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A oltre trent’anni dall’avvio delle attività petrolifere in Basilicata, un nuovo instant book ripercorre la complessa vicenda della Val d’Agri, uno dei principali distretti petroliferi onshore d’Europa, mettendo al centro il rapporto tra attività estrattive, ambiente e salute pubblica.

Il volume “Val d’Agri: il lungo tempo dell’attesa. Vent’anni di studi, conoscenze e occasioni perdute di prevenzione”, realizzato da Fabrizio Bianchi (Comitato scientifico ISDE Italia) e Giambattista Mele (ISDE Potenza), ricostruisce oltre due decenni di ricerche epidemiologiche e monitoraggi ambientali che hanno interessato il territorio lucano.  

Attraverso l’analisi dei principali studi condotti dal 2000 a oggi, gli autori evidenziano come nel tempo siano emersi numerosi segnali di criticità sanitarie, in particolare per malattie cardiovascolari, respiratorie e tumorali, senza che tali evidenze si siano tradotte in un adeguato rafforzamento delle politiche di prevenzione primaria.  

Il testo richiama in particolare i risultati della recente ricerca LucAS – Lucania Ambiente e Salute, che individua la Val d’Agri tra le aree della Basilicata che meritano particolare attenzione dal punto di vista sanitario, confermando un quadro già delineato da precedenti studi dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di diversi gruppi di ricerca indipendenti.  

Secondo gli autori, la vicenda della Val d’Agri rappresenta un caso emblematico di disallineamento tra i tempi della ricerca scientifica, quelli delle decisioni pubbliche e quelli della salute delle persone. Da qui la riflessione centrale del volume: quando le evidenze disponibili sono sufficienti per giustificare interventi di riduzione delle esposizioni e di tutela della salute, senza attendere ulteriori conferme che rischiano di arrivare quando il danno si è già manifestato.  

L’instant book affronta inoltre il tema della transizione energetica, interrogandosi sul futuro di un territorio che continua a essere al centro delle strategie nazionali di sfruttamento degli idrocarburi, mentre cresce l’urgenza di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e di costruire modelli di sviluppo più sostenibili.  

Il documento completo è disponibile in allegato e può essere scaricato gratuitamente.  

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Avvertenza
Il presente documento è un contributo di analisi e discussione redatto dagli autori a titolo personale. Le considerazioni contenute nel testo non impegnano formalmente ISDE Italia e non rappresentano una posizione ufficiale dell’associazione, non essendo il documento stato sottoposto a specifici percorsi di valutazione o approvazione da parte degli organi nazionali.