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Un editoriale pubblicato su Frontiers in Public Health da Julia C. Fussell (Imperial College London), Maria Salomé Giao (SharkNinja LLC, Londra) e Ioar Rivas (CSIC, Barcellona) rilancia l’attenzione sugli effetti dell’inquinamento atmosferico negli ambienti scolastici sulla salute e sul rendimento cognitivo dei bambini.

I ricercatori ricordano che i più piccoli sono particolarmente vulnerabili: respirano più aria per unità di peso, hanno organi in sviluppo e minore capacità di difesa contro le sostanze tossiche. L’esposizione a inquinanti atmosferici, anche a basse concentrazioni, è correlata a riduzione della funzionalità polmonare, asma, infezioni respiratorie, disturbi neurocomportamentali e obesità, con effetti che si prolungano nel tempo.

Le evidenze dagli studi

La rassegna raccoglie cinque ricerche condotte in Cina, Europa e Stati Uniti.

  • In Cina, un’analisi su oltre 600 bambini mostra che la funzione respiratoria peggiora con l’aumento dei livelli di PM e biossido di azoto nelle aree scolastiche, in particolare tra le bambine e i più giovani.
  • In Lituania, studi su polveri raccolte in aule di 11 scuole collegano la presenza di vanadio — proveniente da traffico e combustioni domestiche — a un incremento delle infezioni respiratorie e a livelli più alti di affaticamento nei bambini.
  • Negli Stati Uniti, ricerche a Detroit evidenziano come l’uso corretto dei purificatori d’aria possa ridurre le concentrazioni di PM2.5, ma l’efficacia dipende fortemente dai comportamenti degli insegnanti (ventilazione, impostazioni, accensione notturna).
  • Nel Regno Unito, interviste a insegnanti e amministratori locali di Greater Manchester mettono in luce la preoccupazione crescente per il legame tra disuguaglianze ambientali e rendimento scolastico, con richieste di politiche più integrate per aria pulita, trasporti sicuri e qualità dell’edilizia scolastica.

Azioni urgenti e prospettive

L’editoriale sottolinea la necessità di:

  • politiche di controllo dell’inquinamento più rigorose;
  • ventilazione e pulizia adeguate nelle scuole;
  • monitoraggi regolari della qualità dell’aria indoor;
  • coinvolgimento coordinato di insegnanti, genitori, enti locali e sanitari.

Le esperienze positive, come i programmi “School Streets”, le campagne di citizen science e le certificazioni di aria pulita per le scuole, mostrano che è possibile intervenire. Tuttavia, servono studi su larga scala per valutare a fondo le relazioni tra aria esterna, inquinanti interni e salute mentale e fisica dei bambini.

“Garantire ambienti scolastici sani e privi di inquinamento — concludono gli autori — è una condizione essenziale per tutelare la salute e il futuro delle nuove generazioni.”

(Fonte: Fussell JC, Giao MS, Rivas I. “Impact of school air quality on children’s health and academic performance”, Front. Public Health, 2025)