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Anche Isde Italia ha aderito all’appello inviato da Slow Medicine al Ministro della Salute su “Vera e finta prevenzione.”

Sempre più spesso alcuni laboratori, cliniche private, farmacie, delle assicurazioni sanitarie integrative, anche all’interno di accordi nell’ambito del welfare aziendale, offrono a pagamento o gratuitamente, senza la prescrizione di un medico, “pacchetti prevenzione”: un insieme di esami ematochimici, accertamenti strumentali e visite specialistiche, presentando come prevenzione i check-up e la diagnosi precoce. Il messaggio, che viene veicolato con espressioni seducenti, consiste nel sottintendere che, sottoponendosi ad esami periodici a prescindere dallo stato di salute, si può individuare la presenza di una malattia prima che provochi manifestazioni cliniche.

In tal modo si potrà iniziare un trattamento che eviterà la comparsa di sintomi e complicanze. Idea suggestiva senza dubbio, ma anche troppo semplice per sfidare la complessità biologica dell’interazione tra l’organismo e le malattie.

Con questo documento non si vuole mettere in discussione l’utilità di eseguire esami mirati per indagare particolari condizioni o fattori di rischio di singoli pazienti in base alle specifiche indicazioni cliniche, ma la ricerca sistematica, indifferenziata e generalizzata di eventuali indicatori di malattie.