Skip to main content

Di Antonio Marfella

Sin dalla prima notte in cui tramite internet Padre Maurizio Patriciello chiese compagnia ed aiuto ai suoi concittadini la sua domanda era: “ma la sentite pure voi questa puzza insopportabile che mi impedisce di respirare e di dormire?” .  In numerosi convegni ha ribadito più volte che lui di roghi veri ne ha visti in fondo pochi, mentre di puzze immense e insopportabili ne ha sentito quasi tutte le notti a Caivano e in tutta la Terra dei Fuochi da lui visitata.

Ancora, le invincibili “Mamme Vulcaniche” che hanno combattuto e vinto contro la apertura della maxi discarica di Terzigno hanno combattuto molto più e meglio di autentici gladiatori romani perché’ erano spinte in maniera incoercibile da una terribile puzza chimica che, puntuale ogni giorno a ore 17, si spandeva per  tutta la piana circostante il versante sud est del Vesuvio, appunto Terzigno Boscoreale Boscotrecase Torre Annunziata sino a Torre del Greco. E quando sono stati chiamato a difenderle in giudizio perché’, a parere di chi le aveva denunciate, avevano protestato troppo, la mia testimonianza che le ha fatte assolvere fu proprio che, per difendere i propri figli contro quella terribile puzza, che avevano sentito pure i Magistrati, la protesta comunque civile e non violenta delle Mamme Vulcaniche era proprio il minimo sindacale biologicamente dovuto.

Ebbene, ancora oggi 15 settembre 2026 Caivano viene oltraggiata e ferita da una terribile puzza chimica che almeno in questo caso ha una individuata origine industriale , anche se non ancora ben spiegata.

Ancora, a  Giugliano , in questa estate 2026, nel caldo eccezionale che già  faceva respirare male, i cittadini sono stati massacrati da puzze a origine non ancora identificata , anche se i Comitati locali come Kosmos composti pure da Ricercatori Universitari, hanno già identificato varie attività produttive da cui possono provenire tali puzze micidiali, ma il Sindaco non ha libero potere di ispezionare queste proprietà private, e per scelta di Statuto, non lo può fare neanche L’ARPA Campania che addirittura ha assunto e pagato cittadini come “odorimetri” per cercare di capire di che puzza si tratti.

Una tale concentrazione di puzze sta letteralmente brutalizzando e deprimendo al massimo i cittadini campani residenti nella ancor oggi definita terra dei Fuochi fino a spingerli a precise intenzioni di evacuazione spontanea come non accade persino ai cittadini che convivono con le famose, antiche e naturali potentissime puzze sulfuree dell’adiacente territorio dei campi flegrei.

Perche’ la puzza genera reazioni così incoercibili ed immediate ?

Il significato sanitario e biologico più profondo delle “puzze” (i cattivi odori) affonda le radici nella nostra evoluzione e sopravvivenza. Il nostro sistema olfattivo è direttamente collegato al sistema limbico e all’amigdala, le aree del cervello che gestiscono le emozioni primordiali come il disgusto e la paura, bypassando completamente  il pensiero logico.

Nel corso di milioni di anni di evoluzione di tutte le forme di vita, il disgusto per i cattivi odori biologici (feci, urina, decomposizione, cibo marcio) ha svolto un ruolo sanitario fondamentale: un salvavita immunitario ed epidemiologico.

L’odore di putrefazione o di feci segnalava la presenza di batteri letali, parassiti e virus. Chi provava repulsione evitava il contatto e sopravviveva; chi non la provava si ammalava. 

