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Due nuovi articoli scientifici pubblicati sulla rivista Giornale di Clinica Nefrologica e Dialisi richiamano l’attenzione sui possibili effetti delle micro e nanoplastiche sulla salute dei reni e sui pazienti con malattia renale cronica.

Le review, firmate da Marco Lombardi e Franco Bergesio (entrambi di ISDE Italia), analizzano sia i meccanismi biologici attraverso cui micro e nanoplastiche possono accumularsi nei tessuti renali, sia le evidenze cliniche emergenti relative ai soggetti più vulnerabili, come pazienti dializzati, trapiantati e bambini.

Secondo gli autori, le microplastiche sono ormai diffuse nell’aria, nell’acqua, negli alimenti e negli ambienti indoor. Le particelle più piccole possono attraversare le barriere biologiche, entrare nel circolo sanguigno e raggiungere organi bersaglio come il rene. Gli studi sperimentali indicano possibili effetti legati a stress ossidativo, infiammazione, alterazioni cellulari e fibrosi tubulo-interstiziale.

Particolare attenzione viene posta ai pazienti in dialisi, esposti anche ai materiali plastici utilizzati nei dispositivi medici, nei circuiti extracorporei e nei sistemi di trattamento dell’acqua. Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche, ma invitano già a considerare micro e nanoplastiche come nuovi determinanti ambientali della salute renale e della salute pubblica.