È stata pubblicata su Environmental Science Europe una ricerca internazionale che accende i riflettori sugli effetti delle fragranze sulla salute e sulla qualità della vita.
Lo studio – Forced isolation by invisible barriers: international survey on the effects of fragrances on the quality of life – è firmato da Heide Wagner e Ursula Klaschka ed è disponibile in open access (Environ Sci Eur 38, 2 – 2026). La pubblicazione nasce da un ampio sondaggio online internazionale, attivo per sei mesi tra il 2024 e il 2025, che ha raccolto oltre 3.100 questionari da 48 Paesi.
A darne notizia è Donatella Stocchi, rappresentante di associazioni e comitati italiani per la Sensibilità Chimica Multipla.
Tra il 20% e il 35% della popolazione adulta riferisce disturbi
Indagini precedenti avevano già evidenziato che tra il 20% e il 35% della popolazione adulta sviluppa problemi di salute in relazione all’esposizione a fragranze. Lo studio richiama anche i dati pubblicati da Anne Steinemann su Air Quality and Atmospheric Health nel 2019, che documentavano una prevalenza internazionale significativa della sensibilità alle fragranze.
Il nuovo lavoro si concentra in modo specifico sulle persone che si dichiarano sensibili ai profumi, approfondendo sintomi, qualità della vita, impatto lavorativo e partecipazione sociale.
Sintomi multipli e spesso gravi
I partecipanti attribuiscono in media dieci sintomi diversi al contatto con le fragranze. I più frequenti riguardano:
- problemi cognitivi e difficoltà di concentrazione
- emicrania e mal di testa
- disturbi delle mucose e delle vie respiratorie
Tre quarti dei sintomi sono stati classificati come “piuttosto pronunciati” o “gravi”. L’inalazione risulta la principale via di esposizione e il 94% dei partecipanti riferisce reazioni anche a basse concentrazioni.
Oltre un terzo segnala episodi di collasso fisico; sono riportate anche reazioni anafilattiche, sintomi neurologici, crampi muscolari, disturbi visivi temporanei. Solo nel 6% dei casi i sintomi si esauriscono con la fine dell’esposizione: in circa un terzo dei casi durano più di un giorno, talvolta per una settimana o più.
Quasi l’80% convive con l’intolleranza da oltre cinque anni e molti riferiscono un peggioramento progressivo.
Isolamento sociale e perdita del lavoro
Oltre il 90% dei partecipanti dichiara che l’onnipresenza delle fragranze li costringe a ritirarsi dalla vita sociale in misura variabile; per oltre due terzi il ritiro è “molto forte” o quasi totale.
Tra il 40% e il 60% incontra difficoltà nelle attività quotidiane – trasporto pubblico, negozi, visite mediche – per il timore di esposizione. L’85% e il 79% giudicano rispettivamente “prevalentemente” o “generalmente” negativo l’impatto sull’accesso a studi medici e cliniche; il 91% di chi riceve assistenza domiciliare si sente danneggiato dall’uso di fragranze da parte degli operatori.
Sul piano occupazionale, oltre la metà ha cambiato lavoro a causa dell’esposizione e circa una persona su due dichiara di averlo perso. Molti riferiscono anche la perdita di relazioni sociali: amicizie (59%), colleghi (43%), familiari (36%), partner (17%).
Ambienti non accessibili e assenza di politiche chiare
La maggioranza degli intervistati non è a conoscenza di normative che vietino o limitino l’uso di fragranze in edifici pubblici, scuole o luoghi di lavoro. Solo il 4% afferma di non avere problemi a soggiornare in hotel.
Il concetto di accessibilità, sottolineano gli autori, dovrebbe includere anche ambienti privi di fragranze. Politiche “fragrance-free” sono state incoraggiate, ad esempio, dall’American Medical Association, che invita strutture sanitarie e agenzie governative a promuovere l’uso di prodotti senza profumazioni.
Un mercato in crescita
Secondo il rapporto 2023 dell’Industrieverband Körperpflege- und Waschmittel, il mercato tedesco delle fragranze è cresciuto in media del 15,3% annuo tra il 2018 e il 2023. Parallelamente, circa il 65% degli intervistati percepisce un aumento nell’uso di profumazioni negli ambienti di vita e di lavoro.
Una questione di salute pubblica
Lo studio conclude che l’uso diffuso di fragranze non può essere considerato soltanto una scelta personale: contribuisce all’inquinamento dell’aria indoor e può avere effetti significativi su una quota non trascurabile della popolazione.
Per le persone con Sensibilità Chimica Multipla e altre condizioni correlate, l’esposizione comporta non solo sintomi fisici ma anche isolamento sociale, difficoltà lavorative e riduzione drastica della qualità della vita.
Gli autori chiedono maggiore consapevolezza, etichettatura chiara dei prodotti, politiche di tutela negli ambienti pubblici e sanitari e un rafforzamento delle misure di supporto.
