In Italia nel 2023 si sono registrati oltre 93.600 decessi potenzialmente evitabili prima dei 75 anni: circa 56.800 attraverso la prevenzione e 36.900 mediante diagnosi precoci, terapie tempestive e assistenza adeguata. È il quadro del Rapporto MEV(i) 2026, elaborato dal Centro Studi Nebo su dati ISTAT, che considera separatamente le morti per Covid-19.
L’indicatore dei giorni di vita perduti pro capite, standardizzato per consentire confronti territoriali, migliora in 79 province su 107 rispetto al biennio precedente. Persistono però ampie differenze: nel 2022-2023 Rimini registra il valore più basso, seguita da Prato, Siena e Firenze; Napoli quello più alto, preceduta da Crotone ed Enna. A livello regionale, Sicilia, Molise, Sardegna, Calabria e Campania presentano valori sensibilmente superiori alla media nazionale.
Un approfondimento riguarda i tumori femminili: nel 2023 sono stimati circa 7.000 decessi evitabili per tumori della mammella e dell’utero entro i 74 anni. Il rapporto richiama il ruolo di diagnosi precoce, cure tempestive e vaccinazione anti-HPV per la cervice uterina.
I risultati indicano progressi, ma anche persistenti disuguaglianze nella prevenzione e nell’assistenza.
Fonte: Centro Studi Nebo – Rapporto MEV(i) 2026.
