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La mancanza di una solida politica di Prevenzione Primaria rischia seriamente di compromettere la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Campania, agendo come un moltiplicatore di pressione su un sistema che ha da poco superato lunghi anni di commissariamento finanziario. 

L’azione combinata di inquinamento ambientale, flussi turistici incontrollati e mutamenti climatici crea una tempesta perfetta che sposta l’asse della sanità dalla gestione ordinaria a quella dell’emergenza continua

I tre fattori di pressione strutturale:

  1. La Terra dei Fuochi e l’impatto epidemiologico: I decenni di sversamenti illeciti e roghi tossici ancora in atto hanno generato un incremento epidemiologico di patologie cronico-degenerative e oncologiche ormai definitivamente accertato anche grazie al nostro eccezionale impegno. Senza una prevenzione primaria (bonifiche, monitoraggio ambientale e blocco della contaminazione), il sistema sanitario regionale si trova a dover gestire un volume di malati cronici ad altissimo costo assistenziale, congestionando le reti ospedaliere e saturando i budget della specialistica. 
  2. L’Overtourism e il carico sui servizi locali: La straordinaria concentrazione di visitatori in aree circoscritte (come Napoli, la Costiera Amalfitana o Pompei) aumenta la popolazione fluttuante in modo non proporzionale ai posti letto e al personale calcolato sui soli residenti. Questo fenomeno si traduce in un sovraccarico immediato dei Pronto Soccorso e dei servizi di emergenza-urgenza territoriali durante le alte stagioni
  3. La Crisi Climatica e le acuzie stagionali: L’aumento delle temperature medie e le ondate di calore estive colpiscono duramente i soggetti fragili, gli anziani e i malati cronici, provocando picchi improvvisi di ricoveri. A questo si aggiunge il rischio epidemiologico legato a nuove malattie vettoriali e l’impatto sulla salute mentale causato da eventi meteo estremi.

Il modello sanitario attuale è storicamente sbilanciato verso la cura della malattia piuttosto che sulla conservazione della salute. In una regione in cui la sanità territoriale è ancora in fase di faticoso rilancio (nonostante i recenti investimenti del PNRR per gli Ospedali di Comunità) e dove persistono criticità strutturali sulle liste d’attesa e sulla carenza di medici di base, non intervenire sulle cause profonde delle malattie significa condannare il sistema a rincorrere l’emergenza. 

Se la Prevenzione Primaria viene ignorata, la spesa sanitaria per le cure ad alta complessità salirà a livelli finanziariamente insostenibili, portando a un progressivo razionamento delle prestazioni, all’allungamento dei tempi di attesa e alla potenziale implosione del diritto universale alla salute sul territorio campano. 

Sorprende ed addolora che il concetto stesso di Prevenzione Primaria sia costantemente sottostimato e carente anche nella formazione dei Medici e dei Farmacisti. 

Non è certo corretto affermare che non esista alcun interesse a migliorare la prevenzione primaria a Napoli e in Campania ma l’iconica affermazione attribuita a Giulio Anderotti “a pensare male si commette peccato ma molto spesso ci si azzecca!” spiega bene la mancanza di interesse ad attuare azioni incisive di Prevenzione Primaria (combattere seriamente l’inquinamento dell’aria a Napoli per esempio)  

I forti investimenti dei privati (anche Medici e Farmacisti)  e le tensioni politiche ed economiche tendono a concentrarsi solo sulla gestione delle acuzie e delle terapie salvavita. 

Se si migliorasse drasticamente la prevenzione primaria oggi, non essendo stato fatto ieri, per esempio i tetti di spesa per la radioterapia scenderebbero solo sul lunghissimo periodo, poiché la prevenzione primaria (come non solo stili di vita sani ma soprattutto tutela dell’ambiente e bonifiche ambientali) riduce l’incidenza dei tumori a distanza di anni o decenni, senza risolvere l’emergenza clinica e tariffaria attuale.

È quindi una sfida eccezionalmente difficile quella cui è chiamato il nuovo Presidente della Regione Campania Roberto Fico, ed avrebbe bisogno di consulenti terzi, indipendenti e competenti come abbiamo dimostrato essere noi Medici dell’Ambiente negli ultimi venti anni, rispetto a tutti gli attuali “responsabili” degli ultimi venti anni che hanno generato questa gravissima crisi gestionale più che scientifica ormai quasi irrecuperabile ma che ancora operano in Regione. 

