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In un intervento pubblicato sul BMJGiovanni Ghirga, pediatra e membro del Comitato scientifico della Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE), richiama l’attenzione della comunità medica internazionale sugli effetti a lungo termine della guerra sulla salute dei bambini a Gaza.

Secondo Ghirga, ciò che si sta verificando nella Striscia rappresenta una convergenza prevedibile di fattori estremamente dannosi: esposizione a sostanze tossiche derivanti dai bombardamenti, malnutrizione e stress psicologico estremo. Una combinazione che minaccia lo sviluppo neuropsichico di un’intera generazione. Sebbene manchino ancora studi epidemiologici sistematici sugli esiti neonatali attuali, l’evidenza scientifica disponibile rende plausibile l’insorgenza di gravi malformazioni congenite, analogamente a quanto già osservato in altri contesti di guerra, come Iraq e Fallujah.

L’autore sottolinea come i metalli pesanti dispersi dagli ordigni possano attraversare la barriera placentare e compromettere lo sviluppo fetale, con rischi amplificati da condizioni di fame, carenze micronutrizionali e stress cronico. Medici operanti a Gaza riportano già un aumento di nascite premature, basso peso alla nascita e anomalie congenite gravi a carico del sistema nervoso, cardiaco e scheletrico.

Ghirga richiama inoltre i dati delle Nazioni Unite sull’estesa contaminazione di suolo, aria e falde acquifere, e invita a riconoscere che i danni sanitari della guerra vanno ben oltre le vittime immediate, configurandosi come una vera emergenza di sanità pubblica in ambito di salute ambientale pediatrica. Tra le azioni urgenti indicate: biomonitoraggio, bonifica ambientale, recupero nutrizionale e supporto alla salute mentale materna.

👉 Testo completo dell’intervento:
https://www.bmj.com/content/391/bmj.r2120/rr-0