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ISDE Medici per l’Ambiente – sezione di Napoli e provincia interviene sul modello di sviluppo turistico della città e chiede politiche più incisive contro l’inquinamento atmosferico, indicando le esperienze di Parigi e Londra come esempi di una diversa strategia urbana.

La crescita culturale e turistica di una Capitale come Napoli si ottiene stravolgendo natura e finalità di luoghi storici come Piazza del Plebiscito e il lungomare di via Caracciolo o combattendo drasticamente l’inquinamento dell’aria da overtourism?

La crescita turistica e la reputazione internazionale di Parigi e Londra sono ormai strettamente legate alle loro drastiche politiche per contrastare l’inquinamento da biossidi di azoto (NO)

Entrambe le metropoli hanno capito che per rimanere attrattive a livello globale non basta offrire monumenti e musei; è fondamentale garantire un’elevata qualità della vita e una “vivibilità urbana” che protegga la salute dei residenti e dei milioni di visitatori che ogni anno scelgono di esplorarle a piedi o in bicicletta.

L’aria a Napoli purtroppo nel centro storico ormai ha un sapore anche al gusto che varia tra il fritto del fast food di pessima qualità all’odore acre del gasolio di pessima qualità combusto in maniera eccessiva e fuori controllo dalle maxi-navi e dai maxi traghetti del Porto e dal milione di litri di kerosene combusto che ci viene irrorato in testa ogni giorno dall’aeroporto di Capodichino non dimezzato e delocalizzato verso Grazzanise come in analogia Ciampino verso Fiumicino a Roma.

I dati epidemiologici di incidenza di cancro al polmone per quartiere resi noti da Asl Na1 in data 9 luglio 2026 sono impietosi e preoccupanti.

I quartieri del centro storico e del Porto insieme al quartiere San Pietro a Patierno di fianco all’aeroporto di Capodichino mostrano livelli di incidenza di cancro al polmone particolarmente preoccupanti e non spiegabili certamente SOLO con un uso eccessivo di fumo di sigaretta individuale.

In che modo il contrasto ai biossidi azoto influisce sul turismo?

Il biossido di azoto è un inquinante emesso principalmente dai motori a combustione (specialmente i diesel) ed è concentrato soprattutto lungo le arterie stradali. Le due capitali hanno aggredito il problema alla radice con strategie aggressive che stanno ridisegnando l’esperienza turistica:

Londra ha progressivamente esteso la sua ULEZ (Ultra Low Emission Zone), un pedaggio mirato a escludere dal territorio cittadino i veicoli più inquinanti. Questa mossa ha ridotto l’impatto visivo, acustico e olfattivo dello smog proprio nel cuore della capitale britannica.

Parigi ha attuato una vera rivoluzione della mobilità sotto la guida del comune, dimezzando i livelli di biossidi azoto nell’arco degli ultimi dieci anni.

Misure iconiche includono la pedonalizzazione definitiva delle sponde della Senna (ex autostrade urbane), la drastica rimozione di parcheggi e la creazione di oltre 1.100 km di piste ciclabili (il piano Vélopolitain)

 Oggi un turista a Parigi o a Londra può camminare nei centri storici, fare shopping negli Champs-Élysées o noleggiare una bicicletta in zone dove un tempo c’era un traffico asfissiante. La percezione di città “verdi” e moderne attira un turismo di qualità ed evita che i visitatori scappino verso mete meno inquinate.

Quali benefici concreti per la salute innanzitutto dei cittadini residenti si stanno già registrando?

I dati scientifici pubblicati di recente dimostrano che queste politiche stanno portando a miglioramenti sanitari ed economici tangibili e immediati:

1)        Sviluppo polmonare dei bambini  : Studi recenti (tra cui uno pubblicato su The Lancet Public Health) confermano che a Londra, grazie alla riduzione del traffico indotta dall’ULEZ, i polmoni dei bambini crescono più rapidamente e in modo più sano, invertendo in parte i danni accumulati in passato.

2)        Crollo delle malattie respiratorie : Nella Greater London, le zone a basse emissioni hanno portato a una riduzione del 10,2% dei problemi respiratori cronici (come asma e bronchiti) e a un calo complessivo del 6,8% dell’incidenza di patologie generali. Ricordiamo a confronto il collasso dei Pronto Soccorso di Napoli e Palermo durante l’ultima epidemia di influenza, guarda caso proprio le due città portuali italiane a causa delle quali è in corso un procedimento di infrazione UE per eccesso di inquinamento da biossidi di azoto dei Porti .

3)         Meno giorni di malattia : L’aria più pulita ha ridotto l’assenteismo sul lavoro: le analisi evidenziano una riduzione del 18,5% dei giorni di congedo per malattia a Londra dopo l’introduzione dei limiti alle emissioni.

4)        Salute mentale e Benessere : La combinazione di meno smog, meno rumore e più spazi verdi/pedonali ha generato un aumento significativo nei parametri di soddisfazione della vita, felicità e riduzione dell’ansia tra i cittadini.

5)        Risparmio economico :  Solo a Londra, i benefici sulla salute pubblica si traducono in un risparmio di oltre 37 milioni di sterline all’anno (che arrivano a superare i 960 milioni di sterline se calcolati sul lungo periodo) legati alle minori spese mediche e alla maggiore produttività. A Parigi, i modelli di impatto sanitario legati alle Zone a Basse Emissioni (ZFE) evidenziano come una percentuale compresa tra il 13% e il 43% dei residenti precedentemente esposti a livelli tossici di biossidi di azoto sia finalmente scesa sotto la soglia critica di sicurezza dei 40 µg/m³, salvando migliaia di vite da decessi prematuri causati dallo smog.

Questa è la strada principale che stanno percorrendo le capitali europee più visitate al mondo: è la stessa strada che sta seguendo il Governo di Napoli?

Dott Antonio Marfella

Presidente ISDE MEDICI AMBIENTE SEZIONE DI NAPOLI E PROVINCIA