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Il 23 maggio 2026 a Milano, presso la Santeria di viale Toscana, la restituzione del progetto realizzato con la Scuola Cova: due anni di lavoro tra ambiente, salute, teatro, psicodramma, scoperta del fiume Olona e partecipazione.

Il clima, la salute, la consapevolezza ambientale e la cura del territorio sono andati in scena il 23 maggio 2026 a Milano, presso la Santeria di viale Toscana, in occasione del Festival Clima Creativo, l’evento finale promosso da Fondazione Cariplo per restituire i percorsi realizzati nell’ambito del bando Clima Creativo.

Tra le esperienze presentate anche Linfa Vitale – Cura, cultura, comunità climatica, progetto realizzato grazie alla collaborazione tra ISDE – Medici per l’Ambiente, capofila del percorso, Cooperativa Coesa, Chorós Teatro e la Scuola Cova – Centro di Formazione Professionale di Milano.

Per due anni Linfa Vitale ha coinvolto studenti, studentesse, docenti, operatori e partner in un percorso dedicato al rapporto tra ambiente, salute, cambiamento climatico, creatività e partecipazione. Al centro del lavoro c’è stato il territorio intorno alla scuola e, in particolare, il fiume Olona, presente a poche centinaia di metri dall’istituto ma spesso invisibile, perché in parte interrato e nascosto nel tessuto urbano.

Per alcuni ragazzi e ragazze, il progetto è stato anche la prima vera occasione per scoprire il fiume vicino alla scuola: un corso d’acqua che attraversa il territorio, ma che nella vita quotidiana rischia di restare fuori dallo sguardo. La scoperta del punto in cui l’Olona viene interrato ha permesso di interrogarsi sul rapporto tra città, ambiente, memoria e salute, trasformando un luogo apparentemente marginale in uno spazio di apprendimento.

Come ISDE, il contributo specifico ha riguardato il rapporto tra ambiente e salute, l’impronta ecologica, il cambiamento climatico e l’importanza delle azioni quotidiane, individuali e collettive, per contribuire a trasformare la realtà. Anche lo spostamento di una delle uscite didattiche a causa dell’alluvione che ha colpito Milano ha reso evidente quanto la crisi climatica non sia un tema lontano, ma una realtà che entra nella vita delle scuole, delle città e delle comunità.

Il percorso ha alternato incontri in aula, laboratori creativi, attività di scrittura, psicodramma, teatro, documentazione fotografica e video, uscite esplorative nel quartiere e lungo l’Olona. Tra le esperienze più significative anche l’uscita sul Naviglio con la Dragon Boat, resa possibile grazie alla collaborazione con Simone Lunghi, l’“Angelo dei Navigli”. L’esperienza ha permesso ai ragazzi e alle ragazze di vivere l’acqua non solo come tema di riflessione, ma come esperienza fisica e collettiva: remare insieme, seguire un ritmo comune, coordinarsi e sperimentare concretamente il valore dell’azione condivisa.

Un’altra tappa importante si è svolta il 13 aprile, con l’uscita didattica lungo l’Olona e la scoperta della diga di Gurone, in collaborazione con Legambiente Varese. L’esperienza ha ampliato lo sguardo dal tratto urbano vicino alla scuola al sistema più ampio del fiume e del territorio che attraversa. L’Olona è stato così osservato non solo come corso d’acqua nascosto o interrato, ma come elemento vivo del paesaggio, della storia ambientale e della comunità.

Il 23 aprile, presso la Scuola Cova, il percorso scolastico si è concluso con la restituzione “Solcando il fiume della cura – Non esiste cura collettiva senza cura individuale”. La giornata ha assunto la forma di una mostra-performance itinerante negli spazi della scuola, dal prato all’ingresso fino al piazzale sul retro, intrecciando immagini, parole, corpo, teatro e riflessioni prodotte dagli studenti.

