Nonostante il bando introdotto nel 1992, l’amianto continua a rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica in Italia. Secondo i dati più recenti rilanciati da GreenMe, ogni anno si registrano oltre 7.000 decessi legati all’esposizione a questa sostanza, confermando una crisi sanitaria tutt’altro che superata.
Una fibra ancora presente sul territorio
L’amianto – utilizzato per decenni in edilizia e industria per le sue proprietà isolanti – è ancora diffuso in molte strutture, pubbliche e private. Coperture, tubazioni, edifici industriali dismessi e scuole rappresentano alcune delle principali fonti di esposizione.
Il problema è aggravato dalla lunga latenza delle malattie correlate, come il mesotelioma e altre patologie tumorali e respiratorie, che possono manifestarsi anche decenni dopo il contatto.
Le aree più colpite
Le regioni con la maggiore incidenza di casi risultano essere quelle con una forte storia industriale. Tra queste spiccano:
- Lombardia
- Piemonte
- Liguria
- Veneto
- Puglia
In questi territori, la presenza di siti produttivi e l’uso intensivo di amianto in passato continuano a produrre effetti sanitari rilevanti.
Un’emergenza sanitaria e ambientale
L’amianto è classificato come cancerogeno certo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Non esiste una soglia di sicurezza: anche esposizioni limitate possono comportare rischi significativi.
Per questo, la comunità scientifica e associazioni come ISDE sottolineano da anni la necessità di accelerare le bonifiche, migliorare la mappatura dei siti contaminati e rafforzare la sorveglianza sanitaria delle popolazioni esposte.
Ritardi nelle bonifiche
Nonostante gli obblighi normativi, il processo di rimozione dell’amianto procede lentamente. Molti edifici contenenti materiali pericolosi non sono ancora stati censiti o messi in sicurezza, anche a causa di costi elevati e complessità burocratiche.
Questo ritardo contribuisce a mantenere elevato il numero di esposizioni, sia in ambito lavorativo che ambientale.
La necessità di un cambio di passo
La situazione evidenzia l’urgenza di una strategia nazionale più efficace, basata su:
- accelerazione delle bonifiche;
- incentivi per la rimozione sicura;
- informazione ai cittadini;
- prevenzione primaria e monitoraggio sanitario.
L’amianto resta dunque una delle principali emergenze ambientali e sanitarie del Paese, richiedendo interventi strutturali e continui per proteggere la salute delle persone.
L’articolo di Greenme https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/salute/lamianto-miete-ancora-7000-vittime-ogni-anno-emergenza-senza-fine-in-italia-queste-sono-le-regioni-piu-esposte-alla-fibra-killer
