Sono piccoli, spesso quasi invisibili, ma rappresentano una delle forme più diffuse e persistenti di inquinamento degli spazi pubblici. I mozziconi di sigaretta continuano a dominare la classifica dei rifiuti raccolti nei parchi urbani italiani e, oltre al degrado ambientale, pongono un problema legato alla dispersione di plastica, microplastiche e sostanze chimiche.
A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Legambiente, che in vista dell’edizione 2026 di Puliamo il Mondo, in programma dal 18 al 20 settembre, ha diffuso i nuovi dati dell’indagine “Park Litter”. Dal 2018 al 2026, nei 610 transetti monitorati nei parchi urbani italiani, per una superficie complessiva di circa 61.000 metri quadrati, sono stati censiti e rimossi 94.624 mozziconi di sigaretta, pari al 39,58% dei 239.063 rifiuti complessivamente registrati. In media, nei territori osservati sono stati trovati quattro rifiuti per ogni metro quadrato monitorato.
Il dato più recente indica una situazione ancora più critica. Nei monitoraggi condotti tra settembre 2025 e settembre 2026 in 65 parchi pubblici di 29 città, i volontari hanno raccolto 15.081 mozziconi, pari al 46% dei 32.753 rifiuti censiti. Seguono, a grande distanza, frammenti non identificabili di plastica, tappi e linguette di lattine, frammenti di carta e palloncini. Da nove anni consecutivi i mozziconi occupano il primo posto nella classifica dei rifiuti trovati nei parchi.
Il filtro della sigaretta è plastica
Il problema non riguarda soltanto la quantità di rifiuti abbandonati. Il filtro delle sigarette è costituito prevalentemente da acetato di cellulosa, un materiale plastico che può permanere a lungo nell’ambiente e frammentarsi progressivamente in particelle sempre più piccole.
Legambiente richiama anche uno studio dell’Università Federico II di Napoli secondo cui il processo di frammentazione può proseguire per molti anni e determinare un rilascio prolungato di nicotina e altre sostanze chimiche. Il mozzicone, quindi, non scompare una volta perso alla vista, ma può trasformarsi in una fonte persistente di contaminazione di suoli, acque e sedimenti.
È proprio su questo aspetto che si concentra anche la Campagna nazionale di prevenzione dei rischi per la salute da esposizione alla plastica promossa da ISDE Italia insieme a numerose società scientifiche e associazioni, che comprende uno specifico progetto dedicato a “Mozziconi di sigarette e microplastiche”.
Il progetto ISDE sottolinea come i filtri delle sigarette rappresentino una fonte spesso sottovalutata di contaminazione da plastica. La frammentazione dell’acetato di cellulosa contribuisce alla produzione di microplastiche che possono diffondersi nell’ambiente, aggiungendosi alle numerose altre fonti di esposizione già presenti nella vita quotidiana. La campagna più generale di ISDE richiama infatti l’attenzione sulla crescente diffusione di micro e nanoplastiche e sulla necessità di ridurre l’esposizione della popolazione attraverso prevenzione, informazione e interventi sulle fonti.
Un problema ambientale che riguarda anche la salute
La dispersione dei mozziconi mette quindi in relazione comportamenti individuali, gestione dei rifiuti, contaminazione ambientale e prevenzione sanitaria. Il tema va ben oltre il decoro urbano: le particelle plastiche e le sostanze contenute nei filtri possono raggiungere suoli, corsi d’acqua e ambiente marino, entrando nei cicli ecologici e contribuendo all’esposizione complessiva degli organismi viventi.
La Campagna nazionale ISDE sulla plastica ricorda più in generale come micro e nanoplastiche possano entrare nell’organismo umano attraverso differenti vie e come numerosi studi stiano approfondendo i loro possibili effetti biologici, tra cui processi infiammatori, alterazioni endocrine e riproduttive. ISDE sottolinea inoltre l’importanza di una particolare attenzione nelle fasi più vulnerabili della vita, dalla gravidanza all’età pediatrica.
Legambiente: applicare la responsabilità estesa del produttore
Accanto alla responsabilità individuale di chi fuma, Legambiente pone anche una questione normativa. L’associazione chiede al Governo di rendere pienamente operativo il sistema di responsabilità estesa del produttore per i prodotti del tabacco, l’EPR Tabacco, previsto dalla normativa europea sulla plastica monouso.
Il principio è quello di far sostenere ai produttori una parte dei costi legati alla raccolta dei mozziconi, alla pulizia degli spazi pubblici, alla predisposizione dei contenitori e alle campagne di sensibilizzazione. Secondo Legambiente, l’Italia registra ancora ritardi nell’attuazione del sistema e il Ministero dell’Ambiente avrebbe predisposto una prima bozza di regolamento, senza però aver ancora definito tempi certi per la sua entrata in vigore.
L’associazione ricorda inoltre che l’Italia è coinvolta nella procedura di infrazione europea n. 2053/2024 relativa all’attuazione della direttiva sulla plastica monouso e chiede di accelerare anche sul fronte dell’EPR per i prodotti del tabacco.
Divieti di fumo nei parchi e prevenzione
Legambiente invita parallelamente le amministrazioni locali ad ampliare le ordinanze che limitano il fumo nei parchi, nelle aree gioco e negli altri spazi pubblici all’aperto. Roma e Milano hanno già introdotto specifiche limitazioni, mentre disposizioni analoghe o distanze minime sono state adottate in altre città.
La riduzione dell’abbandono dei mozziconi passa però anche attraverso informazione, disponibilità di sistemi di raccolta adeguati e maggiore consapevolezza sulla natura stessa dei filtri. Un mozzicone gettato a terra non è semplicemente un residuo biodegradabile: è anche un piccolo rifiuto plastico capace di permanere nell’ambiente e frammentarsi.
Puliamo il Mondo dal 18 al 20 settembre
I nuovi dati arrivano alla vigilia della 34ª edizione di Puliamo il Mondo, la campagna di volontariato ambientale organizzata da Legambiente, che dal 18 al 20 settembre coinvolgerà migliaia di cittadini in tutta Italia nella pulizia di parchi, spiagge, fiumi, sentieri e spazi urbani.
Le iniziative previste attraverseranno numerose regioni, con interventi nei parchi, lungo le piste ciclabili, sulle spiagge, nei fondali marini e lungo i corsi d’acqua. Un’attività che ha anche un importante valore di citizen science, perché permette di raccogliere dati sulla tipologia e sulla quantità dei rifiuti dispersi nell’ambiente.
La fotografia che emerge dai monitoraggi conferma che il mozzicone di sigaretta rimane uno dei rifiuti più ubiquitari. Un oggetto di pochi centimetri che mette insieme inquinamento da plastica, dispersione di sostanze chimiche e comportamenti individuali, e che richiede quindi interventi combinati di prevenzione, responsabilità dei produttori, regolamentazione e sensibilizzazione.
Per approfondire
- ISDE News – Progetto “Mozziconi di sigarette e microplastiche”
- ISDE News – Campagna nazionale di prevenzione dei danni alla salute da esposizione alla plastica
- Legambiente – Puliamo il Mondo
