A poche ore dal voto del Consiglio dell’Unione Europea sulla revisione del regolamento relativo ai prodotti fitosanitari, Greenpeace Italia, Lipu-BirdLife Italia, Federazione nazionale Pro Natura e WWF Italia lanciano un appello ai governi affinché respingano la proposta contenuta nel pacchetto “Omnibus” sulla sicurezza alimentare e dei mangimi, ritenuta potenzialmente dannosa per la salute umana e per gli ecosistemi.
Secondo le associazioni, il voto del 12 giugno rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della normativa europea sui pesticidi. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti introdotti durante il confronto in Consiglio, come la limitazione delle autorizzazioni senza scadenza alle sole sostanze considerate a basso rischio, le organizzazioni denunciano il permanere di disposizioni considerate particolarmente critiche.
Tra i punti più contestati figurano l’estensione dei cosiddetti grace periods, ovvero i periodi durante i quali un prodotto può continuare a essere utilizzato anche dopo una decisione di non rinnovo dell’autorizzazione, e l’allentamento delle norme che regolano le deroghe all’impiego dei fitofarmaci.
Le associazioni sostengono che le loro preoccupazioni siano fondate su evidenze scientifiche. Citano infatti un parere legale indipendente secondo cui la proposta sarebbe in contrasto con il principio di precauzione e con alcuni obblighi derivanti dal diritto primario dell’Unione Europea e dalla Carta dei diritti fondamentali. Inoltre, una valutazione scientifica commissionata dal Parlamento olandese avrebbe concluso che la riforma non raggiungerebbe gli obiettivi dichiarati di semplificazione amministrativa e accelerazione dell’innovazione nei prodotti biologici per la difesa delle colture.
Secondo Greenpeace, Lipu, Pro Natura e WWF, la revisione rischierebbe invece di mantenere più a lungo sul mercato sostanze potenzialmente nocive, aumentare la complessità burocratica e trasferire maggiori responsabilità di controllo dalle aziende produttrici alle autorità pubbliche.
Le organizzazioni ricordano inoltre che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha indicato come l’attuale arretrato nelle procedure di valutazione dei pesticidi potrebbe essere recuperato entro tre anni attraverso un adeguato rafforzamento delle risorse umane e finanziarie e una maggiore attenzione alla qualità dei dossier presentati dall’industria.
Nel loro appello, le associazioni chiedono ai ministri europei di eliminare le disposizioni che allungano i periodi transitori e rendono più permissive le deroghe, mantenendo integro il quadro normativo fondato sul principio di precauzione. Sollecitano inoltre una valutazione d’impatto completa della proposta, che a loro giudizio manca e rappresenta una criticità rispetto ai principi europei di buona regolazione e decisioni basate sulle evidenze scientifiche.
A sostegno della mobilitazione vengono citati anche oltre 11.000 cittadini europei, che nelle ultime settimane hanno inviato messaggi ai decisori politici esprimendo preoccupazione per le possibili ricadute del provvedimento sulla salute pubblica, sulla qualità delle acque, sulla biodiversità e sull’ambiente.
Le associazioni concludono chiedendo ai governi europei di privilegiare la tutela della salute e degli ecosistemi rispetto agli interessi economici di breve periodo, promuovendo pratiche agricole più sostenibili e accompagnando gli agricoltori nella transizione verso modelli produttivi meno dipendenti dai pesticidi più pericolosi.
