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Si è svolto il 23 maggio ad Arezzo il corso ECM “Crisi climatica e salute: le nuove sfide per la pratica clinica”, promosso dall’Azienda USL Toscana Sud Est e dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Arezzo, in collaborazione con ISDE Italia – Medici per l’Ambiente. L’iniziativa ha affrontato il crescente impatto sanitario della crisi climatica, mettendo al centro il ruolo della medicina, della prevenzione e della comunicazione scientifica.

Maria Teresa Maurello (Isde Arezzo) ha coordinato i lavori, presentando un focus specifico alla realtà climatica di Arezzo, dove negli ultimi quindici anni sono aumentati ondate di calore, notti tropicali ed episodi estremi, con dati che collocano la città tra le più esposte in Italia per caldo estremo secondo l’Indice del Clima del Sole 24 Ore. 

nella cui prima parte hanno portato i propri saluti Barbara Innocenti, direttrice della Azienda USL Toscana Sud-Est, e Roberto Romizi, Presidente di ISDE Italia.

Tra i relatori, Mario C. Cirillo, del Comitato Scientifico di ISDE Italia ed ex direttore del Dipartimento ISPRA per la valutazione e la sostenibilità ambientale, ha illustrato i meccanismi fisici del cambiamento climatico, spiegando come l’aumento della concentrazione di CO₂ abbia ormai superato le 420 ppm, livelli mai registrati negli ultimi 14 milioni di anni.   Cirillo ha sottolineato che il clima è un “sistema complesso e caotico”, nel quale piccoli squilibri possono produrre effetti molto ampi attraverso feedback positivi che accelerano il riscaldamento globale.  

Nel suo intervento è stato evidenziato come il riscaldamento globale stia accelerando: dal 1970 al 2010 la crescita media della temperatura era di circa 0,18 °C per decennio, mentre nel periodo 2010-2025 è salita a 0,30 °C per decennio. Il 2024 è stato indicato come l’anno più caldo mai registrato, con +1,55 °C rispetto all’epoca preindustriale.  

Elisabetta Chellini, medico epidemiologo, ha invece approfondito gli effetti sanitari dei cambiamenti climatici, ricordando che le temperature estreme rappresentano oggi uno dei principali fattori di rischio per la salute pubblica. Secondo i dati OMS richiamati nella relazione, tra il 2030 e il 2050 il cambiamento climatico potrebbe causare circa 250 mila morti aggiuntive ogni anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress termico.  

Particolare attenzione è stata dedicata alle ondate di calore e alla mortalità correlata. Chellini ha ricordato che nel 2022 in Europa sono stati stimati oltre 61 mila decessi legati al caldo estremo, di cui circa 18 mila in Italia.   Le presentazioni hanno inoltre evidenziato gli effetti diretti e indiretti della crisi climatica: dall’aumento delle malattie cardiovascolari e respiratorie fino ai rischi legati all’inquinamento atmosferico, alla sicurezza alimentare e alla diffusione di malattie trasmesse da vettori.  

Marco Talluri, comunicatore scientifico e direttore responsabile di Ambientenonsolo e della redazione ISDEnews, ha presentato una panoramica sugli effetti ambientali del cambiamento climatico, illustrando dati recenti su gas serra, temperature record, scioglimento dei ghiacciai, incendi, siccità e crisi delle risorse idriche. La relazione ha evidenziato come l’Europa sia il continente che si riscalda più rapidamente al mondo e come il triennio 2023-2025 abbia superato stabilmente la soglia di +1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali.  

Nel corso dell’evento è stato affrontato anche il tema dell’impronta ecologica e della necessità di ridurre consumi ed emissioni climalteranti. In una sessione conclusiva dedicata agli strumenti di mitigazione, Elisabetta Chellini ha invitato i partecipanti a riflettere sul peso delle scelte individuali e collettive, ricordando che la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi e che i modelli attuali di consumo non sono sostenibili nel lungo periodo.  

Durante la tavola rotonda finale è stato illustrato dalla dott.ssa Maurello anche il progetto degli “Ambulatori verdi”, promosso da ISDE Italia, che punta a ridurre l’impatto ambientale delle strutture sanitarie attraverso efficienza energetica, riduzione dei rifiuti, minore utilizzo della plastica e promozione della mobilità sostenibile, trasformando gli ambulatori in strumenti di educazione ambientale e tutela della salute.

Il corso ha rappresentato un momento di aggiornamento scientifico ma anche di forte richiamo etico e professionale, sottolineando come la crisi climatica sia ormai una vera emergenza sanitaria globale che richiede il coinvolgimento diretto del mondo medico e sanitario.