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Al Congresso nazionale ISDE Italia, Fausto Bersani Greggio ha presentato un’analisi dei dati dell’Emilia-Romagna: tra il 2006 e il 2024 le stazioni radio base sono più che raddoppiate, mentre la potenza complessiva è cresciuta di oltre diciassette volte.

La diffusione delle infrastrutture per la telefonia mobile richiede una maggiore attenzione alle esposizioni ambientali e alla pianificazione degli impianti. È il messaggio emerso dall’intervento di Fausto Bersani Greggio, del Comitato scientifico di ISDE Italia, al Congresso nazionale dell’associazione, a Sansepolcro, il 25 ottobre 2026.

La relazione, dedicata alle stazioni radio base e ai campi elettromagnetici, ha esaminato l’evoluzione degli impianti e dei livelli di campo elettrico in Emilia-Romagna attraverso gli annuari e il webbook di Arpae, con dati aggiornati al 21 settembre 2026.

Più impianti e una crescita ancora maggiore della potenza

Secondo l’elaborazione presentata, tra il 2006 e il 2024 il numero delle stazioni radio base e la loro densità territoriale sono aumentati di circa 2,1 volte. Nello stesso periodo, la potenza complessiva degli impianti è cresciuta di 17,3 volte, mentre quella media per impianto è aumentata di 8,6 volte.

L’analisi ha quindi evidenziato una trasformazione che riguarda sia la presenza delle infrastrutture sul territorio sia le loro caratteristiche tecniche. Bersani Greggio ha richiamato diversi passaggi dell’evoluzione delle reti: la fusione tra operatori, gli accordi per condividere le infrastrutture, l’impiego di apparati multibanda e, successivamente, l’ingresso di Iliad e lo sviluppo del 5G.

Come sono cambiati i livelli misurati

Un secondo approfondimento ha riguardato i livelli di campo elettrico rilevati dai monitoraggi in continuo tra il 2008 e il 2025. Nei dati analizzati è diminuita la quota di misure nella classe inferiore a 1 volt per metro, mentre è aumentata quella compresa tra 3 e meno di 6 volt per metro.

La presentazione ha riportato associazioni statisticamente significative tra questi andamenti, il trascorrere degli anni e la densità delle stazioni radio base. Si tratta di risultati riferiti agli indicatori e alle misurazioni considerate: i valori utilizzati sono i massimi delle medie su sei minuti, non una misura dell’esposizione media dell’intera popolazione.

Le correlazioni illustrate descrivono dunque l’evoluzione del quadro ambientale, ma da sole non consentono di attribuire i cambiamenti a una singola tecnologia o di ricavare conclusioni sugli effetti sanitari.

Nell’interpretazione proposta dal relatore, la maggiore vicinanza degli apparati alla popolazione e la crescita del traffico dati possono contribuire all’aumento dei livelli ambientali più elevati. Bersani Greggio ha collegato questa dinamica anche allo sviluppo delle applicazioni del 5G, dell’Internet delle cose e dell’intelligenza artificiale.

Il ruolo dei Comuni

La conclusione dell’intervento ha posto al centro la pianificazione locale. Bersani Greggio ha indicato nei regolamenti comunali per l’insediamento delle stazioni radio base uno strumento strategico per governare la distribuzione degli impianti e minimizzare le esposizioni, con particolare attenzione ai siti sensibili.

La proposta emersa è quella di accompagnare l’evoluzione delle reti con un monitoraggio ambientale continuativo e con scelte urbanistiche capaci di considerare insieme lo sviluppo delle infrastrutture e la tutela della popolazione.