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La consapevolezza dell’urgenza della crisi climatica e della perdita di biodiversità è ormai ampiamente diffusa. La sfida, oggi, è trasformare questo consenso in partecipazione concreta, accompagnando cittadini, lavoratori, imprese e territori nel percorso della transizione ecologica e contrastando i tentativi di rallentare il cambiamento.

Da questa riflessione nasce “Ambiente Bene Comune”, il percorso promosso dal WWF Italia per costruire le condizioni sociali, culturali e politiche necessarie a rendere la transizione ecologica un progetto condiviso dal Paese.

Il primo risultato dell’iniziativa è l’Atlante Ambiente Bene Comune, presentato il 21 luglio a Roma. Il documento raccoglie le indicazioni emerse da un Forum interdisciplinare che ha coinvolto esperti, rappresentanti delle imprese e del mondo del lavoro, giovani, comunicatori e associazioni ambientaliste. A queste si aggiungono i risultati di un sondaggio nazionale realizzato da EMG Different.

Dall’indagine emerge un consenso molto ampio: l’84% degli italiani considera la transizione ecologica un obiettivo cruciale per il Paese, mentre l’87% ritiene che la tutela dell’ambiente sia una responsabilità di tutti. Allo stesso tempo, i cittadini chiedono maggiore concretezza, equità e possibilità di partecipare alle decisioni.

L’Atlante individua tre direzioni principali. La prima riguarda la necessità di superare una partecipazione puramente consultiva, attribuendo maggiore potere decisionale ai cittadini e ai territori. La seconda sottolinea che la sostenibilità non deve essere un privilegio, ma tradursi in benefici concreti per la salute, la qualità della vita, i servizi e la vivibilità delle città. La terza evidenzia l’importanza di accompagnare la trasformazione dell’economia sostenendo lavoratori, piccole e medie imprese e filiere produttive con politiche industriali di lungo periodo, investimenti e nuove competenze.

«Proteggere la biodiversità significa anche costruire le condizioni perché la transizione ecologica sia vissuta come un’opportunità e non come una paura», ha dichiarato Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con assemblee civiche territoriali e incontri con il mondo del lavoro, delle imprese e della società civile, con l’obiettivo di alimentare un dibattito pubblico più informato sulle trasformazioni ambientali, economiche e sociali del Paese, anche in vista delle prossime elezioni politiche.