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Zanzare e salute: perché gli adulticidi vanno usati solo in emergenza

Il caso di Sesto San Giovanni e una questione diffusa

Una segnalazione arrivata da una cittadina di Sesto San Giovanni riporta al centro un tema sempre più rilevante: l’uso dei trattamenti antizanzare adulticidi nei contesti urbani e condominiali. La risposta elaborata da ISDE Milano, con il contributo di Ottavio D’Alessio, offre un quadro chiaro e documentato, utile ben oltre il singolo caso.

Il nodo principale è il divario tra quanto previsto dalle norme sanitarie e quanto avviene nella pratica quotidiana: un uso spesso eccessivo e non giustificato dei trattamenti adulticidi, con possibili conseguenze per la salute e l’ambiente.

Cosa prevede la normativa

Il riferimento nazionale è il Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025, che stabilisce quando e come intervenire contro le zanzare, vettori di malattie virali (arbovirosi).

Secondo il Piano e le circolari del Ministero della Salute:

  • i trattamenti adulticidi non possono essere vietati,
  • ma devono essere utilizzati solo in situazioni emergenziali, come:
    • presenza accertata di casi di arbovirosi,
    • infestazioni eccezionali con rischio sanitario.

In questi casi, le disinfestazioni diventano obbligatorie.

Il problema: uso eccessivo e interpretazioni errate

Il fatto che queste sostanze siano autorizzate porta spesso a un’interpretazione distorta: molti cittadini e amministratori le utilizzano in modo preventivo e routinario, spesso “a calendario”, anche in assenza di zanzare adulte.

Questo fenomeno è stato più volte segnalato da ISDE Italia e Legambiente, evidenziando:

  • un abuso diffuso nei contesti privati,
  • un ruolo attivo delle imprese di disinfestazione nel proporre trattamenti non necessari,
  • una carenza di linee guida uniformi in alcune aree.

Differenze tra territori: il nodo delle linee guida

Non tutte le regioni si comportano allo stesso modo.

  • In Emilia-Romagna esistono linee guida regionali restrittive e uniformi.
  • In Lombardia, invece, le indicazioni sono demandate alle singole ATS.

Ad esempio, nelle linee guida di ATS Brianza:

  • i trattamenti adulticidi sono consentiti solo tra 15 luglio e 15 settembre,
  • è obbligatoria una notifica preventiva di 7 giorni a ATS e Comune.

Al contrario, le indicazioni di ATS Milano Città Metropolitana risultano meno vincolanti: si limitano a raccomandare prudenza e a privilegiare i trattamenti larvicidi.

Rischi per salute e ambiente

L’uso diffuso di adulticidi (spesso a base di piretroidi) comporta diversi rischi:

  • per la salute umana, soprattutto per:
    • bambini,
    • donne in gravidanza;
  • per gli animali domestici, in particolare i gatti;
  • per gli ecosistemi, con effetti su:
    • insetti impollinatori (api, farfalle),
    • biodiversità urbana.

Non a caso, molte linee guida raccomandano:

  • di evitare l’accesso alle aree trattate per almeno 24 ore,
  • di lavare superfici e arredi per ridurre la contaminazione.

Efficacia limitata degli adulticidi

Un altro aspetto cruciale è la loro scarsa efficacia:

  • eliminano solo una parte delle zanzare presenti,
  • l’infestazione si ripristina in 1-2 giorni,
  • non agiscono sulle larve.

Senza interventi strutturali (eliminazione ristagni, trattamenti larvicidi), l’effetto è quindi temporaneo e poco utile.

La strategia corretta: prevenzione e lotta integrata

Le evidenze scientifiche indicano chiaramente che la strategia più efficace è la lotta integrata, basata su:

  • eliminazione dei ristagni d’acqua (tombini, sottovasi, grondaie),
  • trattamenti larvicidi regolari,
  • controllo diffuso del territorio (anche nei box e nelle canalizzazioni),
  • rotazione dei principi attivi per evitare resistenze.

Le zanzare, infatti, depongono le uova nei ristagni: intervenire lì significa bloccare il ciclo alla radice.

Il ruolo dei cittadini e dei condomìni

Un elemento critico emerso è il ruolo attivo dei cittadini:

  • spesso sono proprio i condomìni a richiedere trattamenti adulticidi,
  • senza verificare la reale necessità,
  • affidandosi alle imprese.

Per questo è importante:

  • chiedere sempre la scheda di sicurezza dei prodotti,
  • verificare che gli interventi siano coerenti con le linee guida,
  • privilegiare approcci preventivi e non chimici.

Le richieste di ISDE: regole più chiare e controlli

Nel tempo, ISDE e Legambiente hanno chiesto alle autorità:

  • criteri più restrittivi e uniformi,
  • verifica sanitaria delle situazioni di emergenza,
  • stop ai trattamenti “a calendario”,
  • obbligo di notifica preventiva per i privati.

Nonostante alcune aperture istituzionali, sul territorio – come dimostra il caso di Sesto San Giovanni – la situazione è cambiata poco.

Una scelta di salute pubblica

La lotta alle zanzare non può ridursi a un intervento chimico sistematico.

L’equilibrio tra tutela della salute e protezione dell’ambiente richiede:

  • uso mirato degli adulticidi solo in emergenza,
  • prevenzione diffusa e consapevole,
  • maggiore informazione dei cittadini.

