Una delegazione dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE, ha incontrato giovedì 24 luglio 2025, a Montecitorio, il vicepresidente della Camera e già ministro all’Ambiente onorevole Sergio Costa.
Presenti all’incontro anche il senatore Orfeo Mazzella e il dottor Tullio Berlenghi capo dell’ufficio legislativo del vicepresidente Costa.
Componenti della delegazione la dottoressa Laura Reali, pediatra e presidente della sezione ISDE del Lazio e di Roma, la dottoressa Antonella Litta, reumatologa, referente nazionale ISDE per le problematiche dell’inquinamento delle acque ad uso umano e la professoressa Giovanna Montella docente di Diritto pubblico generale presso l’Università Sapienza di Roma.
L’incontro si è svolto in un clima di grande attenzione, interesse ed approfondimento delle tematiche generali relative alla scarsità e inquinamento dell’acqua insieme alle criticità della sua gestione e in riferimento alle attuali disposizioni di legge in materia.
Condivisa anche la preoccupazione dei rischi per la salute derivanti dall’assunzione di acqua contaminata da sempre nuovi inquinanti- tra cui microplastiche, farmaci e sostanze perfluoroalchiliche-PfAS-, in particolare per la salute dei bambini, delle donne in gravidanza e dei soggetti più fragili come la necessità di agire sempre più sul fronte della prevenzione.
La delegazione è intervenuta poi in particolare sulla presenza di Arsenico nelle acque ad uso umano.
L’Arsenico, è stato illustrato, è un cancerogeno certo di classe 1 e la sua presenza nelle acque potabili rappresenta una seria preoccupazione sanitaria per la correlazione con patologie molto tra gravi, le principali: malattie neoplastiche, cardiovascolari, neurodegenerative, dismetaboliche, cutanee (https://www.isdenews.it/arsenico-nelle-acque-ad-uso-potabile/).
Negli ultimi decenni, grazie alle crescenti evidenze scientifiche, i limiti normativi sono stati progressivamente ridotti da 50 μg/l agli attuali 10 μg/l, un valore considerato comunque provvisorio.
L’Organizzazione mondiale della Sanità-OMS continua infatti a raccomandare una riduzione della concentrazione di Arsenico a livelli compresi tra 0 e 5 μg/l, con l’obiettivo, ormai di fatto raggiungibile, di zero o valori prossimi allo zero, per garantire la massima protezione della salute pubblica.
Questo obiettivo è concretamente realizzabile come dimostrano esperienze ormai consolidate di trattamento delle acque in diversi paesi del Nord Europa e in alcuni Stati americani.
Nuove tecnologie in fase di studio e altre già operative permettono infatti di raggiungere l’obiettivo di qualità indicato dall’OMS e quindi di prevenire le tante patologie che purtroppo si registrano nelle popolazioni esposte cronicamente all’assunzione di acque con Arsenico anche entro e al di sotto dell’attuale limite di legge di 10 microgrammi litri.
L’incontro si è concluso con la consegna di una documentazione scientifica ad hoc e con l’impegno condiviso per arrivare quanto prima ad proposta di revisione al ribasso dell’attuale parametro di legge per l’Arsenico.
