Il Regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR) resta formalmente in vigore, ma secondo il WWF la nuova revisione proposta dalla Commissione europea ne riduce in modo significativo l’efficacia, aprendo la strada a ulteriori deroghe e indebolimenti.
Negli ultimi due anni il percorso dell’EUDR è stato segnato da rinvii, semplificazioni ed esenzioni che hanno progressivamente ridotto la portata della norma, la cui piena applicazione è ora prevista dal 30 dicembre 2026. Tra le modifiche più contestate c’è l’esclusione della pelle dall’elenco dei prodotti soggetti al regolamento, una scelta che secondo il WWF risponde alle pressioni di alcune filiere industriali europee, comprese quelle italiane.
L’associazione ambientalista denuncia il rischio di creare una distorsione del mercato: le imprese che hanno investito per adeguarsi ai criteri di sostenibilità potrebbero essere penalizzate rispetto a chi punta a ottenere eccezioni e deroghe.
Secondo il WWF, la posta in gioco è enorme. Per soddisfare i consumi europei vengono abbattuti circa 100 alberi al minuto e ogni anno di ritardo nell’attuazione dell’EUDR comporterebbe la perdita di quasi 50 milioni di alberi e l’emissione di 16,8 milioni di tonnellate di CO₂, equivalenti alle emissioni annuali di oltre 3,5 milioni di automobili.
Il WWF punta il dito anche contro il Governo italiano, accusato di aver sostenuto ripetutamente rinvii e richieste di maggiore flessibilità per alcune filiere produttive, contribuendo ad alimentare incertezza normativa. Secondo l’associazione, continuare a indebolire il regolamento significa aggravare la crisi climatica e aumentare i rischi ambientali, sanitari ed economici legati alla deforestazione globale.
Per il WWF è invece necessario passare rapidamente dalla fase di continue revisioni all’attuazione concreta del regolamento, rafforzando cooperazione, controlli e capacità operative per tutelare foreste, clima e imprese responsabili.