Durante le settimane precedenti, ragazze e ragazzi avevano lavorato in gruppi, secondo inclinazioni e competenze diverse: c’è chi si è occupato della creazione grafica e delle locandine, chi della produzione di materiali fotografici e video, chi della selezione e ricomposizione di parole, poesie, pensieri e racconti emersi durante gli incontri, e chi ha scritto e messo in scena una breve performance.

Il lavoro teatrale e performativo, curato da Chorós Teatro con Gaia Barili, Nicholas De Alcubierre, Giada Fossà e Leonardo Larini, ha dialogato con il percorso di psicologia di comunità e psicodramma condotto da Diana Cristofaro per Cooperativa Coesa. Attraverso una corda rossa, già utilizzata come elemento simbolico negli incontri di psicodramma, la performance ha guidato studenti e docenti in un percorso collettivo tra mostra fotografica, parole e azioni sceniche.

Il riferimento al Filottete di Sofocle — eroe sfruttato per le sue capacità di arciere e poi abbandonato quando resta ferito — è stato messo in parallelo con la storia dell’Olona: utilizzato per le sue acque, poi inquinato, tombinato e dimenticato. Da qui è nata una riflessione condivisa sul tema della ferita e della cura, sia ambientale sia personale e collettiva.

Anche le classi terze, pur non avendo seguito tutte le tappe del percorso, hanno portato il loro contributo come coro, attraverso l’incitazione “Go oh!”, richiamo all’urlo che dava il ritmo al remare insieme durante l’esperienza in Dragon Boat. Quel coro ha dato avvio all’azione performativa e ha accompagnato il deposito di parole, impressioni e immagini sul grande foglio allestito nel punto finale del percorso.

A completare la restituzione, anche il video “Solcando il fiume della cura”, realizzato e montato dai ragazzi e dalle ragazze, che ha raccolto immagini, momenti e tracce del percorso. Un lavoro che restituisce il loro sguardo sull’esperienza e mostra come il progetto sia stato anche occasione di espressione, documentazione e racconto.

Al Festival Clima Creativo, Linfa Vitale è stato quindi restituito come un percorso corale: non solo una sequenza di attività, ma un’esperienza condivisa in cui competenze scientifiche, educative, psicologiche, teatrali e territoriali si sono intrecciate. Alla restituzione ha partecipato anche Simona Carlevarini, coordinatrice della Scuola Cova, che ha accompagnato il percorso insieme ai docenti e ai partner coinvolti.

Nel corso della restituzione, tra le parole scelte dai ragazzi sono emerse unione e possibilità di partecipazione: due espressioni che raccontano bene il cuore del progetto. Unione tra scuola, partner, studenti, operatori e territorio. Possibilità di partecipazione come consapevolezza che anche le azioni dei singoli e dei gruppi possono contribuire a cambiare lo sguardo e la realtà.

Per la Scuola Cova resta una pratica educativa concreta: uscire dall’aula, osservare il quartiere, riconoscere il territorio come luogo vivo e trasformarlo in spazio di apprendimento. Per il territorio resta uno sguardo più attento sull’Olona e sul rapporto tra città, ambiente e salute. Per il partenariato resta la conferma che percorsi educativi complessi possono nascere dall’incontro tra saperi diversi e dalla capacità di costruire relazioni.

Un pensiero particolare va anche al dott. Paolo Crosignani, che ha portato nel progetto lo sguardo scientifico e civile di ISDE sul legame tra esposizioni ambientali, salute pubblica e responsabilità verso i territori.

Linfa Vitale ha mostrato che parlare di clima non significa solo trasmettere informazioni, ma costruire esperienze. Significa permettere a studenti e studentesse di attraversare i luoghi, scoprirli anche per la prima volta, leggerli, interpretarli e trasformarli in racconto, gesto, azione collettiva.

Perché la cura dell’ambiente non è separata dalla cura delle persone. E perché ogni cambiamento, anche il più grande, comincia dalla capacità di riconoscere ciò che ci sta vicino.