A cinque mesi dall’inizio del 2026, l’aggiornamento del monitoraggio della campagna “Cambiamo Aria” conferma un quadro preoccupante per la qualità dell’aria nelle città italiane. I dati elaborati dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Clean Cities Campaign e Kyoto Club, in collaborazione con ISDE Italia, mostrano che numerose stazioni di monitoraggio hanno già superato, o sono molto vicine a superare, i valori che diventeranno vincolanti con la nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria.
Le tabelle, costruite sui dati delle Agenzie regionali per la protezione ambientale e aggiornate a fine maggio 2026, prendono in considerazione tre inquinanti chiave: PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO2). Il confronto è effettuato rispetto agli attuali limiti di legge, ai valori europei che entreranno in vigore dal 2030 e alle più severe indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Il quadro che emerge è particolarmente critico nelle aree urbane attraversate da traffico intenso e nella Pianura Padana, dove le condizioni meteorologiche e orografiche favoriscono l’accumulo degli inquinanti.
NO2: traffico urbano ancora oltre le soglie
Per il biossido di azoto (NO2), inquinante fortemente associato al traffico stradale e in particolare ai motori diesel, le situazioni più critiche si registrano nelle stazioni di traffico di Palermo, Napoli, Genova, Torino, Catania e Milano.
La centralina Palermo – Di Blasi ha già raggiunto 71 giorni oltre i 50 µg/m³, cioè quasi quattro volte il limite massimo di 18 superamenti annui previsto dalla Direttiva europea dal 2030. Seguono Napoli – Ente Ferrovie con 43 giorni, Genova – Via Buozzi con 42 giorni, Genova – Corso Europa con 35 giorni, Torino – Rebaudengo con 34 giorni, Catania – Viale Vittorio Veneto con 25 giorni e Milano – Marche con 24 giorni.
Il confronto con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità è ancora più severo. L’OMS raccomanda di non superare la media giornaliera di 25 µg/m³ per più di 3 o 4 giorni all’anno. A fine maggio, Milano – Marche ha già registrato 149 giorni oltre questa soglia, Catania – Viale Vittorio Veneto 146, Brescia – Tartaglia 138, Palermo – Di Blasi 137, Torino – Rebaudengo 136, Genova – Via Buozzi 134 e Bergamo – Garibaldi 120.
Anche le medie dall’inizio dell’anno restano molto elevate: Palermo – Di Blasi registra 47 µg/m³, Venezia – Sacca Fisola 46, Brescia – Villaggio Sereno 43, Milano – Marche, Torino – Rebaudengo e Genova – Via Buozzi 42. Si tratta di valori molto lontani dalla media annua raccomandata dall’OMS, pari a meno di 10 µg/m³, e superiori anche al futuro limite europeo di 20 µg/m³.
PM2,5: polveri fini oltre i limiti già prima dell’estate
Anche per il PM2,5, il particolato più fine e più pericoloso per la salute perché penetra in profondità nell’apparato respiratorio, molte stazioni hanno già oltrepassato il limite giornaliero previsto dalla Direttiva europea per il 2030.
Dal 2030 il valore di 25 µg/m³ non potrà essere superato per più di 18 giorni all’anno. A fine maggio, però, diverse centraline hanno già superato ampiamente questa soglia: Padova – Mandria è a 52 giorni, Milano – Marche a 50, Milano – Pascal Città Studi a 49, Torino – Rubino a 48, Torino – Rebaudengo a 47, Modena – Parco Ferrari a 44, Parma – Cittadella a 42, Brescia – Tartaglia e Verona – Giarol Grande a 41.
Rispetto al valore guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, che indica una media giornaliera di 15 µg/m³ da non superare per più di 3 o 4 volte l’anno, il quadro è ancora più netto: Torino – Rebaudengo e Verona – Giarol Grande hanno già registrato 88 giorni oltre soglia, Padova – Mandria 83, Milano – Marche 82, Torino – Rubino 76, Modena – Parco Ferrari e Brescia – Tartaglia 74, Milano – Pascal Città Studi 73.
Le medie dall’inizio dell’anno confermano un’esposizione cronica elevata. Vicenza – Quartiere Italia raggiunge 37 µg/m³, mentre Milano – Marche e Brescia – Villaggio Sereno registrano 23 µg/m³, Padova – Mandria, Torino – Rebaudengo e Venezia – Parco Bissuola 22. Anche in questo caso i valori sono lontani dalla media annua raccomandata dall’OMS, pari a meno di 5 µg/m³, e in diversi casi vicini o superiori al futuro limite europeo di 10 µg/m³.
PM10: Pianura Padana e città del Nord ancora in sofferenza
Per il PM10 la situazione resta particolarmente critica nelle città della Pianura Padana. La nuova Direttiva europea prevede che dal 2030 la media giornaliera di 45 µg/m³ non possa essere superata per più di 18 giorni all’anno. A fine maggio numerose stazioni hanno già oltrepassato tale soglia.
