Proponiamo una sintesi dell’interessante articolo pubblicato da Vincenzo Cordiano (Isde Vicenza) nel suo blog .
L’articolo evidenzia come l’inquinamento atmosferico sia una causa significativa di cancro ai polmoni anche nei non fumatori, che oggi rappresentano circa un quarto dei nuovi casi. Uno studio recente ha analizzato il DNA di circa 900 pazienti non fumatori residenti in città molto inquinate (come Milano), rilevando un’elevata frequenza di mutazioni nel gene TP53, un gene cruciale per la protezione del genoma. Queste mutazioni compromettono la capacità della cellula di eliminare quelle trasformate in tumorali.
È stato scoperto che l’inquinamento atmosferico può causare le stesse mutazioni del fumo di tabacco, rendendolo un fattore cancerogeno di pari pericolosità. Lo studio ha inoltre identificato specifiche “firme mutazionali” e geni driver del tumore, che variano in base all’area geografica e all’esposizione agli inquinanti. Queste firme genetiche forniscono indicazioni utili sull’origine del tumore.
I ricercatori intendono ora indagare se anche sigarette elettroniche e marijuana causino danni genetici simili. Il messaggio finale è un appello urgente alle istituzioni: occorre intervenire con decisione contro l’inquinamento per proteggere la salute pubblica.
