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Al Congresso ISDE, Pierangela Fiammetta Piras ha illustrato un approccio che collega salute delle persone e tutela degli ecosistemi. Al centro, percorsi personalizzati, formazione dei professionisti e collaborazione con il territorio.

Le prescrizioni verdi possono entrare nella pratica medica attraverso percorsi che tengano conto dei bisogni della persona, delle caratteristiche degli ambienti naturali e della loro vulnerabilità. È la prospettiva presentata da Pierangela Fiammetta Piras, responsabile del Centro Green Care Il Bosco di Puck e referente della Comunità di pratica e del gruppo di lavoro ISDE sulle prescrizioni verdi, intervenuta il 24 ottobre al Congresso nazionale ISDE Italia di Sansepolcro.

Piras ha proposto una lettura del rapporto tra natura e salute coerente con la Planetary Health: la cura delle persone si intreccia con quella degli ecosistemi, attraverso una relazione che richiede conoscenze cliniche, competenze ecologiche e partecipazione delle comunità.

Dalla malattia alla persona nel suo ambiente

Nella presentazione, Piras ha ricostruito il cambiamento di prospettiva che accompagna lo sviluppo delle prescrizioni verdi: considerare la persona nella sua dimensione biologica, psicologica e sociale, insieme all’ambiente in cui vive.

Questo approccio comporta anche un’evoluzione della ricerca, con l’integrazione di misurazioni quantitative e osservazioni qualitative, e una maggiore collaborazione fra discipline. La responsabilità del percorso coinvolge medici, operatori, comunità e soggetti che conoscono e gestiscono il territorio.

La natura, in questa visione, è un sistema vivente con caratteristiche e dinamiche proprie. La scelta dei luoghi e delle modalità di frequentazione diventa quindi parte integrante della progettazione dell’intervento.

Ricerca e personalizzazione dei percorsi

Piras ha illustrato uno studio pilota della durata di nove mesi, dedicato all’esposizione prolungata a ecosistemi naturali differenziati di persone con condizioni croniche complesse, fra cui patologie autoimmuni, dolore cronico, disturbi respiratori e mentali.

Tra gli esiti riportati nella presentazione figurano miglioramenti dei sintomi e della qualità della vita percepita, insieme a una riduzione dell’impiego di farmaci nel gruppo seguito. Si tratta di risultati riferiti alla specifica esperienza di ricerca, da interpretare nel relativo contesto clinico e metodologico.

Un altro elemento osservato ha riguardato la progressiva capacità dei partecipanti di orientarsi nel bosco e riconoscere le aree percepite come più benefiche. Alla maggiore familiarità con l’ambiente si sono accompagnati attenzione alla biodiversità, senso di appartenenza e comportamenti spontanei di cura dei luoghi.

Accessibilità, cautele e protezione degli ecosistemi

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la necessità di individualizzare la prescrizione. Le condizioni della persona, le caratteristiche dei luoghi e le modalità dell’esperienza richiedono valutazioni specifiche, comprese eventuali controindicazioni e cautele.

Piras ha richiamato anche i rischi di una frequentazione indiscriminata degli ambienti naturali: difficoltà di accesso per le persone fragili, pressione antropica e degrado legato alle infrastrutture. La progettazione deve quindi considerare sia l’effettiva inclusività dei percorsi sia la capacità degli ecosistemi di sostenerne l’utilizzo.

In questo quadro assumono particolare valore le aree naturali di prossimità, la conoscenza delle loro caratteristiche e la collaborazione con chi opera sul territorio.

Le esperienze della rete ISDE

La presentazione ha restituito il quadro di una rete impegnata nella formazione, nella ricerca e nella costruzione di percorsi locali. A Vercelli, il workshop ECM organizzato nel Bosco della Partecipanza di Trino ha affrontato le possibilità di inserimento delle prescrizioni verdi nella pratica clinica quotidiana.

Sono stati inoltre illustrati percorsi e aree individuati al Parco Lambro di Milano e presso il Lago Minisini, a Gemona, insieme alle collaborazioni di ISDE Udine e Venezia con le università di Trieste e Padova su interventi basati sulla natura.

Per il territorio lombardo e per Vercelli-Trino sono state presentate anche ipotesi progettuali in sviluppo, distinguendo le attività generali di benessere dalla costruzione di percorsi medici mirati.

Fra i prossimi passi, Piras ha indicato il coinvolgimento di nuovi prescrittori e il test e la validazione di uno strumento di pianificazione per gli interventi basati sulla natura. Formazione, esperienza sul campo e confronto fra professionisti sono stati individuati come condizioni essenziali per sviluppare questa competenza medica.

Per approfondire: il sito delle Prescrizioni Verdi⁠.