C’è tempo fino al 30 settembre per partecipare alla 14ª edizione di “Climate ChanCe”, il concorso internazionale di comunicazione e creatività dedicato alla crisi climatica. ISDE Italia è tra i patrocinatori dell’iniziativa. Dopo un’estate che ha mostrato con particolare evidenza gli effetti del caldo sulla salute, il concorso può essere anche un’occasione per raccogliere testimonianze ed esperienze di medici e operatori sanitari.
L’estate 2026 sta rendendo sempre più difficile considerare il caldo estremo soltanto come un problema meteorologico. In Europa le temperature elevate hanno avuto conseguenze concrete sulla vita quotidiana, sulla salute delle persone e sull’attività dei servizi sanitari.
Copernicus ha rilevato che giugno e luglio 2026, considerati insieme, sono stati i più caldi mai registrati nell’Europa occidentale almeno dal 1979, con una temperatura media di 2,79 °C superiore alla media 1991-2020. Anche parti dell’Italia settentrionale hanno registrato valori record.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato esplicitamente del caldo come di una crisi ricorrente di salute pubblica. A metà luglio, sulla base dei primi dati disponibili in cinque Paesi europei, WHO Europe indicava già quasi 10.000 decessi in eccesso associati al caldo nel corso dell’estate. Durante le ondate di calore sono inoltre aumentate le richieste ai servizi di emergenza e la pressione sulle strutture sanitarie.
Sono soprattutto anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche, donne in gravidanza, lavoratori all’aperto e persone socialmente più fragili a risentirne. Il caldo può provocare direttamente disidratazione, esaurimento e colpo di calore, ma soprattutto aggravare patologie cardiovascolari, respiratorie, renali e altre condizioni preesistenti.
Il “polso” della crisi climatica negli ambulatori e negli ospedali
È anche per questo che la nuova edizione di Climate ChanCe può assumere un significato particolare per il mondo medico e sanitario.
Medici di medicina generale, pediatri, operatori dei pronto soccorso, specialisti, infermieri e professionisti della prevenzione sono infatti tra coloro che possono osservare più direttamente gli effetti delle temperature estreme sulla popolazione: dalle riacutizzazioni delle malattie croniche alle difficoltà degli anziani soli, dai problemi legati al lavoro sotto il sole alle conseguenze delle notti tropicali, che impediscono all’organismo di recuperare.
Raccontare queste esperienze può contribuire a rendere visibile una dimensione della crisi climatica che spesso rimane nascosta dietro le medie delle temperature e i record meteorologici: quella delle persone e della loro salute.
Un concorso per raccontare la crisi climatica
“Climate ChanCe”, giunto alla quattordicesima edizione, è organizzato da Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia ed Europe Direct Venezia Veneto. Tra i patrocinatori figurano Fondazione CMCC, WWF Italia, Legambiente e ISDE Italia – Medici per l’Ambiente.
L’obiettivo è valorizzare opere e progetti capaci di comunicare in modo efficace la crisi climatica e le sue conseguenze ambientali e sociali, richiamando l’urgenza delle politiche di mitigazione e adattamento indicate dalla comunità scientifica internazionale.
Il concorso lascia grande libertà di linguaggi. Possono essere presentati articoli, interviste, reportage, testimonianze, diari, racconti, poesie, lettere, blog e altri testi, ma anche fotografie, video, opere artistiche, progetti multimediali, performance e iniziative di climate action. Sono previste sia una sezione per opere e progetti inediti sia una per opere già pubblicate o realizzate.
Proprio questa apertura rende possibile anche la partecipazione di chi non si considera uno scrittore o un artista professionista ma possiede un’esperienza significativa da raccontare.
Dal caldo estremo alle disuguaglianze
Tra i temi ai quali l’edizione 2026 dedica un’attenzione particolare figurano le inchieste sugli effetti degli eventi meteorologici estremi e le testimonianze dei loro protagonisti e delle vittime, le esperienze di adattamento sociale e ambientale, le responsabilità di cittadini e istituzioni, la mobilità, le disuguaglianze e il ruolo dell’Europa, continente che si sta riscaldando più rapidamente della media globale.
È un quadro nel quale salute e cambiamento climatico potrebbero trovare uno spazio ancora maggiore. L’esperienza dell’estate appena vissuta offre numerose storie possibili: che cosa è successo negli ambulatori durante le giornate più calde? Quali persone hanno avuto maggiori difficoltà? Quanto incidono abitazioni surriscaldate, solitudine, povertà energetica e condizioni di lavoro? Quanto sono preparate città e servizi sanitari ad affrontare estati destinate a diventare sempre più calde?
Domande alle quali proprio medici e professionisti sanitari potrebbero contribuire a dare una risposta attraverso testimonianze, articoli, interviste o altri linguaggi creativi.
Candidature entro il 30 settembre
Il concorso è aperto ad autori e proponenti di qualsiasi nazionalità. Le candidature devono essere inviate entro le ore 24 del 30 settembre 2026 all’indirizzo concorso@cut.it. I risultati saranno comunicati nel mese di novembre.
Il 26 novembre 2026 è previsto all’Ateneo Veneto di Venezia un evento pubblico dedicato ai risultati, con letture, videoproiezioni ed esposizione delle opere candidate e con la partecipazione del climatologo Luca Mercalli e di altri esperti del mondo scientifico e culturale.
Dopo un’estate nella quale il cambiamento climatico è entrato ancora una volta nelle case, nei luoghi di lavoro, negli ospedali e negli ambulatori, raccontarne gli effetti sulla salute può essere esso stesso uno strumento di prevenzione e consapevolezza. Ed è anche questo il contributo che il mondo medico può portare a Climate ChanCe 2026.
