Nel Congresso dei 35 anni, il professor Giuseppe Buffon richiama: “L’essere umano è la terra che cammina”
Nella sessione dedicata alle radici culturali della crisi planetaria, il Congresso ISDE ha ospitato un intervento di forte intensità etica e filosofica. Il professor Giuseppe Buffon, nel contributo “Per un’ecologia della cura. Riconciliazione tra essere umano e ambiente”, ha mostrato come la frattura tra esseri umani e natura non sia soltanto ambientale, ma una crisi di relazione, spiritualità e identità.
Dalla ferita della Terra alla ferita dell’uomo
Buffon parte da una constatazione severa: la Terra porta addosso le ferite di un dominio umano esercitato attraverso l’industrializzazione, la logica dell’utile e il riduzionismo economico. L’evoluzione delle teorie economiche – dal fisiocratismo alla neoclassica – ha progressivamente allontanato la ricchezza dall’equilibrio con la natura, sostituendo la relazione con il profitto.
Questa deriva, ha ricordato il professore, genera un atteggiamento di sfruttamento: un essere umano “dominatore, consumatore, incapace di porre limiti ai propri interessi immediati”, come ribadito in Laudato si’ (LS 11).
La tradizione spirituale che abbiamo dimenticato
Buffon ha poi riportato al centro del discorso ecologico le tradizioni culturali e spirituali spesso marginalizzate. Dal romanticismo europeo alla visione cosmica di Francesco d’Assisi, fino alle filosofie orientali che vedono l’essere umano come punto di raccordo tra terra e cielo, emerge una stessa intuizione: non esiste cura dell’uomo senza cura della Terra.
“L’essere umano che maltratta la natura perde il senso della bellezza”.
Una diagnosi potente che restituisce profondità antropologica alla crisi ecologica.
Oltre l’antropocentrismo: l’ecologia integrale
Secondo Buffon, Laudato si’ ha segnato una frattura epistemica: la visione gerarchica della “scala naturae” cede il posto a un approccio ecocentrico, dove il mondo naturale ha valore in sé, indipendentemente dall’utilità per l’essere umano.
Resta da superare – afferma – la falsa dicotomia tra economia ed ecologia, tra sostenibilità ambientale e sociale: una contrapposizione che alimenta paralisi politica e culturale ed è “più grave della crisi stessa”.
Da qui l’urgenza dell’ecologia integrale, unico paradigma capace di collegare ambiente, giustizia sociale, equità, diritti, pace e qualità della vita. Le crisi abitative, il debito pubblico, la violenza delle armi, la povertà e la devastazione ambientale sono – ricorda Buffon – manifestazioni diverse della stessa rottura del legame con la Terra.
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