I recettori per i composti solforati (le uova marce) o l’ammoniaca indicavano che il cibo era andato a male e conteneva tossine . La caratteristica puzza di “uova marce” propria della Solfatara dei Campi Flegrei è stata la caratteristica naturale di una potente e ricca città romana chiamata appunto Pozzuoli ma con la saggezza e la capacità di vivere in armonia con la Natura persino nel territorio più vulcanico del mondo, i Romani non solo hanno costruito e reso prospera una città di commerci mediterranei come Pozzuoli ma addirittura hanno compreso come con le ceneri vulcaniche proprie dei fanghi della Solfatara potevano tranne un composto cementificante (pozzolana) che solo da pochi anni si è riusciti a comprendere come sia stato il segreto alla base della solidità di tutte le costruzioni romane che hanno sfidato con successo non i secoli ma i millenni.

Le puzze oggi: dalle biologiche alle chimiche

Oggi lo scenario è cambiato. Spesso non siamo esposti a odori biologici, ma a molecole chimiche industriali, gas di scarico, solventi o emissioni da impianti di smaltimento. Il nostro cervello chimico-recettoriale reagisce a queste nuove sostanze usando lo stesso identico codice di allarme ancestrale. Quando sentiamo l’odore acre della plastica bruciata o i miasmi di una fabbrica, il corpo attiva istantaneamente una risposta di stress e allerta psicofisica, perché interpreta quell’odore estraneo o pungente come una potenziale minaccia alla vita.

Perché le autorità o gli esperti spesso dicono che le puzze  “non fanno male”?  La frequente affermazione secondo cui un cattivo odore industriale o urbano “non fa male” genera molta confusione e rabbia. Scientificamente, questa affermazione si basa su una distinzione tossicologica precisa, che però ignora il benessere complessivo della persona.

Esiste infatti una soglia olfattiva vs una soglia tossica: Il naso umano è un rilevatore ancora incredibilmente sensibile, capace di percepire alcune molecole (come i mercaptani o l’idrogeno solforato) a concentrazioni bassissime, persino di poche parti per miliardo (ppb).

A quei livelli infinitesimali, la sostanza chimica attiva comunque i recettori del naso (creando la puzza) ma non è presente in quantità sufficiente da causare un avvelenamento o un danno biologico diretto ai tessuti degli organi. “Odorigeno” quindi non significa sempre “Tossico”. Come spiegato da esperti in conferenze sulla salute ambientale, una sostanza odorigena non è necessariamente tossica, così come una sostanza tossica non è necessariamente odorigena (si pensi al monossido di carbonio, che è letale ma del tutto inodore)

Quindi dire che una puzza “non fa male” e’  una mezza verità. Di mezze verità a vantaggio solo di criminali e imprenditori ecomafiosi i cittadini campani ne hanno ricevute troppe in questi ultimi decenni per continuare a subirle senza grande e giustificata rabbia!

 L’inquinamento olfattivo fa comunque male! Dire che un odore non è tossico non significa che non abbia effetti sulla salute. La prolungata esposizione a molestie olfattive causa quello che la medicina definisce inquinamento olfattivo. Anche se la molecola non avvelena le cellule, lo stress cronico di respirare aria maleodorante provoca: Ansia, mal di testa e nausea indotta. Disturbi del sonno e stress psicofisico continuo. Difficoltà respiratorie riflesse (come la broncocostrizione da irritazione delle mucose). Disturbi ancora difficili da classificare come la Sensibilità chimica multipla (MCS) che è una condizione cronica in cui l’esposizione a bassissime dosi di sostanze chimiche anche comuni scatena reazioni fisiche anche gravi, ecc.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non solo come assenza di malattia: da questo punto di vista, le puzze chimiche persistenti minano a tutti gli effetti la salute delle persone. In Campania tra inestinguibili roghi prima di rifiuti a bordo strada, oggi di depositi, impianti e siti di stoccaggio e puzze continue, persistenti ed opprimenti nella prima estate più calda del Pianeta per la eccezionale crisi climatica che stiamo già vivendo è diventato veramente intollerabile. Da Campania Felix siamo diventati prima Campania infelix ed ora Campania puteolana, tutta, non soltanto che vive nei Campi Flegrei !