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Nella sessione sulla tripla crisi planetaria, ISDE richiama il peso ecologico della guerra: “La pace è prevenzione primaria”

La relazione di Antonella Litta si è inserita nella sessione dedicata alla tripla crisi — cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità — introducendo un elemento troppo spesso ignorato nei dibattiti ambientali: il ruolo delle attività militari nel determinare emissioni, contaminazione e distruzione ecologica.

Secondo CEOBS, il settore militare globale è la quarta fonte mondiale di emissioni, dietro Cina, Stati Uniti e India. Un dato sconvolgente, quasi mai presente nei bilanci ambientali nazionali. Litta ha illustrato i meccanismi con cui la guerra avvelena il territorio: rilascio di metalli pesanti, combustione di carburanti militari, distruzione di infrastrutture energetiche, contaminazione delle falde, residuati tossici che persistono per decenni.

Ogni conflitto lascia dietro di sé un’eredità tossica che continua a uccidere ben oltre il cessate il fuoco”, ha affermato.

Il messaggio alla comunità medica è chiaro: la pace è un determinante di salute riconosciuto dalla Carta di Ottawa, e la prevenzione dei conflitti è parte della missione sanitaria.

Inserita tra gli interventi che comprendono anche Maria Neira, Jacqueline Alvarez e Kathrin Lemmerer, la relazione di Litta ha completato il quadro della crisi planetaria, mostrando che la distruzione dell’ambiente non è solo una conseguenza del modello industriale, ma anche delle scelte geopolitiche. Per ISDE, includere il peso ecologico del settore militare nei negoziati climatici è oggi una priorità etica e scientifica.

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