Nella seconda giornata del Congresso ISDE Italia 2025, il dottor Vincenzo Cordiano, presidente di ISDE Veneto, ha presentato un intervento di grande impatto su uno dei temi più complessi e urgenti per la salute pubblica: l’esposizione ai PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche oggi riconosciute come inquinanti “eterni” per la loro persistenza nell’ambiente e negli organismi viventi.
Una definizione che si allarga (troppo) nel tempo
Cordiano ha ricordato come nel corso degli ultimi anni le definizioni ufficiali di PFAS si siano progressivamente ampliate: dalle prime formulazioni centrate sul gruppo perfluoroalchilico (Buck et al., 2011) fino alla più ampia definizione dell’OCSE del 2021, che include qualsiasi composto contenente almeno un carbonio completamente fluorurato . Questo allargamento concettuale riflette la vastità del problema: il numero di molecole PFAS riconosciute oggi supera le 10.000 unità.
PFAS: ovunque, dalla cucina alla medicina
Le diapositive hanno mostrato in modo impressionante la pervasività di queste sostanze nella vita quotidiana:
– materiali a contatto con alimenti, packaging, cosmetici, schiume antincendio;
– componenti per elettronica, trasporti, edilizia, energia;
– tessuti tecnici e dispositivi industriali.
Come ha ricordato Cordiano citando Plunkett (1986), materiali come il PTFE — uno dei PFAS più diffusi — “toccano la vita delle persone in innumerevoli modi”, dai rivestimenti antiaderenti ai dispositivi medici .
In particolare, un’intera slide è stata dedicata al ruolo dei PFAS nei dispositivi medici, presenti in cateteri, stent, mesh chirurgiche, lenti oftalmiche, test diagnostici, valvole e sistemi di somministrazione dei farmaci.
Anche nei farmaci: un problema poco discusso
Un passaggio cruciale dell’intervento riguarda la presenza di strutture fluorurate in diversi farmaci essenziali secondo l’OMS. Tra i medicinali approvati tra il 1954 e il 2021, ben 360 rientrerebbero nelle definizioni più estese di PFAS, inclusi antidepressivi, farmaci cardiovascolari e trattamenti anti-COVID .
Il tema, ancora poco affrontato, solleva interrogativi sul destino ambientale delle molecole fluorurate dopo il metabolismo umano.
Una contaminazione europea diffusa
Cordiano ha mostrato come in Europa siano stati identificati 23.000 siti contaminati e altri 21.000 potenzialmente contaminati, secondo le mappe interattive EWG e Forever Pollution . Un quadro che conferma l’enorme diffusione delle PFAS nel suolo, nelle acque e negli ecosistemi.
Meccanismi biologici e patologie correlate
Le PFAS agiscono anche come agonisti dei recettori PPAR, coinvolti nel metabolismo lipidico, nell’infiammazione e nell’omeostasi energetica. Cordiano ha evidenziato che alcuni effetti collaterali dei farmaci che attivano i PPAR – come le tiazolidinedioni – sono sorprendentemente simili a quelli osservati con l’esposizione a PFAS:
– osteoporosi,
– aumento del rischio cardiovascolare,
– tumori specifici,
– aumento della mortalità in alcune condizioni .
Una slide dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, presentata durante l’intervento, ha riepilogato i molti effetti sanitari associati ai PFAS, con diversi livelli di certezza scientifica: ritardo nello sviluppo delle ghiandole mammarie, ridotta risposta vaccinale, basso peso alla nascita, alterazioni tiroidee, danni epatici, tumori al rene e ai testicoli, coliti infiammatorie, ipertensione in gravidanza .
Linee guida cliniche e rischio individuale
Riferendosi al rapporto 2022 delle National Academies of Sciences (USA), Cordiano ha illustrato come la stratificazione del rischio basata sui livelli sierici di PFAS permetta di definire percorsi clinici diversi, con esami e follow-up dedicati per le persone con esposizioni elevate.
Una buona notizia (parziale): i livelli negli USA diminuiscono
Dati NHANES 1999–2018 mostrano una riduzione dei livelli sierici di molte PFAS nella popolazione statunitense, sia nei giovani che negli adulti. Resta preoccupante l’aumento di PFDA, legato alla degradazione ambientale di precursori ancora molto diffusi .
Cosa possiamo fare: indicazioni pratiche
In chiusura, Cordiano ha condiviso otto raccomandazioni essenziali per ridurre l’esposizione personale e collettiva alle PFAS, dalla scelta dell’acqua potabile alla riduzione dei materiali fluorurati in casa, in ospedale e nella pratica clinica quotidiana.
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