Le principali organizzazioni sanitarie europee lanciano un appello alle istituzioni dell’Unione europea affinché venga accelerata l’uscita dai combustibili fossili, indicata come una priorità non solo climatica ma soprattutto di salute pubblica. Il documento, promosso dalla EU Healthy Air Coalition e sottoscritto da oltre trenta associazioni scientifiche e professionali – tra cui ISDE – l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, rappresentata dal presidente Roberto Romizi – evidenzia come carbone, petrolio e gas siano all’origine di gran parte dell’inquinamento atmosferico e della crisi climatica.
Secondo il documento, l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente e l’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno centinaia di migliaia di morti premature e costi economici di centinaia di miliardi di euro. Nonostante ciò, nel 2023 i sussidi ai combustibili fossili nell’Unione europea hanno raggiunto i 111 miliardi di euro.
Le organizzazioni sanitarie ricordano che l’inquinamento dell’aria è un fattore causale o aggravante delle principali malattie croniche non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari e respiratorie, ictus, diabete, demenza e tumore del polmone, oltre ad aumentare la vulnerabilità agli effetti del cambiamento climatico. Particolarmente esposti risultano bambini, donne in gravidanza, anziani, persone con patologie pregresse e cittadini che vivono in condizioni socioeconomiche svantaggiate.
Nel documento vengono avanzate quattro richieste principali ai decisori europei:
- eliminare rapidamente finanziamenti e sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili, fermando anche la realizzazione di nuove infrastrutture;
- adottare piani nazionali vincolanti e basati sulle evidenze scientifiche per l’uscita dai combustibili fossili, con obiettivi chiari, tempi definiti e misure per promuovere mobilità attiva, città più vivibili ed energie rinnovabili;
- contrastare la povertà energetica, garantendo una transizione equa e accessibile, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili;
- rafforzare il contrasto alla disinformazione sui legami tra combustibili fossili, inquinamento, cambiamento climatico e salute, promuovendo un’informazione indipendente e fondata sulle evidenze scientifiche.
Per i firmatari, la progressiva eliminazione dei combustibili fossili rappresenta uno degli investimenti più efficaci per ridurre il carico di malattia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari, migliorare la qualità dell’aria, aumentare la sicurezza energetica e contenere gli effetti della crisi climatica. Il documento sottolinea inoltre che prevenire le malattie attraverso politiche ambientali efficaci è economicamente e socialmente più vantaggioso rispetto a sostenere i costi sanitari derivanti dall’inquinamento.
