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ISDE Italia tra i patrocinatori scientifici del 10th Chianti Topics. Salute umana, biodiversità, astronomia, qualità dell’illuminazione e tutela della notte al centro dell’incontro. Abstract entro il 14 settembre 2026

“Solo stelle nel cielo. Illuminare meglio. Proteggere la notte. Ritrovare il cielo” è il titolo del Convegno nazionale sull’inquinamento luminoso che si terrà dal 7 al 9 ottobre 2026 all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, a Barberino Tavarnelle (Firenze), nell’ambito del 10th Chianti Topics.

L’appuntamento si propone come un’importante occasione nazionale di confronto interdisciplinare su un fenomeno che non riguarda soltanto la possibilità di osservare le stelle, ma coinvolge salute umana, ritmi circadiani, biodiversità ed ecosistemi, consumo energetico, qualità dell’ambiente urbano e patrimonio scientifico e culturale rappresentato dal cielo notturno.

ISDE Italia – Medici per l’Ambiente è tra i patrocinatori scientifici del Congresso, confermando l’attenzione dell’Associazione verso gli effetti che l’alterazione artificiale del ciclo naturale luce-buio può determinare sulla salute e più complessivamente sull’equilibrio tra esseri umani e ambiente.

Stando ai dati satellitari, l’Italia è uno dei paesi al mondo con più alto livello di inquinamento luminoso sul territorio: https://www.lightpollutionmap.info/.

Call for Abstract: proposte entro il 14 settembre

È aperta la Call for Abstract rivolta a ricercatori, studiosi e professionisti interessati a contribuire ai lavori del convegno. La scadenza per la presentazione degli abstract è fissata al 14 settembre 2026.

Informazioni, modalità di partecipazione e aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito dei Chianti Topics.

L’obiettivo non è soltanto fare il punto sulle conoscenze scientifiche disponibili, ma favorire il dialogo tra discipline diverse e, soprattutto, individuare azioni concrete per prevenire e ridurre l’inquinamento luminoso, promuovendo sistemi di illuminazione capaci di rispondere alle effettive necessità delle comunità senza compromettere salute, ambiente e qualità del cielo notturno.

ISDE: luce artificiale, salute e ritmi circadiani

Un contributo specificamente dedicato alla salute sarà affidato a Rocco Santarone, referente nazionale ISDE Italia per la Cronobiologia e l’Inquinamento luminoso e componente del Scientific Organizing Committee (SOC) del convegno.

Santarone affronterà gli effetti della luce artificiale sulla salute umana e sui ritmi circadiani in un’ottica di Planetary Health, mettendo quindi in relazione la salute delle persone con quella degli ecosistemi e dell’ambiente nel quale vivono.

La luce rappresenta infatti uno dei principali segnali ambientali attraverso cui l’organismo sincronizza i propri ritmi biologici con l’alternanza naturale tra giorno e notte. Per questo l’esposizione alla luce artificiale nelle ore notturne è diventata un tema di crescente interesse per la ricerca sulla cronobiologia, sul sonno e sulla salute.

Si tratta di temi già affrontati da Santarone nel convegno “Mappe di Luce. Esplorazioni Geografiche del Cielo e della Terra. Nuove sfide per contrastare l’inquinamento luminoso, a tutela della notte”, svoltosi il 23 febbraio 2026 presso la Società Geografica Italiana a Roma. In quell’occasione il confronto aveva coinvolto biologia umana e animale, ecologia e biodiversità, astronomia, illuminotecnica e altri ambiti scientifici. Il programma pubblicato dall’Università di Pisa documenta questo approccio fortemente interdisciplinare.

Il Chianti Topics di ottobre intende proseguire lungo questa strada, cercando anche il confronto con le amministrazioni locali, chiamate a svolgere un ruolo essenziale attraverso la pianificazione e la regolamentazione dell’illuminazione pubblica.

Da Maisa Rojas a Fabio Falchi: un confronto multidisciplinare

Particolarmente significativa è l’annunciata partecipazione di Maisa Rojas, climatologa cilena, già Ministra dell’Ambiente del Cile dal 2022 al 2026 e coordinatrice scientifica della COP25.

