioni personali e dalle strategie di manipolazione. È questo il messaggio centrale del nuovo documento di posizione di ISDE Italia – Associazione Medici per l'Ambiente, intitolato Negazionismo scientifico, disinformazione e tutela della salute, pubblicato nell'ottobre 2026 e curato da Elisabetta Chellini, Mario Carmelo Cirillo, Eduardo Missoni, Gea Oliveri Conti, Laura Reali, Eva Rigonat e Roberto Romizi. Il documento affronta un tema che riguarda direttamente la capacità delle società democratiche di adottare decisioni consapevoli e politiche pubbliche fondate sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili. Il dubbio è parte della scienza, il negazionismo è un'altra cosa ISDE parte da una distinzione fondamentale: la scienza non è un sistema di verità immutabili, ma un processo di conoscenza che procede attraverso il confronto tra ipotesi, la verifica delle evidenze e la revisione critica delle conclusioni. Il dubbio, quindi, non rappresenta un ostacolo alla ricerca scientifica, ma una delle sue condizioni essenziali. Diverso è il negazionismo scientifico, che consiste nel rifiuto sistematico di evidenze solide e convergenti attraverso argomentazioni che non rispettano i criteri di verifica propri della ricerca. Questa distinzione è particolarmente importante perché il contrasto alla disinformazione non deve trasformarsi nella delegittimazione di qualsiasi posizione critica, né nell'imposizione di una visione dogmatica della scienza. Anche le istituzioni possono commettere errori e la ricerca può essere condizionata da interessi economici, politici o da conflitti di interesse non dichiarati. Per questo trasparenza, indipendenza e confronto scientifico rappresentano condizioni indispensabili per costruire e mantenere la fiducia dei cittadini. Il negazionismo climatico e le conseguenze sulla salute Uno degli ambiti nei quali il negazionismo scientifico produce conseguenze particolarmente rilevanti è quello del cambiamento climatico. Le conoscenze scientifiche disponibili dimostrano che il riscaldamento globale osservato è principalmente determinato dalle emissioni antropiche di gas serra, in particolare dall'utilizzo dei combustibili fossili e dai cambiamenti nell'uso del suolo. La negazione o la sistematica minimizzazione di queste evidenze può ostacolare l'adozione di politiche di mitigazione e adattamento, ritardando interventi necessari per proteggere le popolazioni. Il cambiamento climatico costituisce infatti anche una grande questione sanitaria. Le ondate di calore, gli eventi meteorologici estremi, le modificazioni nella diffusione delle malattie infettive, l'insicurezza alimentare e idrica e le conseguenze sociali delle trasformazioni ambientali incidono direttamente e indirettamente sulla salute. ISDE richiama inoltre la stretta interconnessione tra cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità, tre crisi ambientali che richiedono risposte coordinate.…