Il cambiamento climatico non mette a rischio soltanto la salute delle persone più fragili: sempre più spesso compromette anche la capacità dei sistemi sanitari di garantire cure sicure e continuative. Ondate di calore, incendi, eventi meteorologici estremi e altri effetti della crisi climatica stanno aumentando il carico di lavoro negli ospedali, mettendo sotto pressione infrastrutture e personale sanitario.
È da questa consapevolezza che nasce la campagna #HandleTheHeat – #GestireIlCaldo, promossa da Health Care Without Harm Europe, che unisce due iniziative: una lettera aperta alla Commissione Europea e una checklist operativa destinata agli ospedali per rafforzarne la resilienza climatica.
Una strategia europea per clima e salute
Nella lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, gli operatori sanitari chiedono che l’Unione europea sviluppi una vera Strategia europea su Clima e Salute, capace di integrare mitigazione e adattamento, inserire la salute in tutte le politiche climatiche e rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari. Secondo i firmatari, l’assenza di un quadro comune lascia oggi gli Stati membri con risposte frammentate e insufficienti di fronte all’aumento degli eventi climatici estremi.
L’appello sottolinea come il personale sanitario sia ormai in prima linea anche nella crisi climatica: il caldo estremo, il peggioramento della qualità dell’aria e altri fattori ambientali aumentano il rischio di stress da calore, malattie respiratorie e riduzione delle capacità cognitive e operative degli operatori. La resilienza, si legge nella lettera, “deve essere integrata nei sistemi sanitari, non pretesa dalle persone che prestano le cure”.
L’iniziativa individua tre priorità.
La prima riguarda la tutela degli operatori sanitari dai rischi professionali legati al caldo, attraverso valutazioni obbligatorie dei rischi, aree climatizzate di recupero, accesso ad acqua potabile, formazione specifica e un’organizzazione del lavoro che consenta pause adeguate senza compromettere l’assistenza.
La seconda punta ad affrontare la cronica carenza di personale sanitario, che in Europa riguarda già circa 1,2 milioni di operatori, ampliando anche il ruolo dell’Autorità europea HERA nella pianificazione delle emergenze climatiche e nella formazione del personale.
La terza propone di sviluppare un Sistema europeo di allerta precoce per i rischi sanitari legati al clima, superando l’attuale frammentazione tra i diversi Paesi e investendo nella prevenzione. Secondo il documento, ogni dollaro investito nell’adattamento climatico può generare oltre dieci dollari di benefici nell’arco di dieci anni, con ritorni particolarmente elevati nel settore sanitario.
Una checklist per ospedali resilienti
Parallelamente alla lettera, HCWH Europe ha pubblicato la Checklist #GestireIlCaldo, tradotta in italiano da CSH Italia, pensata come strumento pratico per direzioni sanitarie, management e personale ospedaliero. L’obiettivo è aiutare le strutture a prepararsi agli effetti del cambiamento climatico, proteggendo pazienti, operatori e comunità.
La checklist individua cinque azioni fondamentali:
- costituire una task force multidisciplinare che coinvolga sanità, enti locali e gestori delle infrastrutture essenziali;
- valutare vulnerabilità climatica e impronta di carbonio della struttura;
- proteggere gli operatori sanitari dai rischi legati al caldo;
- adottare un Piano “Caldo e Salute” con sistemi di allerta e protocolli operativi;
- integrare stabilmente resilienza climatica e decarbonizzazione nella governance aziendale.
Adattamento e decarbonizzazione devono procedere insieme
Il documento ricorda anche che il settore sanitario contribuisce per circa il 4,6% delle emissioni globali di gas serra, rendendo indispensabile affiancare alle misure di adattamento anche politiche di riduzione delle emissioni. La resilienza climatica, sottolineano gli autori, non significa soltanto essere preparati alle emergenze, ma anche ridurre le cause che le rendono sempre più frequenti e intense.
Con la campagna #GestireIlCaldo, Health Care Without Harm Europe invita quindi istituzioni europee e strutture sanitarie a considerare il cambiamento climatico come una priorità di salute pubblica, trasformando gli ospedali in luoghi capaci non solo di curare gli effetti della crisi climatica, ma anche di adattarsi e contribuire attivamente alla sua mitigazione.