Sarà presente il professor Andrea Ungar in qualità di direttore della scuola di specializzazione in Geriatria dell’Università di Firenze, e Past president della società italiana di Geriatria. La sua presenza suggella un accordo, primo esempio in Italia, fra le facoltà di medicina e quella di fisica per iniziative comuni contro l’inquinamento luminoso, accordo proposto dall’associazione Amici ed osservatorio polifunzionale dei Chianti, nella persona del Presidente, Roberto Comi.

Tra le figure coinvolte nel convegno figurano inoltre, secondo le informazioni finora disponibili, Laura Bellia, Università degli Studi di Napoli Federico II e presidente AIDI; Andrea Bertolo, ARPA Veneto; Patrizia Caraveo, INAF e presidente SAIt; Mario Di Sora, Unione Astrofili Italiani e Osservatorio Astronomico di Campo Catino; Fabio Falchi, ISTIL e Slovak Academy of Sciences di Bratislava; Adriano Ghedina, INAF – Telescopio Nazionale Galileo, La Palma; Elena Maggi, Università di Pisa e AquaPLAN; Sergio Ortolani, Università di Padova. Il programma è in corso di aggiornamento.

Il caso del Cile: quando proteggere il buio diventa una scelta politica

La presenza di Maisa Rojas assume un significato particolare alla luce della vicenda che ha coinvolto il Deserto di Atacama, uno dei luoghi con i cieli più bui e limpidi del pianeta.

Il progetto industriale INNA, promosso da AES Andes, prevedeva un grande polo per la produzione di idrogeno verde e ammoniaca su circa 3.000 ettari, accompagnato da infrastrutture portuali, energetiche e di trasporto, a breve distanza dall’Osservatorio di Paranal.

La comunità astronomica internazionale aveva manifestato una forte opposizione. Una lettera aperta indirizzata al Governo cileno, sottoscritta da scienziati di primo piano e premi Nobel, richiamava il rischio per un patrimonio scientifico unico. Le analisi dell’ESO stimavano che il progetto avrebbe potuto determinare un aumento fino al 35% dell’inquinamento luminoso sopra Cerro Paranal, oltre a produrre vibrazioni, polveri e turbolenze atmosferiche potenzialmente dannose per l’attività osservativa.

Nel febbraio 2026 AES Andes ha infine ritirato formalmente il progetto, dopo il confronto con le autorità cilene e le fortissime preoccupazioni espresse dalla comunità scientifica. La vicenda è stata raccontata, tra gli altri, dal Guardian.

Il caso cileno mostra con particolare evidenza come anche infrastrutture legate alla transizione energetica debbano essere progettate valutando attentamente localizzazione e impatti complessivi: decarbonizzazione e tutela dell’ambiente non possono essere considerate obiettivi contrapposti.

E la questione non può ritenersi chiusa con il ritiro di un singolo progetto: la salvaguardia dell’oscurità naturale dell’Atacama e degli osservatori astronomici rimane al centro del dibattito scientifico e delle politiche di protezione del territorio.

Proteggere la notte è una questione di salute e ambiente

È proprio questa visione complessiva a rendere “Solo stelle nel cielo” un appuntamento che va oltre l’astronomia. Ridurre l’inquinamento luminoso significa illuminare dove serve, quando serve e nella quantità realmente necessaria, limitando dispersioni e alterazioni dell’ambiente notturno.

La sfida è mettere insieme conoscenze scientifiche, progettazione illuminotecnica, politiche pubbliche e sensibilizzazione dei cittadini.

Per ISDE Italia, inserire in questo confronto anche la dimensione della salute significa riconoscere che proteggere la notte, i suoi ritmi naturali e gli ecosistemi significa proteggere anche la salute umana: un approccio pienamente coerente con la prospettiva della Planetary Health.

Call for Abstract: scadenza 14 settembre 2026
Convegno: 7–9 ottobre 2026
Sede: Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Barberino Tavarnelle (Firenze)
👉 Informazioni e aggiornamenti: Chianti Topics