Skip to main content

L’inquinamento atmosferico resta uno dei principali fattori di rischio per la salute, soprattutto nei contesti urbani, dove il traffico veicolare contribuisce in modo significativo alle emissioni di biossido di azoto (NO₂) e particolato.

Un nuovo studio pubblicato su Atmospheric Environment analizza gli effetti della Low Emission Zone (LEZ) introdotta a Barcellona nel 2020, evidenziando una riduzione significativa del NO₂ pari al 15,8% tra il 2020 e il 2022.

Il dato è particolarmente rilevante dal punto di vista sanitario: il NO₂ è associato a patologie respiratorie e cardiovascolari, oltre a effetti negativi sullo sviluppo nei bambini.

Benefici chiari, ma non uniformi

Lo studio, coordinato da ISGlobal con il coinvolgimento di istituzioni sanitarie e scientifiche catalane, mostra però come l’impatto sulle polveri sottili (PM10 e PM2.5) sia più limitato. Questo perché tali inquinanti derivano anche da fonti non direttamente legate al traffico, inclusi processi secondari in atmosfera e contributi naturali.

Dal punto di vista della salute pubblica, questo significa che le LEZ rappresentano un passo importante, ma non sufficiente.

Un approccio integrato per la prevenzione

I risultati rafforzano la necessità di politiche integrate: riduzione complessiva del traffico, promozione della mobilità attiva, interventi su agricoltura e riscaldamento domestico, oltre al miglioramento del trasporto pubblico.

In linea con l’approccio One Health, la qualità dell’aria deve essere affrontata come un tema sistemico che coinvolge ambiente, salute umana ed ecosistemi.

Barcellona dimostra che le scelte di pianificazione urbana possono produrre benefici concreti, ma anche che il raggiungimento dei livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità richiede azioni più ampie e coordinate.

https://doi.org/10.1016/j.aeaoa.2026.100428