Un forte richiamo a mettere al centro la salute pubblica e l’evidenza scientifica arriva da Health and Environment Alliance e da altre 24 organizzazioni, che il 16 marzo 2026 hanno inviato una lettera ai ministri dell’agricoltura dell’Unione europea.
L’iniziativa precede il Consiglio agricolo del 30 marzo e si inserisce nel dibattito sui processi “omnibus” dell’UE, chiedendo di non indebolire le norme su pesticidi e sostanze chimiche proprio mentre cresce l’evidenza dei loro impatti sanitari e ambientali.
Le tre richieste chiave
Le organizzazioni firmatarie indicano tre priorità urgenti:
- Ridurre i costi sanitari dell’inquinamento: oggi ancora largamente sottostimati nelle politiche agricole e industriali
- Difendere politiche basate su evidenze scientifiche: evitando pressioni che possano indebolire le valutazioni indipendenti sui pesticidi
- Garantire trasparenza e partecipazione: con un coinvolgimento reale della società civile nei processi decisionali
Un tema cruciale per la salute pubblica
Secondo i promotori, la regolazione dei pesticidi rappresenta uno dei terreni più delicati nel rapporto tra agricoltura, ambiente e salute. L’esposizione a queste sostanze è infatti associata a diversi rischi sanitari, in particolare per lavoratori agricoli, comunità rurali e bambini.
Per questo, la lettera sottolinea che eventuali semplificazioni normative non devono tradursi in un arretramento delle tutele, ma piuttosto in un rafforzamento della prevenzione e della protezione della salute.
Un appello che si inserisce in una mobilitazione più ampia
L’iniziativa si collega ad altre prese di posizione recenti della società civile europea, come quelle della EU Healthy Air Coalition sul futuro bilancio UE e sugli investimenti per la qualità dell’aria e la prevenzione delle malattie.
Il messaggio è chiaro: le politiche europee su agricoltura, clima e ambiente devono essere coerenti con gli obiettivi di salute pubblica e con le evidenze scientifiche, evitando compromessi che possano aumentare i rischi per cittadini e territori.