 La gestione della Sanità campana si muove oggi su binari complessi che spiegano questo squilibrio:

  1. La logica dell’emergenza attuale (Tetti di spesa e TAR) Proprio in questi giorni, il TAR Campania ha sospeso i tetti di spesa 2026 per la radioterapia decisi dalla Regione per i centri privati accreditati. I centri privati coprono circa il 60% dei malati oncologici della regione. La spesa regionale per la radioterapia è letteralmente esplosa, crescendo dell’82,6% tra il 2024 e il 2025 (passando da 68,2 a 124,6 milioni di euro).)I decisori politici si trovano costretti a stanziare risorse per evitare l’interruzione immediata delle cure salvavita per migliaia di malati. Questo “assorbe” la stragrande maggioranza dei fondi disponibili a scapito dei piani a lungo termine. [
  2. Perché la prevenzione primaria non fa scendere subito i tetti di spesa? La prevenzione si divide in diversi livelli, e l’impatto economico sui tetti di spesa varia enormemente:

Prevenzione Primaria (Evitare l’insorgenza). Ridurre l’inquinamento, fumo, cattiva alimentazione. I risultati epidemiologici ed economici si vedono dopo 10-20 anni. Un malato che ha bisogno della radioterapia oggi non può beneficiare della prevenzione primaria odierna.

Prevenzione Secondaria (Screening e diagnosi precoce): diagnosticare il tumore quando è piccolo. Paradossalmente, potenziare gli screening nel breve periodo fa aumentare la richiesta di cure, dalle endoscopie alla radioterapia, perché vengono diagnosticati molti più tumori in fase iniziale che richiedono trattamenti immediati, facendo salire (e non scendere) la pressione sui tetti di spesa.

  • Il “ritorno politico” ed economico: la Prevenzione Primaria soffre spesso di una mancanza di visibilità mediatica e quindi politica.  i tumori evitati non lasciano traccia e non generano consenso elettorale immediato. Al contrario, curare in eccellenza ma a costi altissimi e sempre più insostenibili per tutta la popolazione (financial toxicity anche italiana), con conseguente blocco dei budget per le terapie oncologiche genera un allarme sociale e mediatico istantaneo (come dimostrano le recenti battaglie sindacali e legali dei centri accreditati campani). Di conseguenza, la politica tende strutturalmente a finanziare la gestione della malattia conclamata piuttosto che la promozione della salute. 

Avere creato nei soli ultimi circa 40 anni in Campania i peggiori dati sanitari di tutta Italia per mancata tutela dell’Ambiente con il tragico fenomeno ancora irrisolto di Terra dei Fuochi rappresenta oggi un fardello gestionale insostenibile per la sopravvivenza stessa del nostro meraviglioso Sistema Sanitario Pubblico regionale. 

Quando, ormai venti anni fa, quale economista sanitario dell’IRCCS Pascale me ne resi conto, ho scelto di dedicare tutto il resto della mia vita professionale a tentare di invertire questa rotta gestionale suicida in Campania. 

Purtroppo, soltanto in pochi hanno compreso l’urgenza di un impegno professionale rivolto alla tutela dell’Ambiente ed alla Prevenzione Primaria come oggi richiesto anche dalla esplosione dell’overtourism a Napoli. 

Sono cresciuto all’altare di San Giuseppe Moscati e sono ancora vivo in occasione dei cento anni della sua scomparsa (2027) . 

È mio preciso dovere quindi non interrompere certo ora questo impegno ventennale ma tentare sino al mio ultimo giorno di riequilibrare il nostro meraviglioso Sistema Sanitario pubblico, solidale ed universale in Regione Campania, il più bel regalo che abbiamo ricevuto dai nostri Padri, e che, se continuiamo a gestirlo così male, non trasmetteremo certamente ai nostri figli. 

E io non voglio che ciò accada anche per il mio mancato impegno. 

Dr Antonio Marfella

Presidente ISDE MEDICI AMBIENTE SEZIONE DI NAPOLI E PROVINCIA

Dirigente Responsabile SS Farmacologia Clinica e Farmacoeconomia IRCCS Fondaz, Sen. G, Pascale c/o Sc Epidemiologia e Prevenzione