Ridurre l’abuso di questi trattamenti significa proteggere non solo l’ambiente urbano, ma anche la salute collettiva.Il caso di Sesto San Giovanni e una questione diffusa

Una segnalazione arrivata da una cittadina di Sesto San Giovanni riporta al centro un tema sempre più rilevante: l’uso dei trattamenti antizanzare adulticidi nei contesti urbani e condominiali. La risposta elaborata da ISDE Milano, con il contributo di Ottavio D’Alessio, offre un quadro chiaro e documentato, utile ben oltre il singolo caso.

Il nodo principale è il divario tra quanto previsto dalle norme sanitarie e quanto avviene nella pratica quotidiana: un uso spesso eccessivo e non giustificato dei trattamenti adulticidi, con possibili conseguenze per la salute e l’ambiente.

Cosa prevede la normativa

Il riferimento nazionale è il Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025, che stabilisce quando e come intervenire contro le zanzare, vettori di malattie virali (arbovirosi).

Secondo il Piano e le circolari del Ministero della Salute:

  • i trattamenti adulticidi non possono essere vietati,
  • ma devono essere utilizzati solo in situazioni emergenziali, come:
    • presenza accertata di casi di arbovirosi,
    • infestazioni eccezionali con rischio sanitario.

In questi casi, le disinfestazioni diventano obbligatorie.

Il problema: uso eccessivo e interpretazioni errate

Il fatto che queste sostanze siano autorizzate porta spesso a un’interpretazione distorta: molti cittadini e amministratori le utilizzano in modo preventivo e routinario, spesso “a calendario”, anche in assenza di zanzare adulte.

Questo fenomeno è stato più volte segnalato da ISDE Italia e Legambiente, evidenziando:

  • un abuso diffuso nei contesti privati,
  • un ruolo attivo delle imprese di disinfestazione nel proporre trattamenti non necessari,
  • una carenza di linee guida uniformi in alcune aree.

Differenze tra territori: il nodo delle linee guida

Non tutte le regioni si comportano allo stesso modo.

  • In Emilia-Romagna esistono linee guida regionali restrittive e uniformi.
  • In Lombardia, invece, le indicazioni sono demandate alle singole ATS.

Ad esempio, nelle linee guida di ATS Brianza:

  • i trattamenti adulticidi sono consentiti solo tra 15 luglio e 15 settembre,
  • è obbligatoria una notifica preventiva di 7 giorni a ATS e Comune.

Al contrario, le indicazioni di ATS Milano Città Metropolitana risultano meno vincolanti: si limitano a raccomandare prudenza e a privilegiare i trattamenti larvicidi.

Rischi per salute e ambiente

L’uso diffuso di adulticidi (spesso a base di piretroidi) comporta diversi rischi:

  • per la salute umana, soprattutto per:
    • bambini,
    • donne in gravidanza;
  • per gli animali domestici, in particolare i gatti;
  • per gli ecosistemi, con effetti su:
    • insetti impollinatori (api, farfalle),
    • biodiversità urbana.

Non a caso, molte linee guida raccomandano:

  • di evitare l’accesso alle aree trattate per almeno 24 ore,
  • di lavare superfici e arredi per ridurre la contaminazione.

Efficacia limitata degli adulticidi

Un altro aspetto cruciale è la loro scarsa efficacia:

  • eliminano solo una parte delle zanzare presenti,
  • l’infestazione si ripristina in 1-2 giorni,
  • non agiscono sulle larve.

Senza interventi strutturali (eliminazione ristagni, trattamenti larvicidi), l’effetto è quindi temporaneo e poco utile.

La strategia corretta: prevenzione e lotta integrata

Le evidenze scientifiche indicano chiaramente che la strategia più efficace è la lotta integrata, basata su:

  • eliminazione dei ristagni d’acqua (tombini, sottovasi, grondaie),
  • trattamenti larvicidi regolari,
  • controllo diffuso del territorio (anche nei box e nelle canalizzazioni),
  • rotazione dei principi attivi per evitare resistenze.

Le zanzare, infatti, depongono le uova nei ristagni: intervenire lì significa bloccare il ciclo alla radice.

Il ruolo dei cittadini e dei condomìni

Un elemento critico emerso è il ruolo attivo dei cittadini:

  • spesso sono proprio i condomìni a richiedere trattamenti adulticidi,
  • senza verificare la reale necessità,
  • affidandosi alle imprese.

Per questo è importante:

  • chiedere sempre la scheda di sicurezza dei prodotti,
  • verificare che gli interventi siano coerenti con le linee guida,
  • privilegiare approcci preventivi e non chimici.

Le richieste di ISDE: regole più chiare e controlli

Nel tempo, ISDE e Legambiente hanno chiesto alle autorità:

  • criteri più restrittivi e uniformi,
  • verifica sanitaria delle situazioni di emergenza,
  • stop ai trattamenti “a calendario”,
  • obbligo di notifica preventiva per i privati.

Nonostante alcune aperture istituzionali, sul territorio – come dimostra il caso di Sesto San Giovanni – la situazione è cambiata poco.

Una scelta di salute pubblica

La lotta alle zanzare non può ridursi a un intervento chimico sistematico.

L’equilibrio tra tutela della salute e protezione dell’ambiente richiede:

  • uso mirato degli adulticidi solo in emergenza,
  • prevenzione diffusa e consapevole,
  • maggiore informazione dei cittadini.

Ridurre l’abuso di questi trattamenti significa proteggere non solo l’ambiente urbano, ma anche la salute collettiva.