Skip to main content

La plastica non è solo un problema ambientale: è una questione sanitaria sempre più urgente. Un approfondimento pubblicato da Salute Internazionale a firma di Maria Grazia Petronio, Vicepresidente ISDE Italia, accende i riflettori sui danni diretti e indiretti che l’esposizione alle plastiche e alle microplastiche può provocare alla salute umana.

Microplastiche ovunque

Le microplastiche sono ormai presenti nell’aria, nell’acqua, negli alimenti e perfino nei tessuti umani. Studi recenti hanno individuato frammenti plastici nel sangue, nei polmoni, nella placenta e in altri organi, sollevando interrogativi sui possibili effetti a lungo termine. L’esposizione non riguarda solo chi vive in aree altamente inquinate, ma l’intera popolazione.

Additivi e sostanze tossiche

Oltre al problema fisico delle particelle, la plastica contiene numerosi additivi chimici – come ftalati, bisfenoli e ritardanti di fiamma – che possono interferire con il sistema endocrino, aumentare il rischio di malattie metaboliche, alterare lo sviluppo neurologico e incidere sulla fertilità. Alcune di queste sostanze sono classificate come interferenti endocrini o sospette cancerogene.

La combustione e lo smaltimento inadeguato dei rifiuti plastici generano inoltre emissioni tossiche, con impatti su qualità dell’aria e salute respiratoria, soprattutto nelle comunità più vulnerabili.

Un problema di sanità pubblica

Secondo l’analisi, la crisi della plastica va affrontata come una vera emergenza di sanità pubblica. Riduzione alla fonte, regolamentazione più stringente degli additivi chimici, promozione di materiali alternativi e sistemi di riuso rappresentano azioni prioritarie.

In un’ottica One Health, la salute umana è inseparabile da quella degli ecosistemi. Limitare la produzione e l’uso della plastica non è solo una scelta ambientale, ma un investimento nella prevenzione primaria e nella tutela delle generazioni future.


Fonte:La plastica e i danni alla salute”, Salute Internazionale, febbraio 2026.