Skip to main content

Rafforzare l’organizzazione per rendere più incisiva la tutela della salute e dell’ambiente. Al Congresso nazionale ISDE Italia, Roberto Romizi ha presentato le priorità per consolidare l’autonomia dell’associazione, ampliare la partecipazione e favorire il ricambio generazionale.

L’indipendenza scientifica richiede anche una solida organizzazione, risorse adeguate e una comunità capace di partecipare attivamente. È il filo conduttore dell’intervento di Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia, che al Congresso nazionale di Sansepolcro ha illustrato «Le condizioni per realizzare la missione ISDE», delineando un orizzonte operativo per il 2026–2027. [vedi anche intervento di apertura del Congresso]

La presentazione ha individuato tre punti di forza sui quali costruire questa nuova fase: autorevolezza scientifica, presenza territoriale e affidabilità pubblica e comunicativa. Risorse da consolidare e tradurre in una maggiore capacità di azione, mantenendo al centro la salute pubblica e la prevenzione primaria.

L’identità associativa è stata ricondotta a principi precisi: indipendenza dagli interessi economici e dai conflitti di interesse, rigore scientifico, responsabilità nella comunicazione, ascolto dei territori e impegno sui determinanti ambientali e sociali della salute. Un lavoro che si sviluppa attraverso documenti e pareri indipendenti, formazione degli operatori sanitari, attività nelle scuole, supporto alle comunità, ricerca e partecipazione ai tavoli istituzionali.

Romizi ha richiamato il carattere aperto dell’associazione, che accoglie anche i non medici: appartenere a ISDE significa contribuire alla sua missione, mettendo a disposizione competenze, tempo e capacità di collaborazione.

Sostenibilità economica e autonomia scientifica

Tra le sfide indicate figurano l’ampliamento degli interlocutori, la sostenibilità organizzativa ed economica e il ricambio generazionale. Per affrontarle, la presentazione ha individuato diverse leve: rafforzare la base associativa, valorizzare il cinque per mille e le donazioni, sviluppare la formazione e costruire partnership e attività di raccolta fondi coerenti con i valori di ISDE.

Sul piano operativo, sono stati proposti un gruppo nazionale dedicato a raccolta fondi, bandi e progettazione, una mappatura delle competenze dei soci e criteri condivisi per programmare e gestire le iniziative delle sezioni.

Per le attività territoriali, l’orientamento illustrato punta a contenere gli oneri attraverso spazi gratuiti, collaborazioni istituzionali e copertura dei costi da parte degli enti ospitanti o copromotori, quando possibile. Anche la partecipazione a eventi esterni dovrebbe essere concordata valutando preventivamente le spese e la possibilità di intervenire da remoto.

La ricerca di risorse è stata accompagnata da un richiamo netto alle garanzie etiche. Sponsor, partner e collaborazioni devono essere compatibili con la tutela della salute e dell’ambiente e rispettare l’autonomia scientifica dell’associazione. La presentazione ha indicato criteri di valutazione, trasparenza e monitoraggio, escludendo collaborazioni legate a gravi danni sanitari o ambientali, greenwashing e interferenze.

Il principio guida è esplicito: «La credibilità scientifica, etica e pubblica prevale su qualsiasi interesse economico».

Giovani: opportunità da costruire attraverso la partecipazione

Uno spazio specifico è stato dedicato ai giovani medici e professionisti. ISDE può offrire occasioni per acquisire competenze spesso poco presenti nella formazione universitaria, approfondire i determinanti di salute, entrare in una rete interdisciplinare e partecipare a progetti, ricerca e pubblicazioni.

La presentazione ha sottolineato anche il valore della formazione sulla comunicazione del rischio ambientale e della possibilità di contribuire alla salute collettiva oltre l’attività ambulatoriale. Queste opportunità richiedono però un coinvolgimento concreto: il valore dell’appartenenza cresce con la partecipazione ai gruppi di lavoro e alle iniziative.

La promozione di ISDE Giovani rientra quindi tra le priorità per il 2026–2027, insieme alla condivisione dei criteri organizzativi con le sezioni, all’attivazione del gruppo nazionale per la sostenibilità economica, alla predisposizione di linee guida e alla ricognizione delle competenze e disponibilità dei soci.

«Più partecipazione. Più capacità organizzativa. La stessa indipendenza»: con questa indicazione Romizi ha concluso l’intervento, collegando il rafforzamento dell’associazione alla possibilità di realizzarne la missione di prevenzione e tutela della salute.