Una recente sentenza del Consiglio di Stato segna un passaggio importante nel rapporto tra tutela della salute pubblica e localizzazione degli impianti industriali potenzialmente inquinanti. Il pronunciamento chiarisce infatti che non è più possibile considerare automaticamente derogabili le distanze minime tra questi impianti e le abitazioni o altri recettori sensibili.
Stop alle deroghe generalizzate
Secondo l’analisi pubblicata sul blog di Marco Grondacci, la decisione rafforza un principio fondamentale: la pianificazione territoriale e urbanistica deve garantire in via preventiva la protezione della salute e dell’ambiente, evitando soluzioni che espongano i cittadini a rischi evitabili.
In particolare, il Consiglio di Stato ha evidenziato come le distanze non possano essere ridotte o aggirate senza una rigorosa valutazione del rischio, basata su evidenze scientifiche e su un’analisi puntuale degli impatti.
Centralità della prevenzione
La sentenza si inserisce in un orientamento sempre più chiaro della giurisprudenza: la prevenzione deve prevalere rispetto a logiche di semplificazione amministrativa o di mera compatibilità formale. Ciò implica che le autorità locali non possono limitarsi a valutazioni generiche, ma devono considerare attentamente le ricadute sanitarie e ambientali degli impianti.
Questo approccio è in linea con i principi della prevenzione primaria e della tutela integrata ambiente-salute, da tempo sostenuti dalla comunità scientifica e da associazioni come ISDE.
Implicazioni per territori e comunità
Le conseguenze pratiche sono rilevanti:
- maggiore attenzione nella localizzazione di impianti industriali;
- rafforzamento del ruolo degli strumenti urbanistici;
- possibilità per cittadini e comitati di contestare decisioni non adeguatamente motivate.
La sentenza potrebbe quindi incidere su numerosi procedimenti autorizzativi in corso, imponendo standard più elevati di tutela e trasparenza.
Una svolta culturale
Al di là degli aspetti giuridici, il pronunciamento rappresenta un cambio di paradigma: non si tratta più solo di “mitigare” l’impatto degli impianti, ma di evitare a monte condizioni di rischio per la popolazione.
Un segnale importante per le politiche pubbliche, che richiama la necessità di integrare realmente ambiente, salute e pianificazione territoriale.
https://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2026/04/gli-impianti-inquinanti-non-sono-piu.html