La centralina Milano – Marche ha registrato 49 giorni oltre i 45 µg/m³, seguita da Verona – Corso Milano con 43, Modena – Giardini con 40, Milano – Pascal Città Studi con 36, Venezia – Tagliamento e Torino – Rebaudengo con 35, Padova – Arcella con 34, Vicenza – San Felice con 33 e Vicenza – Quartiere Italia con 32.
Rispetto all’attuale normativa, che consente fino a 35 superamenti annui della media giornaliera di 50 µg/m³, alcune stazioni hanno già superato il limite prima dell’estate: Milano – Marche è a 41 superamenti, Verona – Corso Milano a 40 e Modena – Giardini a 35. Seguono Venezia – Tagliamento e Vicenza – Quartiere Italia con 27, Vicenza – San Felice e Verona – Giarol Grande con 26, Milano – Pascal Città Studi e Brescia – Villaggio Sereno con 25.
Le medie dall’inizio dell’anno mostrano valori ancora elevati: Milano – Marche registra 38 µg/m³, Verona – Corso Milano 36, Brescia – Villaggio Sereno 35, Modena – Giardini 33, mentre diverse stazioni di Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia si collocano tra 29 e 32 µg/m³. Anche in questo caso il confronto con la soglia annuale raccomandata dall’OMS, pari a meno di 15 µg/m³, evidenzia una distanza molto ampia.
Il confronto con il 2025: molti indicatori peggiorano
Il confronto tra i primi cinque mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026 conferma che in molte stazioni il numero di superamenti è aumentato.
Per il PM10, Milano – Marche passa da 43 a 49 giorni oltre i 45 µg/m³, Modena – Giardini da 28 a 40, Milano – Pascal Città Studi da 21 a 36, Torino – Rebaudengo da 25 a 35, Venezia – Sacca Fisola da 24 a 35, Parma – Cittadella da 14 a 29.
Per il PM2,5, si osservano incrementi significativi in diverse stazioni: Torino – Rubino passa da 43 a 48 giorni oltre i 25 µg/m³, Modena – Parco Ferrari da 42 a 44, Parma – Cittadella da 35 a 42, Brescia – Tartaglia da 35 a 41, Bologna – Giardini Margherita da 24 a 34, Bologna – Porta San Felice da 21 a 30.
Per il biossido di azoto, il quadro è più articolato. Alcune stazioni mostrano un miglioramento rispetto al 2025, come Napoli – Ente Ferrovie, che passa da 76 a 43 giorni oltre i 50 µg/m³, o Genova – Corso Europa, da 58 a 35. Altre, però, peggiorano: Genova – Via Buozzi passa da 21 a 42, Milano – Marche da 23 a 24, Firenze – Lavagnini da 12 a 18, Bergamo – Garibaldi da 11 a 17, Torino – Rubino da 0 a 17.
Un problema sanitario prima che ambientale
I dati aggiornati a fine maggio indicano che molte città italiane non sono ancora sulla traiettoria necessaria per rispettare i nuovi standard europei del 2030. Il problema non riguarda solo il rispetto formale dei limiti, ma la tutela concreta della salute pubblica.
L’esposizione cronica a polveri sottili e biossido di azoto è associata a un aumento del rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, aggravamento dell’asma, tumori, ricoveri ospedalieri e mortalità prematura. Bambini, anziani, persone con patologie croniche e chi vive o lavora nelle aree più trafficate sono tra i gruppi più esposti.
Secondo ISDE Italia e le associazioni promotrici del monitoraggio, il ritardo delle città italiane impone un’accelerazione delle politiche di prevenzione: riduzione del traffico privato motorizzato, potenziamento del trasporto pubblico, elettrificazione delle flotte, sviluppo della mobilità attiva, limitazione delle emissioni da riscaldamento e interventi strutturali nelle aree urbane più esposte.
La qualità dell’aria resta una questione sanitaria urgente. I dati di maggio mostrano che attendere il 2030 per adeguarsi ai nuovi limiti europei significa lasciare milioni di persone esposte, ancora per anni, a livelli di inquinamento incompatibili con la piena tutela della salute.
Nota metodologica: i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio delle Agenzie regionali per la protezione ambientale sono soggetti a diversi livelli di validazione; i valori definitivi annuali possono quindi differire da quelli pubblicati quotidianamente.
MONITORAGGIO QUALITA’ DELL’ARIA 2026 – GRAFICI INTERATTIVI
- DATI RIEPILOGATIVI – PM10 – PM10 confr.25/26 – PM2,5 – PM2,5 confr.25/26 – NO2 – NO2 confr 25/26 – Medie – Superamenti
- PM10 – Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza
