Elisabetta Chellini ha presentato al Congresso nazionale ISDE Italia le evidenze scientifiche e le proposte del Gruppo nazionale Plastica per contrastare l’inquinamento da mozziconi di sigaretta. I filtri sono costituiti da plastica monouso, non offrono benefici dimostrati per la salute dei fumatori e contribuiscono alla dispersione di microplastiche. ISDE chiede interventi rivolti ai cittadini, alle amministrazioni locali e ai decisori istituzionali, fino alla progressiva eliminazione dei filtri in plastica.
I mozziconi di sigaretta rappresentano una fonte diffusa di inquinamento ambientale, spesso sottovalutata per le loro dimensioni ridotte e per la consuetudine di abbandonarli nelle strade, nei parchi e sulle spiagge. I filtri, infatti, non sono costituiti da materiali biodegradabili, ma da plastica che può frammentarsi e contribuire alla contaminazione degli ecosistemi.
Su questo problema si è concentrato l’intervento di Elisabetta Chellini, componente del Comitato scientifico di ISDE Italia, che al Congresso nazionale dei Medici per l’Ambiente, in corso a Sansepolcro dal 23 al 25 ottobre 2026, ha presentato il lavoro del Gruppo nazionale Plastica dedicato all’inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche.
La relazione ha illustrato le principali evidenze scientifiche raccolte nel position paper elaborato dal gruppo di lavoro nell’ambito della Campagna nazionale per la prevenzione dei danni alla salute da esposizione alla plastica, insieme alle raccomandazioni e alle iniziative di sensibilizzazione e advocacy proposte dall’Associazione.
I filtri sono plastica monouso e non proteggono la salute
Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda la natura dei filtri delle sigarette, costituiti da materiali plastici e riconosciuti nell’ambito della normativa europea sulla plastica monouso, la direttiva Single Use Plastics del 2019.
Contrariamente a quanto potrebbe suggerire la loro presenza nelle sigarette, i filtri non garantiscono una riduzione dimostrata dei rischi sanitari associati al fumo.
Come ricordato nella relazione, già nel 2022 l’Organizzazione mondiale della sanità aveva evidenziato l’assenza di prove di benefici dei filtri per la salute, invitando i decisori politici a considerarli prodotti di plastica monouso e a valutare la possibilità di vietarli per proteggere la salute pubblica e l’ambiente.
La presenza del filtro può inoltre trasmettere ai fumatori una falsa sensazione di sicurezza, inducendo a sottovalutare i rischi del consumo di tabacco.
A questo problema sanitario si aggiunge quello ambientale: i filtri abbandonati rilasciano sostanze inquinanti e, attraverso la frammentazione del materiale plastico, contribuiscono alla diffusione delle microplastiche.
La questione assume quindi una doppia rilevanza, perché riguarda contemporaneamente la prevenzione del tabagismo e la riduzione dell’inquinamento.
Mozziconi e rifiuti sulle spiagge: un problema persistente
Particolare attenzione è stata dedicata all’inquinamento degli ambienti costieri.
La relazione ha richiamato i dati di Legambiente del 2024, secondo i quali i prodotti in plastica monouso e le reti e gli attrezzi utilizzati nella pesca e nell’acquacoltura rappresentano complessivamente il 56,3% dei rifiuti monitorati sulle spiagge italiane.
Si tratta di un dato che evidenzia il peso dei rifiuti plastici nella contaminazione degli ambienti marini e costieri, un fenomeno che non ha mostrato cambiamenti sostanziali nell’ultimo decennio.
I mozziconi abbandonati possono essere trasportati dalle acque meteoriche attraverso le reti di drenaggio, raggiungere fiumi e mare e contribuire alla dispersione di sostanze contaminanti negli ecosistemi acquatici.
Per ISDE, affrontare questo problema richiede interventi che vadano oltre la semplice rimozione dei rifiuti e agiscano anche sulla prevenzione e sulla responsabilità di chi immette i prodotti sul mercato.
Le raccomandazioni ai cittadini: non abbandonare mozziconi e cenere
Il documento presentato da Chellini contiene una serie di raccomandazioni rivolte a diversi destinatari.
Per i cittadini, la prima indicazione è smettere di fumare, a tutela della propria salute, di quella delle altre persone e dell’ambiente.
Viene inoltre richiamata la necessità di non abbandonare mozziconi e cenere e di non disperdere nell’ambiente le sigarette elettroniche.
Tra le azioni pratiche suggerite figura l’utilizzo di posacenere tascabili per raccogliere e smaltire correttamente i mozziconi, che devono essere conferiti nei rifiuti indifferenziati.
