Il report FAO-WMO Extreme Heat and Agriculture mostra che il caldo estremo è ormai una minaccia strutturale per i sistemi agroalimentari globali. Non si tratta più di eventi meteorologici isolati ma di un fattore sistemico capace di danneggiare colture, allevamenti, pesca, foreste e lavoro agricolo.
Le alte temperature riducono la fotosintesi, compromettono la fertilità delle piante e abbassano le rese di molte colture fondamentali. Negli animali da allevamento il caldo causa stress fisiologico, minore assunzione di cibo, maggiore fabbisogno idrico, riduzione della produzione di latte e peggioramento della qualità nutrizionale.
Anche gli ecosistemi acquatici sono colpiti, perché le ondate di calore marine riducono l’ossigeno disponibile e aumentano la mortalità dei pesci. Il danno agricolo si trasforma così in insicurezza alimentare, aumento dei prezzi, perdita di reddito rurale e maggiore vulnerabilità delle popolazioni già povere.
La fame non è quindi solo mancanza immediata di cibo ma il segno biologico di una crisi produttiva ed economica già in atto.
Il report riporta esempi concreti, come la riduzione del 25% del raccolto cerealicolo in Kirghizistan e perdite fino al 20% della resa della soia in Brasile. Uno degli aspetti più gravi riguarda i lavoratori agricoli, esposti direttamente al caldo e alla perdita di produttività.
FAO e WMO stimano circa mezzo trilione di ore di lavoro perse ogni anno a causa del caldo estremo. Anche attribuendo a ogni ora persa un valore economico molto basso, il danno annuo raggiunge centinaia di miliardi o trilioni di dollari. Questa monetizzazione resta scenariale e prudenziale, perché il report non assegna un valore monetario ufficiale alle ore perse. Il costo reale è probabilmente più alto, perché include anche raccolti mancati, danni agli allevamenti, perdita di stock ittici, costi sanitari e aumento dei prezzi alimentari.
Le strategie di adattamento, dagli allarmi precoci alla protezione sociale e alle colture più resilienti, sono necessarie ma insufficienti senza mitigazione climatica.In conclusione, il caldo estremo rende la fame una tragedia umanitaria e insieme una perdita economica misurabile, con possibili migrazioni climatiche sempre più vaste.
FAO, WMO. Extreme Heat and Agriculture. Rome and Geneva: Food and Agriculture Organization of the United Nations and World Meteorological Organization; 2026.
https://openknowledge.fao.org/handle/20.500.14283/cd7572en
Roberto Romizi
