L’ISDE Italia ha inviato una lettera formale ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, all’ANCI e a Federsanità ANCI, con richiesta di diffusione a tutti i Sindaci italiani, per segnalare gravi criticità introdotte dall’articolo 27 della Legge n. 182 del 2 dicembre 2025 in materia di installazione degli impianti di telecomunicazione.
Secondo ISDE, le recenti modifiche normative rappresentano un ulteriore passo in una progressiva erosione del Principio di Precauzione, con effetti diretti sui diritti di informazione e partecipazione dei cittadini e, di conseguenza, sulla tutela della salute pubblica.
Dalla soglia cautelativa ai nuovi limiti mediati
La lettera ricostruisce il percorso normativo che ha portato all’attuale situazione. L’Italia disponeva di uno dei quadri più cautelativi a livello internazionale, con il valore di attenzione di 6 V/m fissato dal DPCM 8 luglio 2003. Successivamente:
- nel 2012 è stata estesa la media delle misurazioni da 6 minuti a 24 ore;
- nel 2023 il limite è stato innalzato a 15 V/m come media sulle 24 ore.
Una scelta che, sottolinea ISDE, consente picchi di emissione ben superiori durante il giorno, compensati da valori notturni più bassi, senza una reale riduzione dell’esposizione nelle ore di maggiore utilizzo.
Comuni sempre più marginalizzati
Un altro punto centrale riguarda l’indebolimento del ruolo dei Comuni. La Legge Quadro n. 36/2001 riconosceva agli enti locali la possibilità di regolamentare l’insediamento degli impianti per minimizzare l’esposizione, soprattutto nei cosiddetti siti sensibili. Tuttavia, interventi normativi successivi hanno ristretto progressivamente questa competenza, fino alla possibilità di installare impianti in deroga ai regolamenti comunali nelle aree cosiddette “bianche”.
ISDE richiama esplicitamente il precedente del decreto Gasparri, dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale nel 2003, come esempio di compressione indebita delle autonomie locali già censurata in passato.
L’articolo 27 della Legge 182/2025: il nodo della partecipazione
La critica più netta riguarda l’articolo 27 della Legge 182/2025, che modifica il Codice delle comunicazioni elettroniche. Pur mantenendo formalmente l’obbligo di pubblicità delle istanze per nuovi impianti, la norma stabilisce che l’eventuale omissione non invalida più il procedimento.
Per ISDE si tratta di una svolta grave: la pubblicità delle istanze consentiva finora ai cittadini, ai lavoratori e ai soggetti fragili (ad esempio portatori di dispositivi elettromedicali) di partecipare al procedimento autorizzativo, segnalando criticità e chiedendo soluzioni tecniche per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici.
La richiesta: impugnazione per incostituzionalità
Alla luce di queste considerazioni, ISDE chiede alle Regioni di impugnare urgentemente l’articolo 27 della Legge n. 182/2025 per incostituzionalità, rivendicando il ruolo delle istituzioni territoriali nella tutela della salute dei cittadini.
«La semplificazione – conclude la lettera firmata dal presidente Roberto Romizi – non può e non deve trasformarsi in un cortocircuito del Principio di Precauzione». Un richiamo che riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra sviluppo delle infrastrutture digitali, diritti democratici e protezione della salute pubblica.
