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Fabrizio Bianchi, su Ambientenonsolo, interviene sul caso dell’acciaieria: il confronto deve riguardare le alternative produttive capaci di proteggere cittadini, lavoratori e occupazione.

La vicenda dell’ex ILVA di Taranto riporta al centro del dibattito il rapporto tra attività industriale e tutela della salute. In un articolo pubblicato il 20 ottobre su Ambientenonsolo, Fabrizio Bianchi invita a superare una contrapposizione che rischia di presentare il danno sanitario come una conseguenza inevitabile della difesa del lavoro.

Lo spunto è l’udienza del 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite civili della Cassazione sui ricorsi contro lo stop dell’area a caldo disposto dalla Corte d’Appello di Milano. Secondo quanto riferisce Bianchi, l’avvocato generale Luigi Birritteri ha contestato alla decisione milanese un insufficiente bilanciamento tra protezione della salute e produzione industriale.

Nell’analisi di Bianchi, però, difendere l’occupazione richiede di interrogarsi sulle modalità della produzione e sulle possibilità di cambiarle. Il richiamo all’articolo 41 della Costituzione serve a ribadire che la tutela della salute e dell’ambiente deve orientare le scelte industriali. La questione diventa quindi individuare processi e tecnologie compatibili con questi obiettivi, garantendo al contempo il lavoro.

Un secondo punto riguarda il valore delle conoscenze scientifiche. Bianchi ricorda che a Taranto gli studi epidemiologici hanno documentato nel tempo eccessi di mortalità e malattia e associazioni con l’inquinamento industriale. Pur distinguendo la pericolosità delle sostanze dall’esposizione e dal rischio concreto, queste evidenze devono contribuire alle decisioni di prevenzione. Proteggere la popolazione significa intervenire sulle esposizioni nocive prima che producano ulteriori conseguenze sanitarie.

La prospettiva indicata è quella di una trasformazione industriale accompagnata da bonifiche, tecnologie meno inquinanti, valutazioni preventive dell’impatto sulla salute, scadenze verificabili e garanzie occupazionali. Anche la decarbonizzazione, sottolinea Bianchi, va valutata per la sua capacità di ridurre concretamente i rischi per chi lavora nello stabilimento e per chi vive nel territorio.

Fonte: Fabrizio Bianchi, “Ex ILVA: il vero bilanciamento non è tra salute e produzione”⁠, Ambientenonsolo, 20 ottobre 2026.