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Dagli impianti sportivi ai luoghi di cura e di formazione, la campagna punta su acqua di rete, riduzione degli imballaggi e informazione. Al Congresso nazionale presentati strumenti operativi e primi riscontri delle iniziative.

Ridurre l’utilizzo della plastica attraverso scelte concrete nei luoghi della vita quotidiana, coinvolgendo società sportive, scuole, strutture sanitarie e amministrazioni pubbliche. È il percorso illustrato nelle presentazioni di Flavia Del Grosso e Maurello al Congresso nazionale ISDE Italia di Sansepolcro, nell’ambito della Campagna nazionale di prevenzione dei rischi per la salute da esposizione alla plastica.

I due contributi hanno affrontato ambiti complementari: il progetto «La plastica non fa sport», rivolto al mondo sportivo, e la promozione dell’acqua di rubinetto nelle scuole e nelle strutture sanitarie. A unirli, l’obiettivo di trasformare l’informazione sui rischi ambientali e sanitari in cambiamenti organizzativi e comportamenti quotidiani.

«La plastica non fa sport»: formazione, ricerca e buone pratiche

Flavia Del Grosso ha presentato il lavoro del gruppo impegnato a diffondere la campagna nel settore sportivo. Il progetto si è sviluppato attraverso il coinvolgimento degli organismi nazionali, a partire da CONI e Comitato Italiano Paralimpico, delle federazioni e delle società sportive, affiancato dal dialogo con istituzioni regionali e locali.

La proposta si articola su quattro direttrici: informare, formare, studiare e divulgare. Alla sensibilizzazione di atleti, tecnici e dirigenti si accompagna l’obiettivo di approfondire le conoscenze sull’esposizione alla plastica nei contesti sportivi e sulle sue possibili implicazioni per la salute e la prestazione.

Uno degli strumenti centrali è un decalogo di buone pratiche, che affronta diversi aspetti della gestione delle attività: distribuzione dell’acqua, mense e bar, uffici, abbigliamento e attrezzature, mobilità e logistica, organizzazione degli eventi e gestione dei rifiuti. Le indicazioni sono accompagnate da una valutazione della difficoltà di attuazione e dei costi, per aiutare le organizzazioni a individuare gli interventi concretamente realizzabili.

Il programma prevede inoltre la raccolta di dati da parte delle associazioni e delle società sportive, utile a costruire rendicontazioni periodiche e aggiornare le indicazioni operative. Sul versante scientifico, l’attenzione riguarda anche i campi sintetici, gli ambienti di allenamento e le acque utilizzate per le competizioni.

Del Grosso ha illustrato materiali informativi, poster e schede disponibili per la divulgazione durante gli eventi. Tra i prossimi passi sono stati indicati il collegamento con il programma europeo C-HERMES per la formazione dei dirigenti sportivi, il rafforzamento del coinvolgimento delle sezioni regionali ISDE e il confronto con le Regioni su possibili interventi mirati.

Acqua di rubinetto: coinvolgere scuole e strutture sanitarie

La presentazione di Maurello ha illustrato le attività per promuovere l’acqua di rubinetto e ridurre il ricorso alle bottiglie di plastica, con particolare attenzione alle scuole e ai servizi sanitari.

Per gli edifici scolastici, la proposta è realizzare punti dedicati alla distribuzione di acqua potabile, aggiuntivi rispetto ai rubinetti dei bagni, nei quali studenti e personale possano riempire le proprie borracce. Un passaggio che richiede di garantire la buona qualità dell’acqua distribuita dalla rete interna.

Alla disponibilità dell’acqua si affianca la richiesta di abbandonare progressivamente l’offerta di bevande in bottiglie di plastica e alimenti ultraprocessati. L’obiettivo è valorizzare la scuola anche come luogo di educazione alla salute e di prevenzione primaria.

Secondo quanto riportato nella presentazione, nella prima fase sono arrivate circa venti risposte da istituti scolastici di tutta Italia e due da strutture sanitarie. Le richieste hanno riguardato soprattutto le risorse per installare erogatori, le modalità di adesione per le scuole già attrezzate e la possibilità di organizzare incontri formativi.

È emersa anche la domanda di materiali per le famiglie: una scuola dell’infanzia, in particolare, ha chiesto strumenti da distribuire ai genitori. La formazione di insegnanti e studenti, in presenza e a distanza, rappresenta quindi una componente essenziale del progetto.

Negli ospedali, ridurre la plastica garantendo la sicurezza dell’acqua

Per le strutture sanitarie, la campagna ha proposto di affiancare all’installazione di punti di distribuzione dell’acqua un confronto con i gestori dei distributori automatici, orientando l’offerta verso alimenti più semplici, meno processati e con imballaggi ridotti.

La presentazione ha segnalato una richiesta di approfondimenti da parte dell’Istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma e ha richiamato esperienze di sostituzione delle bottigliette con erogatori collegati alla rete idrica, anche a disposizione dei degenti.

Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni operative: collocazione accessibile dei dispositivi, protezione degli ugelli dal contatto con mani, bocca e borracce, individuazione dei responsabili della pulizia e della manutenzione, valutazione delle eventuali analisi necessarie e inserimento dei nuovi punti di erogazione nella gestione del rischio della rete idrica interna.

Il messaggio emerso dai due contributi è che la riduzione della plastica richiede organizzazione, formazione e collaborazione. Le sezioni territoriali ISDE possono contribuire accompagnando scuole, società sportive e strutture sanitarie, promuovendo incontri e mettendo a disposizione i materiali della campagna.

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