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La sospensione degli Operating Grants (OPG) del programma EU4Health nel 2025 non è stata una semplice decisione tecnica di bilancio. Ha rappresentato, come evidenziato in un recente policy brief e in un editoriale scientifico internazionale, un passaggio critico per la qualità della governance sanitaria europea .

Il tema è tornato al centro del dibattito dopo l’intervento dell’Ombudsman europeo e il non-paper promosso dalla Francia per riaprire la discussione politica sul ripristino dei finanziamenti strutturali alla società civile sanitaria. In gioco non vi è un interesse corporativo delle organizzazioni non governative, ma la tenuta democratica e la resilienza della Health Union europea.

La società civile come infrastruttura essenziale

L’editoriale pubblicato nel 2026 sull’European Journal of Public Health, dal titolo “Civil society is essential public health infrastructure that Europe cannot afford to lose”, afferma con chiarezza che la società civile è una infrastruttura essenziale della salute pubblica .

Gli autori – Milka Sokolović e Paolo Lauriola per la European Public Health Alliance, insieme a Tit Albreht e Charlotte Marchandise per la European Public Health Association – sottolineano come le organizzazioni della società civile (Civil Society Organizations) svolgano funzioni che le istituzioni da sole non possono garantire:

  • accountability democratica;
  • contrasto alla disinformazione;
  • presidio dei determinanti commerciali della salute;
  • supporto alle comunità vulnerabili;
  • connessione tra evidenza scientifica e decisione politica.

La rimozione degli Operating Grants nell’ambito di EU4Health 2025 ha eliminato una delle ultime linee strutturali di finanziamento europeo destinate alle organizzazioni sanitarie attive a livello dell’Unione, provocando licenziamenti, contrazione di programmi e indebolimento di reti consolidate .

Gli Operating grants non erano finanziamenti accessori

Come ricorda il policy brief, gli OPG rappresentavano l’unico strumento stabile di core funding europeo per le organizzazioni sanitarie della società civile .

Consentivano di garantire:

  • personale tecnico qualificato;
  • continuità istituzionale;
  • partecipazione informata ai processi legislativi;
  • monitoraggio indipendente delle politiche;
  • capacità di risposta rapida alle emergenze.

Non esiste oggi uno strumento equivalente a livello europeo in grado di sostituirli.

Il blocco non è stato motivato da inefficienze o scarso impatto: oltre il 90% degli obiettivi programmati risultava raggiunto, con un contributo documentato alla qualità del processo decisionale europeo .

EPHA ed EUPHA: una convergenza tra scienza e società civile

La European Public Health Alliance rappresenta oltre 40 organizzazioni tra associazioni di pazienti, società professionali e organizzazioni accademiche attive a Bruxelles.

La European Public Health Association riunisce la comunità scientifica europea della salute pubblica, fungendo da ponte tra ricerca ed elaborazione delle politiche.

La collaborazione tra EPHA ed EUPHA, sottolineata nell’editoriale, rappresenta una convergenza strategica tra evidenza scientifica e partecipazione civica strutturata .

Un momento politico cruciale

L’editoriale è il risultato di un processo collettivo che ha coinvolto reti professionali, esperti e organizzazioni internazionali .

Un passaggio rilevante è stato l’incontro satellite organizzato nell’ottobre 2025 in preparazione della Conferenza Internazionale per il 35° anniversario di ISDE, durante il quale è emersa con forza la dimensione sistemica del problema: senza finanziamenti strutturali, la partecipazione civica europea nella salute pubblica diventa fragile e intermittente.

Una scelta per l’Europa

L’Europa si trova oggi di fronte a una scelta politica chiara:

  • accettare un progressivo restringimento dello spazio civico nella salute pubblica;
  • oppure riconoscere che la partecipazione strutturata è parte integrante dell’architettura della Health Union.

L’editoriale propone tre azioni concrete :

  1. Ripristinare un finanziamento stabile e pluriennale alla società civile sanitaria.
  2. Misurare sistematicamente la partecipazione nei programmi sanitari europei.
  3. Istituzionalizzare meccanismi strutturati di coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nella governance sanitaria dell’Unione.

Perché riguarda anche la salute dei cittadini

Per ISDE – Medici per l’Ambiente, il tema non è tecnico ma sostanziale.

Indebolire la società civile significa:

  • ridurre la capacità di prevenzione;
  • diminuire il controllo sui determinanti commerciali della salute;
  • limitare l’indipendenza delle politiche pubbliche;
  • restringere lo spazio democratico nel quale si costruiscono scelte sanitarie basate su evidenze.

Investire nello spazio civico non è una concessione. È una necessità strategica per la resilienza sanitaria, la trasparenza e la qualità democratica dell’Europa.


Fonti:
Policy Brief “Ripristinare gli Operating Grants EU4Health”
Sokolović M., Lauriola P., Albreht T., Marchandise C., “Civil society is essential public health infrastructure that Europe cannot afford to lose”, European Journal of Public Health, 2026