In occasione dell’assegnazione della Bandiera Blu al mare di Rimini, è stato presentato il nuovo “Decalogo del Buon Consumatore”, una campagna di educazione ambientale e sanitaria promossa dall’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso, che vede tra i promotori anche ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente.
L’iniziativa nasce da una constatazione ormai supportata da un numero crescente di evidenze scientifiche: la dispersione delle plastiche nell’ambiente non rappresenta soltanto una minaccia per gli ecosistemi marini, ma costituisce anche un problema di salute pubblica. Le plastiche, infatti, si frammentano progressivamente in micro e nanoplastiche che possono essere ingerite, inalate o assorbite dall’organismo umano, entrando nella catena alimentare e accumulandosi nei tessuti.
Il marketing siamo noi
Il messaggio centrale della campagna è racchiuso nello slogan “Il marketing siamo noi”. Ogni acquisto rappresenta infatti un segnale inviato al mercato e può contribuire a orientare le scelte produttive verso modelli più sostenibili. Il Decalogo propone dieci comportamenti concreti che ogni cittadino può adottare per ridurre il proprio contributo all’inquinamento da plastica e, allo stesso tempo, limitare l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose per la salute.
Acqua in bottiglia: un primato da ripensare
Tra i primi punti affrontati dal Decalogo vi è il consumo di acqua in bottiglie di plastica. L’Italia è tra i maggiori consumatori al mondo di acqua confezionata, con circa 15 miliardi di bottiglie utilizzate ogni anno. Secondo il documento, le bottiglie rappresentano una quota rilevante dei rifiuti plastici rinvenuti sulle coste europee e possono rilasciare micro e nanoplastiche nonché sostanze chimiche come ftalati e bisfenoli, interferenti endocrini particolarmente critici durante gravidanza e infanzia. Per questo viene incoraggiato l’uso dell’acqua di rubinetto e delle borracce riutilizzabili.
Packaging alimentare e alimenti ultraprocessati
Il Decalogo invita inoltre a ridurre il consumo di alimenti confezionati in plastica e a privilegiare prodotti sfusi, locali e biologici. La plastica può infatti interagire con gli alimenti, soprattutto in presenza di calore, favorendo il trasferimento di sostanze chimiche indesiderate. Viene inoltre richiamata l’attenzione sugli alimenti ultraprocessati, spesso associati a un elevato utilizzo di imballaggi monouso.
Dalle stoviglie monouso alle capsule del caffè
Tra le pratiche suggerite figurano anche la rinuncia alle stoviglie monouso, comprese molte di quelle commercializzate come compostabili, la riduzione dell’utilizzo di capsule per il caffè e l’adozione di detergenti e prodotti per l’igiene personale privi di microplastiche aggiunte. Il documento ricorda che anche bustine di tè, detergenti, cosmetici e capsule possono contribuire alla dispersione di microplastiche nell’ambiente e all’esposizione umana.
Sigarette, pannolini e palloncini: fonti spesso sottovalutate
Il Decalogo richiama inoltre l’attenzione su alcune fonti di inquinamento meno considerate. I mozziconi di sigaretta costituiscono uno dei rifiuti più diffusi sulle spiagge e contengono filtri in acetato di cellulosa, una plastica semisintetica che rilascia migliaia di fibre e sostanze tossiche nell’ambiente. Anche i pannolini usa e getta rappresentano una significativa fonte di rifiuti, mentre palloncini e coriandoli in plastica possono trasformarsi in microplastiche pericolose per fauna marina e avifauna.
Un’alleanza tra salute e tutela del mare
Secondo i promotori, il mare non si difende soltanto attraverso norme e grandi strategie internazionali, ma anche mediante le scelte quotidiane di milioni di cittadini. Per questo il Decalogo non si limita a fornire consigli individuali, ma propone un ruolo attivo dei Comuni, chiamati a promuovere punti di distribuzione di acqua pubblica, progetti di riduzione degli imballaggi, pratiche commerciali sostenibili e iniziative di educazione ambientale.
Per ISDE Italia il tema assume una rilevanza particolare: la crescente diffusione delle micro e nanoplastiche nell’ambiente e negli organismi viventi rappresenta una delle emergenze emergenti nel rapporto tra ambiente e salute. Ridurre la produzione e il consumo di plastiche monouso significa quindi proteggere contemporaneamente gli ecosistemi marini, la qualità degli alimenti e la salute delle persone.
Il Decalogo del Buon Consumatore ricorda che ogni gesto quotidiano può contribuire a costruire un ambiente più sano. Una scelta apparentemente individuale può diventare, se condivisa da milioni di persone, uno strumento concreto di prevenzione ambientale e sanitaria.
