L’iniziativa promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino per la formazione dei Medici Sentinella per l’Ambiente (MSA) rappresenta un’esperienza particolarmente significativa e un’opportunità per rilanciare su scala nazionale il ruolo dei medici nella relazione tra ambiente e salute.
Il valore dell’esperienza torinese non risiede soltanto nell’attività formativa. La scelta di un Ordine provinciale di investire sul Medico Sentinella indica infatti la possibilità di tradurre in pratica un principio ormai imprescindibile: il medico, soprattutto quando opera in stretto rapporto con il territorio, non può limitarsi alla diagnosi e alla cura della malattia individuale, ma deve essere in grado di riconoscere i determinanti ambientali e sociali della salute e contribuire alla prevenzione primaria.
Torino può quindi rappresentare un laboratorio dal quale ripartire, mettendo in relazione formazione professionale, osservazione del territorio, epidemiologia, prevenzione e partecipazione delle comunità.
È questa anche l’occasione per recuperare e sviluppare il patrimonio di esperienze maturato in oltre trent’anni e per dare nuovo impulso alla collaborazione tra ISDE Italia, FNOMCeO e Ordini provinciali, coinvolgendo istituzioni sanitarie e ambientali, ricerca e comunità locali.
Medico per l’Ambiente, Medico Sentinella e RIMSA
È utile chiarire la distinzione e, nello stesso tempo, la stretta relazione tra questi concetti.
Il Medico per l’Ambiente è una figura professionale e culturale ampia, che integra nella propria pratica la consapevolezza dell’interdipendenza tra ambiente, ecosistemi, condizioni sociali e salute umana. Riconosce il peso dei determinanti ambientali sulla salute, individua e analizza le criticità, intercetta anche segnali deboli ed emergenti e contribuisce a segnalarne tempestivamente i rischi.
È un medico che assume un ruolo proattivo, promuovendo prevenzione primaria e advocacy a tutela della salute e dell’ambiente, anche nel rapporto con le istituzioni e, quando necessario, nelle altre sedi previste dall’ordinamento.
Il Medico Sentinella per l’Ambiente svolge, all’interno di questa visione, una funzione più specifica: osserva sistematicamente la popolazione assistita e il territorio, riconosce segnali meritevoli di approfondimento, contribuisce alla conoscenza epidemiologica e favorisce il collegamento tra cittadini, servizi, istituzioni e ricerca.
Le reti dei Medici Sentinella danno a questa funzione continuità, metodo e capacità di produrre conoscenza condivisa.
La Rete Italiana Medici Sentinella per l’Ambiente (RIMSA) costituisce una specifica esperienza nazionale sviluppata nel percorso promosso da ISDE Italia e FNOMCeO, insieme ad altri soggetti istituzionali e scientifici.
RIMSA non esaurisce quindi né il modello dei Medici Sentinella né, tantomeno, l’azione più ampia dei Medici per l’Ambiente. Rappresenta piuttosto uno strumento attraverso il quale competenze, esperienze e capacità di osservazione dei professionisti possono tradursi in pratiche organizzate di sorveglianza, prevenzione, partecipazione e produzione condivisa di conoscenza.
Il Medico Sentinella nell’epidemiologia partecipata
Il ruolo del Medico Sentinella assume oggi particolare rilievo nell’epidemiologia partecipata e nell’approccio One Health.
Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, grazie alla continuità del rapporto con gli assistiti e alla conoscenza del territorio, dispongono di un punto di osservazione privilegiato sulle relazioni tra salute e ambiente. Sintomi ricorrenti, cambiamenti nel profilo di salute, preoccupazioni espresse dai cittadini, pressioni ambientali locali e informazioni cliniche possono contribuire a formulare domande di ricerca e a individuare segnali da approfondire.
Il Medico Sentinella può diventare così una cerniera tra osservazione clinica, territorio e produzione partecipata di conoscenza, mettendo in relazione cittadini, servizi sanitari e ambientali, istituzioni e ricercatori.
Questa funzione è particolarmente importante nei territori sottoposti a pressioni ambientali multiple o caratterizzati da una lunga storia di esposizioni. L’osservazione clinica non sostituisce la sorveglianza epidemiologica strutturata, ma può integrarla, orientando gli approfondimenti e contribuendo all’interpretazione dei risultati.
Perché questo avvenga sono necessari formazione, protocolli condivisi, strumenti adeguati di raccolta dei dati e, soprattutto, una relazione stabile tra professionisti del territorio, Ordini, strutture del Servizio sanitario, sistema delle agenzie ambientali e istituzioni scientifiche.
Un percorso che viene da lontano
L’esperienza torinese si inserisce in un percorso che ha radici profonde.
ISDE Italia promuove da oltre trent’anni il coinvolgimento dei medici nella sorveglianza dei problemi ambiente-salute, nella prevenzione primaria, nella comunicazione del rischio, nella costruzione di reti territoriali e nelle attività di advocacy.
Già nel 1992 ISDE organizzò con WONCA, a Cortona, il First International Workshop on The Role of the General Practitioner in the Protection of the Environment e realizzò una “Cartella Medica per Medici Generali orientata per problemi ambientali”.
Nel 1995, un progetto finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Progetto Città Sane/OMS di Arezzo sulla patologia respiratoria mise esplicitamente in evidenza il “ruolo di sentinella del Medico di Medicina Generale”. Nel 1997 ISDE promosse il progetto Il Medico per l’Ambiente, patrocinato da FNOMM, OMS e UNESCO e rivolto specificamente ai MMG, valorizzandone il ruolo di riferimento della comunità.
