Da molti anni i materiali in plastica sono presenti nelle nostre attività quotidiane e rappresentano una quota consistente dei rifiuti prodotti, e spesso abbandonati. Oltre a causare inquinamento ambientale, con contaminazione del mare, del suolo e dell’aria, i frammenti più piccoli, definiti microplastiche e nanoplastiche, penetrano nell’organismo soprattutto con gli alimenti che consumiamo, con l’acqua e le bevande in bottiglia di plastica, per contatto con tessuti sintetici, con giocattoli in plastica, con cosmetici, e determinano danni alla salute.
Le numerose sostanze chimiche contenute nelle microplastiche possono causare:
- Interferenza endocrina, con effetti negativi sulla fertilità maschile e femminile
- Effetti sul neurosviluppo
- Aumentato rischio di alcuni tipi di cancro
- Criptorchidismo
- Effetto “obesogeno” favorente la resistenza all’insulina e l’insorgenza di diabete di tipo 2
- Effetti infiammatori con alterazione della microflora intestinale e possibile interferenza sull’assorbimento di nutrienti
Particolari rischi si verificano per esposizione in utero e in età pediatrica.