La sensibilizzazione dei fumatori rappresenta un elemento essenziale per contrastare comportamenti spesso percepiti come marginali, ma che, per la loro diffusione, contribuiscono all’accumulo di rifiuti plastici nell’ambiente.
Il ruolo dei Comuni: raccolta, educazione e spiagge libere dal fumo
Un secondo insieme di raccomandazioni riguarda le amministrazioni locali, chiamate a integrare il problema dell’abbandono dei mozziconi nelle proprie politiche ambientali e sanitarie.
ISDE propone l’installazione di contenitori a norma dedicati alla raccolta dei mozziconi nei luoghi pubblici maggiormente frequentati e sulle spiagge, accompagnata da programmi educativi rivolti alla popolazione.
Tra le misure suggerite rientrano anche l’adozione di ordinanze per vietare il fumo sulle spiagge e una maggiore attenzione al rispetto dei divieti di abbandono dei mozziconi.
La presenza di contenitori dedicati dovrebbe essere accompagnata dalla valutazione della loro effettiva capacità di ridurre la dispersione dei rifiuti, evitando interventi limitati alla sola installazione delle attrezzature.
Il coinvolgimento delle amministrazioni locali è considerato fondamentale per tradurre le indicazioni scientifiche in azioni concrete di prevenzione e tutela degli spazi pubblici.
Eliminare i filtri in plastica e applicare la responsabilità dei produttori
Le proposte rivolte ai decisori istituzionali affrontano il problema alla radice.
Il Gruppo nazionale Plastica di ISDE chiede di adottare misure orientate all’eliminazione dei filtri in plastica e di dare piena attuazione alle disposizioni europee sulla responsabilità estesa del produttore.
Questo principio prevede che i produttori contribuiscano ai costi della gestione dei rifiuti generati dai prodotti immessi sul mercato, evitando che tali oneri ricadano esclusivamente sulla collettività e sulle amministrazioni pubbliche.
ISDE sottolinea inoltre la necessità di rendere maggiormente coerenti le politiche di contrasto al tabagismo, di riduzione della plastica monouso e di tutela della salute e dell’ambiente.
La progressiva eliminazione dei filtri in plastica viene quindi proposta come una misura capace di intervenire su una fonte evitabile di inquinamento, senza attribuire ai filtri stessi una funzione protettiva per la salute che non risulta scientificamente dimostrata.
Le iniziative di advocacy del Gruppo nazionale Plastica
La relazione ha illustrato anche cinque linee di intervento a breve termine individuate dal gruppo di lavoro.
Accanto alla promozione di sistemi di raccolta e alla verifica della loro efficacia, ISDE intende sostenere l’applicazione delle norme sulla responsabilità estesa del produttore, coinvolgere operatori sanitari, insegnanti e amministratori locali nelle iniziative di sensibilizzazione e sviluppare materiali divulgativi rivolti soprattutto ai fumatori e ai giovani.
Un ulteriore obiettivo riguarda l’azione nei confronti dei decisori politici, per favorire l’eliminazione dei filtri in plastica e la riduzione dei prodotti monouso.
Nel corso della presentazione sono stati mostrati anche esempi di materiali educativi e campagne informative, tra cui strumenti rivolti ai bambini per spiegare come i mozziconi possano raggiungere il mare e danneggiare gli ecosistemi.
Queste iniziative evidenziano la volontà di affiancare alle evidenze scientifiche strumenti di comunicazione accessibili e azioni di prevenzione rivolte a pubblici differenti.
Un problema che richiede politiche integrate di ambiente e salute
Il messaggio dell’intervento di Elisabetta Chellini è che l’inquinamento da mozziconi non può essere considerato soltanto una questione di pulizia urbana o di comportamento individuale.
La presenza dei filtri plastici nelle sigarette coinvolge infatti la salute pubblica, la gestione dei rifiuti, la tutela degli ecosistemi e la responsabilità delle imprese produttrici.
Per i Medici per l’Ambiente è quindi necessario intervenire contemporaneamente sulla prevenzione del consumo di tabacco, sulla riduzione dell’abbandono dei mozziconi e sulle caratteristiche dei prodotti immessi sul mercato.
Un approccio che mira a trasformare le conoscenze scientifiche in misure di prevenzione e politiche pubbliche capaci di proteggere sia la salute delle persone sia quella degli ecosistemi.
Fonte: Elisabetta Chellini, per conto del Gruppo nazionale Plastica di ISDE Italia, presentazione «I mozziconi di sigaretta», Congresso nazionale ISDE Italia 2026, Sansepolcro, 23-25 ottobre 2026.
Per approfondire: ISDE Italia – Inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche: position paper.