Tra il 2000 e il 2001 prese forma anche l’esperienza di una rete nazionale: il progetto fu presentato in WONCA News come Establishment of the Italian Network of General Practitioners for the Environment e il 7 aprile 2001 ISDE, insieme a società scientifiche della medicina generale, promosse la RIMFA – Rete Italiana dei Medici di Famiglia per l’Ambiente. Nel dicembre 2003 ISDE e ARPA Piemonte dedicarono una giornata specificamente alle “reti di medici sentinella”.
Negli anni successivi il percorso proseguì attraverso attività formative, sperimentazioni e collaborazioni istituzionali: il workshop nazionale sulle reti sentinella nel 2010, il corso per MMG “Scenari futuri: MMG medici sentinella” nel 2012, la formazione-azione salute-ambiente con ISS nel periodo 2011-2013 e il workshop nazionale ISDE del 2014 “Oltre i medici sentinella. Dall’azione di sorveglianza e monitoraggio a quella di advocacy”.
Nello stesso anno si tenne il convegno europeo “Medici Sentinella per l’Ambiente a tutela della salute dei cittadini”, promosso dall’Ordine di Udine e da FNOMCeO; nel 2016 il concetto fu ripreso nell’iniziativa dedicata alla diossina di Seveso.
Un passaggio importante avvenne il 30 maggio 2017 presso FNOMCeO, con il primo incontro organizzativo del gruppo di lavoro finalizzato a realizzare “un percorso formativo per la creazione della Rete Italiana di Medici Sentinella per l’Ambiente (RIMSA)”. L’iniziativa si collocava nel progetto sulla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici secondo la visione Planetary Health e coinvolgeva, con ruoli diversi, ISS, FNOMCeO e ISDE.
Questa storia mostra come l’idea del Medico Sentinella non appartenga a una singola iniziativa o istituzione, ma costituisca un patrimonio costruito nel tempo attraverso esperienze professionali, scientifiche e istituzionali diverse. ISDE ha avuto un ruolo storico fondamentale nell’elaborazione e nella sperimentazione del modello; FNOMCeO e gli Ordini possono conferirgli forza istituzionale, diffusione e continuità nel sistema professionale.
Torino come laboratorio di una nuova fase nazionale
È proprio in questa prospettiva che l’esperienza promossa dall’Ordine dei Medici di Torino assume oggi un significato che va oltre la dimensione locale.
Torino dimostra che esistono interesse, competenze e disponibilità professionali per riportare il Medico Sentinella dentro la pratica concreta e per costruire percorsi formativi capaci di collegare ambiente, territorio e salute.
L’obiettivo dovrebbe ora essere quello di accompagnare e valutare questa esperienza, comprenderne punti di forza e criticità e favorirne il collegamento con iniziative analoghe, affinché possa contribuire alla costruzione di un modello nazionale condiviso.
Non si tratta di riproporre semplicemente RIMSA nella sua configurazione originaria. Occorre piuttosto valorizzarne l’esperienza e aprire una fase nuova, adeguata alla crisi climatica e alla crescente complessità delle relazioni tra ambiente e salute.
Inquinamento atmosferico, contaminazione da PFAS, plastiche e microplastiche, interferenti endocrini, cambiamenti climatici e disuguaglianze ambientali richiedono strumenti di osservazione territoriale sempre più integrati. One Health, Planetary Health ed epidemiologia partecipata forniscono oggi una cornice più ampia nella quale sviluppare ulteriormente l’esperienza dei Medici Sentinella.
Una responsabilità condivisa tra ISDE, FNOMCeO e territori
La nuova fase potrebbe fondarsi su una collaborazione strutturata nella quale le diverse componenti mettano a disposizione le proprie specificità.
ISDE può offrire il patrimonio scientifico e culturale costruito in oltre trent’anni di attività su ambiente e salute, la propria esperienza nella formazione, nella prevenzione primaria, nell’advocacy e nel rapporto con territori e comunità.
FNOMCeO può svolgere una funzione decisiva nel dare al progetto dimensione nazionale, continuità istituzionale e capacità di coinvolgimento del sistema ordinistico.
Gli Ordini provinciali – come mostra oggi l’esperienza di Torino – possono rappresentare i luoghi nei quali questa collaborazione prende concretamente forma, coinvolgendo MMG, PLS, professionisti ospedalieri, Dipartimenti di prevenzione, ARPA, servizi veterinari, università, enti di ricerca e comunità locali.
È precisamente dalla complementarità di questi ruoli che può nascere una rete più forte.
Formazione e azione dovrebbero procedere insieme: conoscenza dei determinanti ambientali e degli strumenti epidemiologici, lettura del territorio, protocolli condivisi, raccolta e interpretazione dei segnali, collaborazione istituzionale, comunicazione del rischio, partecipazione delle comunità e promozione della prevenzione primaria.
ISDE Italia è disponibile a contribuire pienamente a questo percorso, mettendo a disposizione conoscenze, competenze, esperienze e relazioni costruite negli anni e promuovendo un confronto operativo con FNOMCeO, Ordini, istituzioni, ricerca e comunità.
Rafforzare la rete dei Medici Sentinella significa infatti rafforzare l’intero sistema ambiente-salute: renderlo più capace di ascoltare i territori, riconoscere precocemente i segnali, produrre conoscenza condivisa e, soprattutto, tradurla in prevenzione primaria e tutela della salute.
Fabrizio Bianchi, Membro Comitato Scientifico ISDE Italia
Agostino Di Ciaula, Presidente Comitato Scientifico ISDE Italia
Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia
