Il Piano di gestione del rischio alluvioni 2027-2033 del Distretto delle Alpi Orientali dovrà essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica. Comitati e associazioni chiedono un percorso pubblico e partecipato, capace di valutare insieme sicurezza dei territori, tutela degli ecosistemi ed effetti cumulativi degli interventi.
Valutare la strategia complessiva prima di scegliere le singole opere. È la richiesta al centro del comunicato congiunto diffuso da Noi Siamo Tagliamento, Comitato Tutela Grave di Ciano e Free Tagliamento, dopo la decisione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) il nuovo Piano di gestione del rischio alluvioni del Distretto delle Alpi Orientali.
Secondo quanto riportato nel comunicato, il decreto direttoriale n. 584 del 21 settembre 2026 recepisce il parere della Commissione tecnica VIA-VAS, che ha ritenuto non possibile escludere effetti significativi sull’ambiente. Il Ministero non ha quindi accolto la richiesta dell’Autorità di Bacino di escludere il Piano dalla procedura, come era avvenuto per il precedente ciclo 2021-2027.
La decisione riguarda l’intero distretto e interessa, tra gli altri, Piave e Tagliamento, dove sono previste opere per contenere le piene sulle quali si confrontano da tempo istituzioni, comunità locali e associazioni ambientaliste.
Sul Tagliamento il dibattito riguarda gli interventi di laminazione nell’area di Dignano-Spilimbergo e Varmo, la gestione dei sedimenti e gli effetti sugli habitat e sui siti Natura 2000. Sul Piave, le casse di espansione previste sulle Grave di Ciano fanno parte di un sistema più ampio di interventi: per le associazioni, occorre verificarne il contributo alla riduzione del rischio lungo il fiume e confrontarle con le alternative.
Le criticità: sedimenti, biodiversità ed effetti cumulativi
Il comunicato richiama diverse criticità indicate dalla Commissione: l’assenza di una strategia organica di riqualificazione fluviale, la mancata attuazione dei programmi di gestione dei sedimenti a scala di bacino e il rinvio della valutazione degli effetti cumulativi alle procedure relative ai singoli progetti.
Tra gli altri punti segnalati figurano gli impatti delle opere strutturali su habitat e continuità ecologica, un’analisi incompleta dei cambiamenti climatici e un’attenzione insufficiente al consumo di suolo. Anche il monitoraggio, secondo quanto riferito, non consentirebbe di misurare adeguatamente l’efficacia del Piano.
Le misure capaci di conciliare riduzione del rischio alluvionale e benefici ambientali rappresenterebbero, secondo la Commissione citata nel documento, circa il 15% del totale. Le associazioni contestano inoltre la loro scarsa attuazione.
Un confronto sull’intero sistema fluviale
La VAS, sottolineano i promotori, deve permettere di confrontare scenari complessivi e strategie alternative, comprese le soluzioni basate sulla natura e gli interventi capaci di ridare spazio ai fiumi.
Il punto non è stabilire in anticipo quali opere realizzare o abbandonare, ma valutare le diverse combinazioni di misure sulla base di criteri verificabili: efficacia idraulica, costi, impatti ambientali, manutenzione, consumo di suolo e capacità di rispondere al cambiamento climatico.
È un tema che riguarda direttamente la protezione delle comunità: prevenire le alluvioni significa tutelare le persone, le abitazioni e i servizi, considerando insieme la sicurezza dei territori e la funzionalità degli ecosistemi fluviali.
La richiesta di fermare le scelte che possono condizionare il Piano
Comitati e associazioni chiedono che la valutazione coinvolga Comuni, comunità scientifica e cittadini, rendendo disponibili e discutibili pubblicamente dati, studi, modelli e criteri utilizzati.
Per il Piave sollecitano la sospensione cautelativa della progettazione delle casse di espansione alle Grave di Ciano, fino alla conclusione della VAS e alla verifica della coerenza dell’intervento con il nuovo Piano. Per il Tagliamento richiamano lo stesso principio rispetto alle opere previste e al percorso di valutazione delle alternative progettuali avviato dalla Regione.
Il comunicato precisa che l’avvio della VAS non determina automaticamente una sospensione giuridica: quella avanzata dalle associazioni è una richiesta volta a evitare che la progettazione consolidi scelte che devono ancora essere confrontate a livello strategico.
I promotori annunciano infine un contributo congiunto alla valutazione, dedicato agli effetti cumulativi, alla gestione dei sedimenti, al cambiamento climatico e alla riqualificazione fluviale. L’obiettivo è arrivare a una pianificazione condivisa prima di impegnare i territori e le risorse pubbliche nelle singole opere.
Fonte: comunicato congiunto del 30 settembre 2026 di Noi Siamo Tagliamento, Comitato Tutela Grave di Ciano e Free Tagliamento, cui partecipano Legambiente FVG, WWF FVG, LIPU FVG, CIRF e Associazione Foce del Tagliamento.
